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APPUNTI PER LO STUDIO DELL’ARMONIA

Carmine Emanuele CellaAPPUNTIPER LO STUDIODELL ARMONIAc Marzo PremessaQueste note sullo STUDIO dell armonia nascono come strumento di supportoper i corsi di armonia (principale o complementare) nei conservatori di musi-ca. In esse si ricapitolano, in estrema sintesi, le principali strutture armonichetipiche del cosiddetto argomenti trattati sono raggruppati in tre sezioni principali:1. strutture armoniche fondamentali: introduzione all armonia, triadi allostato fondamentale e rivolti, cadenze, STUDIO di tutti i gradi della scala;2. strutture armoniche avanzate: settime di dominante e secondarie, mo-dulazioni, progressioni;3. movimento delle parti e altre strutture armoniche: figurazione melodicae imitazioni, accordi prima sezione, in linea di massima, occupa all incirca un anno di stu-dio mentre le rimanenti due sezioni occupano un altro anno.`E comunquefondamentale, nello STUDIO dell armonia, associare alla teoria una pratica ba-sata sull armonizzazione a quattro parti di bassi o canti dati (di cui esistonoeccellenti raccolte): in punti specifici del testo, si troveranno dei suggerimentiper esercizi collegati agli argomenti spiegati fino a quel fonti da cui si `e attinto per la preparazione di questo materiale com-prendono testi completi (come gli ottimi manuali d armonia di Piston [4] e diSch onberg [6]) e testi dal carattere pi`u pratico e riassuntivo (come l eccellentelavoro di Korsakov [3)]

il II grado ha due note in comune con il IV grado; il VI grado ha due note in comune con il I grado; il VII grado ha due note in comune con il V grado. Da questo breve esame, emerge un fatto fondamentale per l’armonia tra-dizionale: tutte le triadi hanno speci che funzioni armoniche e sono raggrup-pabili nei tre gruppi discussi sopra.

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1 Carmine Emanuele CellaAPPUNTIPER LO STUDIODELL ARMONIAc Marzo PremessaQueste note sullo STUDIO dell armonia nascono come strumento di supportoper i corsi di armonia (principale o complementare) nei conservatori di musi-ca. In esse si ricapitolano, in estrema sintesi, le principali strutture armonichetipiche del cosiddetto argomenti trattati sono raggruppati in tre sezioni principali:1. strutture armoniche fondamentali: introduzione all armonia, triadi allostato fondamentale e rivolti, cadenze, STUDIO di tutti i gradi della scala;2. strutture armoniche avanzate: settime di dominante e secondarie, mo-dulazioni, progressioni;3. movimento delle parti e altre strutture armoniche: figurazione melodicae imitazioni, accordi prima sezione, in linea di massima, occupa all incirca un anno di stu-dio mentre le rimanenti due sezioni occupano un altro anno.`E comunquefondamentale, nello STUDIO dell armonia, associare alla teoria una pratica ba-sata sull armonizzazione a quattro parti di bassi o canti dati (di cui esistonoeccellenti raccolte): in punti specifici del testo, si troveranno dei suggerimentiper esercizi collegati agli argomenti spiegati fino a quel fonti da cui si `e attinto per la preparazione di questo materiale com-prendono testi completi (come gli ottimi manuali d armonia di Piston [4] e diSch onberg [6]) e testi dal carattere pi`u pratico e riassuntivo (come l eccellentelavoro di Korsakov [3] ed il ben fatto manualetto di Dionisi [2]).

2 In nessun ca-so, evidentemente, queste note possono sostituire tali testi; potranno essere,tuttavia, un utile materiale di veda la sezione per maggiori informazioni3 Capitolo 1 Strutture IntroduzioneNel senso pi`u generale, l armonia `e lo STUDIO delle sovrapposizioni verticalidi un certo numero disuoniin un determinato sistema musicale. Nellacultura occidentale, il sistema musicale di riferimento `e quellotemperatoincui, cio`e, tutti gli intervalli all interno dell ottava occupano lo stesso particolare, la divisione dell intervallo di ottava in dodici parti uguali1haportato all affermazione della cosiddettatonalit`a, il criterio alla base di tuttii fenomeni fondamentali del discorso musicale occidentale. La definizione diquesto sistema avviene gradatamente nel tempo, attraverso l affermazione dicardini armonici quali la sensibile e la tonica e attraverso lo spostamentodallamodalit`aal STUDIO di questa materia ha assunto, nel tempo, le forme pi`u svariate:alcuni teorici hanno sviluppato un corpus di regole minuziose da applicarerigorosamente, altri hanno preferito utilizzare criteri meno numerici ma pi`umusicali.

