Transcription of william shakespeare – sonetti
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william shakespeare sonetti I Belle creature, a voi chiediamo figli perch in quel fiore la bellezza duri: quando saran gualciti i vostri gigli, ne fioriranno ancora eredi puri. Tu no, non curi. Al tuo sguardo di brace nutri la fiamma di propria sostanza, oscuri ogni chiarezza, togli pace, fai carestia l dov era abbondanza. La tua bellezza fulgida, l'orgoglio che primavera annuncia, e porta gaia, fiorisce e muore in un solo germoglio, paga il suo dolce pegno a te, usuraia. Sii generosa al mondo, o ridi forte: bevi alla stessa coppa vita e morte. william shakespeare sonetti II Quaranta inverni al tuo bell incarnato in guerra di trincea daranno assedio; sar il tuo manto, fiero ed invidiato, lacera veste senza pi rimedio. Ti chiederanno dov lo splendore, dove il tesoro dei giorni migliori: togli lo sguardo, spento d ogni ardore, non far che la vergogna ti divori.
william shakespeare – sonetti I Belle creature, a voi chiediamo figli perché in quel fiore la bellezza duri: quando saran gualciti i vostri gigli,
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