3 In questa sede, si baser`a l intera trattazione su due principi fonda-mentali da cui si deriveranno le regole salienti per la gestione dell armonia:lalegge armonicae lefunzioni armoniche. Il primo principio `e una legge fisi-ca di carattere universale che regola la produzione del suono negli strumenti1Da un punto numerico, ogni dodicesimo dell ottava (chiamatosemitono) si pu`o espri-mere nel seguente modo:semitono=12 2 = ..; in altri termini, moltiplicandoquesto valore ad una qualunque frequenza, si ottiene la frequenza del semitono armoniche fondamentalimusicali e nella voce umana e fornisce i criteri guida per la definizione delconcetto diaccordo. Il secondo principio, invece, `e di carattere psico-acusticoed `e legato al modo in cui l uomo percepisce alcune sovrapposizioni di suoni;esso ci fornisce i criteri guida per comecollegaregli Un po di storia`E forse con ilTrait`e de l Harmoniedi Rameau del 1722 (facilmente repe-ribile nella versione inglese [5]) che l armonia assume status autonomo didisciplina scientifica basata su un corpus normativo razionale2.

4 Nel corsodell evoluzione della musica basata su dodici semitoni, tale corpus subisceprofonde trasformazioni. Pur perfezionandosi ed espandendosi nel corso deltempo, per`o, due principali punti di riferimento restano invariati: da un lato,gli oggetti di cui si occupa l armonia (gli accordi) sono sottoinsiemi del totalecromatico; sono cio`e unaselezionedall insieme completo delle note secondo luogo, tra un oggetto e l altro esiste unafunzionalit`a:`e possibilecio`e, stabilire gerarchie e successioni di accordi secondo criteri di ordinamen-to. Intendendo l accordo come selezione sul tutto, `e ovvio che il contenutodella selezione assume importanza: un accordo di do maggiore `e qualitativa-mente differente da un accordo di la maggiore, sebbene essi possano assumerela stessa funzione. Il processo di sviluppo del corpus normativo giunge, conun percorso variamente articolato, ad una delle sue massime teorizzazioninell Harmonielehredi Arnold Sch onberg del 1911 [6].

5 Dopo, accade un fattoinosservato fino ad allora: l armonia si espande talmente tanto che la sele-zione tende a diventare l intero gruppo di note di partenza. Viene cio`e ameno uno dei due punti di riferimento descritti sopra e si comincia a trattareaccordi di nove, dieci o anche undici suoni. Sch onberg stesso allora ipotizzal esistenza di unapantonalit`a, ovvero di una tonalit`a comprendente tutti edodici i semitoni della scala temperata. Non essendoci pi`u una selezione,il contenuto diventa meno rilevante (in ogni accordo c `e l intero gruppo didodici suoni) e ci`o che diventa importante `e invece l ordinedelle Corali a quattro partiOggetto delle presenti note `e l armonia afferente al periodo storico compreso,grossomodo, tra il 1650 ed il 1750. L autore pi`u rappresentativo di tale perio-2 Questo paragrafo `e stato ripreso integralmente da un altro breve saggio scrittodall autore, cfr. [1]. INTRODUZIONEdo `e forse J.

6 S. Bach (1685-1750) e le opere pi`u idonee a rappresentare questotipo di armonia sono i suoicorali. Pertanto, in questa sede si immaginer`asempre di scrivere corali a 4 voci nel cosiddetto stilesevero; l estensione diciascuna voce `e ricapitolata nella figura : Estensione tipica per le voci nei Legge armonica, o la costruzione dell accordoAlla base di ogni costrutto armonico vi `e il concetto diaccordo: un insiemedi tre o pi`u suoni sovrapposti per intervalli di terza. Questa definizione nonnasce a caso, bens` da una legge fisica che regola la formazione ogni suonoesistente: n=11n= 1 +12+13+14+15+..( )L equazione , chiamatalegge armonica, organizza la struttura dei suoniprodotti dagli strumenti musicali e dalla voce umana. In breve, afferma cheogni nota di uno strumento non `e fatta da un solo suono bens` di un insiemedi suoni (dettiarmonici) con frequenze determinate da rapporti interi. Trale prime cinque note prodotte da questa legge, come si vede dalla , si trovano i gradi pi`u importanti gradi di una data scala, ovvero lafondamentale, la quinta e la armoniche fondamentaliFigura : Serie armonica costruita sulla notadoCi`o spiega, almeno parzialmente, il motivo per cui gli accordi compostida tre suoni (triadi) sono formati proprio da questi tre gradi3.

7 Come spie-gato sopra, tuttavia, gli accordi che si usano nei corali sono a quattro `o implica necessariamente che una voce dovr`a ripetere uno dei tre gradifondamentali. Anche in questo caso, esaminando la figure , si nota chealcune note hanno pi`u rilevanza di altre. Ad esempio, la fondamentale `epresente 3 volte nelle prime sei note della seria, la quinta due e la terza ci`o scende una importante legge dell armonia tradizionale: in un corale aquattro parti, si raddoppia di preferenza la fondamentale; `e possibile raddop-piare la quinta, ma non si raddoppia mai la terza. Nel caso dell omissione diuna nota, inoltre, sar`a sempre preferibile eliminare la quinta e triplicare la serie armonica emerge, infine, un ultima cosa. Come sipu`o notare, gli intervalli tra le note tendono astringersimentre si procedeverso l acuto: ci`o suggerisce che la disposizione ottimale di un accordo in uncorale debba seguire appunto questa triade pu`o essere presentata nel suo stato fondamentale (ovverocon la tonica al basso) o in un cosiddettorivolto: quando al basso si trovala terza dell accordo si dir`a inprimo rivolto(normalmente indicato con lanumerazione63), mentre se si trova la quinta esso si dir`a insecondo rivolto(indicato invece con64) ricorda che esistono quattro tipi principali di triadi: maggiore, minore, diminuitaed in questo caso, `e la stessa serie armonica che presenta il concetto di rivoltodi un accordo: iniziando la lettura dall armonico 3 abbiamo infatti il secondo rivolto.

8 Iniziandola invece dall armonico 5 e procedendo a ritroso abbiamo il Funzioni armoniche, o il collegamento tra accordiL impianto tonale si fonda su scale formate da sette suoni. Dividendo lascala in due tetracordi (ripetendo la fondamentale per ottenere otto note), sipu`o notare come all inizio e alla fine di ciascun tetracordo vi siano i gradi ditonica, sottodominante e dominante.`E proprio attorno agli accordi costruitisu questi gradi che l intero sistema armonico si sviluppa.`E interessantenotare che: tutti gli accordi costruiti su questi tre gradi sono maggiori; l accordo sulla tonica ha una nota in comune con quello sulla sottodo-minante ed una in comune con quello di dominante; i tre accordi contengono, in complesso, tutti i gradi della accordo di tonica rappresenta il principiostaticodella tonalit`a: il puntodi riferimento e di riposo verso cui convergono tutti gli altri accordi. L ac-cordo di dominante, invece, rappresenta il principiodinamico: ha caratteresospensivo ed interrogativo; siccome contiene la sensibile, inoltre, manifestauna chiara tendenza verso l accordo di tonica.

9 L accordo di sottodominante,infine, assume un carattere intermedio tra gli altri due estremi: non `e sta-bile quanto la tonica, ma nemmeno sospensivo quanto la dominante. Questiaccordi, dunque, manifestano chiare propriet`afunzionali; pertanto, il col-legamento tra accordi seguir`a tali propriet`a, evidenziando una direzionalit`aben precisa, come mostrato dalla figura Figura : Direzionalit`a dei collegamenti accordaliIl passaggio da un accordo all altro prende il nome dicollegamento. Esi-stono collegamentiarmonici, formati da accordi con almeno un suono in9 Strutture armoniche fondamentalicomune (es. I-IV) e collegamentimelodici, formati da accordi senza suoni incomune (es. IV-V). Gruppi armoniciEsaminando i rimanenti gradi della scala diatonica (II, VI e VII), si pu`onotare come vi siano grandi affinit`a tra questi e i tre gradi discussi particolare: il II grado ha due note in comune con il IV grado ; il VI grado ha due note in comune con il I grado ; il VII grado ha due note in comune con il V questo breve esame, emerge un fatto fondamentale per l armonia tra-dizionale: tutte le triadi hanno specifiche funzioni armoniche e sono raggrup-pabili nei tre gruppi discussi sopra.

10 Ogni gradosecondario(II, VI, VII) pu`oa tutti gli effettisostituireil principale ad esso associato, permettendo lacreazione digruppi armonicicomposti da pi`u accordi. Figura : Gruppi armoniciCollegare gli accordi principali del gruppo di tonica con quello di sottodo-minante o con quello di dominante (I-IV, I-V), comporta un salto di quarta odi quinta al basso (alcuni teorici chiamano questo collegamentoprincipale).Il collegamento tra IV e V grado , invece, produce un movimento per gra-do congiunto al basso; tale collegamento viene generalmente a parte `e rappresentato dal III grado , di cui si discuter`a QUALCHE REGOLA PRATICAC ollegando, infine, accordi dello stesso gruppo (IV-II, I-VI, ecc.) crea unsalto di terza al basso; esso `e detto noti che non si `e possibile effetturare collegamenti deboli a cavallo dibattuta: ci`o produce la cosiddettasincope armonica, considerata errore nellostile principio generale, `e sempre corretto creare collegamenti tra ac-cordi seguendo la direzionalit`a proposta dalla figura `E inoltre correttocollegare accordi del gruppo di sottodominante con accordi del gruppo ditonica (es.)


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