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1 ACERBI & ASSOCIATI CONSULENZA TRIBUTARIA, AZIENDALE, SOCIETARIA E LEGALE NAZIONALE E INTERNAZIONALE _____ ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE I 36100 VICENZA, VIA NAPOLI 66 TEL. 0444322866 - 0444322705 FAX. 0444545075 Codice fiscale e partita 02380850244 Indirizzo E-Mail: - Web-site: CIRCOLARE N. 12 17 MARZO 2008 Le scritture contabili per la rilevazione del TFR al 31 dicembre 2007 Copyright 2008 Acerbi & Associati Acerbi & Associati Consulenza tributaria, aziendale, societaria e legale nazionale e internazionale 2 Come sicuramente noto, il Trattamento di Fine Rapporto o liquidazione (comunemente TFR) la somma che viene corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro, qualunque sia la causa che ne determina la cessazione.
2 Si tratta sostanzialmente di una retribuzione differita nel tempo, che matura di anno in anno in relazione al lavoro prestato e all ammontare della retribuzione. Il TFR si determina accantonando, per ciascun anno, una somma pari al 6,91% (7,41% - 1/13,5 della retribuzione dovuta al netto del contributo dello 0,5% previsto dall ultimo comma dell art. 3 della L. n. 297/1982) della retribuzione lorda. Gli importi sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l applicazione di un tasso che viene determinato sommando un coefficiente fisso, pari all 1,5%, ed uno variabile, pari al 75% dell aumento dell indice dei prezzi al consumo fissato dall Istat. Dopo 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, il lavoratore dipendente ha la facolt di chiedere un anticipo sul TFR, maturato fino a quel momento, nella misura massima del 70%, per spese urgenti rigorosamente documentate (spese sanitarie per terapie ed interventi straordinari riconosciuti da strutture pubbliche, acquisto prima casa per s o per i figli).
3 In caso di decesso del lavoratore, il TFR accantonato liquidato al coniuge, ai figli e, se erano a suo carico, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo. In mancanza di tali eredi, le indennit sono attribuite secondo le norme della successione legittima. La questione del TFR stata soprattutto nel corso del 2007 oggetto di particolare attenzione da parte di lavoratori ed aziende, in quanto connessa con il finanziamento della previdenza complementare. La previdenza complementare La previdenza complementare ha lo scopo di pagare pensioni che si aggiungono a quelle del sistema obbligatorio, in modo da assicurare migliori condizioni di vita ai pensionati.
4 I contributi versati vengono investiti, da gestori specializzati, in strumenti finanziari (azioni, titoli di Stato e altri titoli obbligazionari, quote di fondi comuni di investimento) che producono nel tempo rendimenti variabili in funzione dell andamento dei mercati e delle scelte di gestione. La scelta degli investimenti avviene nel rispetto di rigorosi criteri di prudenza che permettono di tutelare nel miglior modo possibile gli interessi degli iscritti. A vigilare sull osservanza e il rispetto di tali regole la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip). L attivit della Covip diretta a garantire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e la sana e prudente gestione delle forme pensionistiche complementari.
5 Tutte le forme pensionistiche complementari devono obbligatoriamente essere iscritte all Albo dei Fondi istituito presso la Covip, e devono avere determinati requisiti. Cosa sono i fondi pensione I fondi pensione sono gli organismi che hanno lo scopo di erogare ai lavoratori iscritti una pensione aggiuntiva rispetto a quella obbligatoria. I fondi pensione, in base alle loro modalit istitutive, si distinguono in fondi negoziali (o chiusi), fondi aperti, PIP di matrice assicurativa, fondi pensione preesistenti. La scelta della destinazione del trattamento di fine rapporto (TFR o liquidazione) Le fonti di finanziamento della previdenza complementare per un lavoratore dipendente sono rappresentate da: trattamento di fine rapporto; contributo del lavoratore; contributo del datore di lavoro.
6 Acerbi & Associati Consulenza tributaria, aziendale, societaria e legale nazionale e internazionale 3La riforma ha previsto che la contribuzione possa avvenire anche soltanto con il versamento del TFR. Il lavoratore pu scegliere di versare ulteriori contributi, oltre al TFR. Gli accordi o i contratti collettivi possono stabilire che se il lavoratore decide di contribuire non solo con il TFR, ma con ulteriori somme, il datore di lavoro obbligato al versamento di un proprio contributo. Il datore di lavoro pu comunque decidere, pur in assenza di accordi collettivi, di versare il contributo a proprio carico alla forma pensionistica complementare alla quale il lavoratore abbia aderito. Quando scegliere in merito alla destinazione del TFR Tutti i lavoratori dipendenti (con la sola eccezione dei lavoratori domestici), in attivit al 31 dicembre 2006, hanno dovuto effettuare la scelta sulla destinazione del TFR entro il 30 giugno 2007.
7 Tutti i lavoratori dipendenti (con la sola eccezione dei lavoratori domestici), assunti dopo il 31 dicembre 2006, devono effettuare la scelta sulla destinazione del TFR entro sei mesi dall assunzione. Che succede se si decide di lasciare il TFR in azienda Se il lavoratore decide di lasciare il TFR in azienda (ricordiamo che in questo caso, qualora si tratti di aziende con almeno 50 dipendenti, il TFR viene versato dal datore di lavoro al Fondo della Tesoreria dello Stato presso l Inps) sceglie di mantenere il TFR con tutte le sue attuali caratteristiche. Restano pertanto uguali le modalit di rivalutazione, le possibilit di ottenere anticipazioni, la modalit di pagamento al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
8 _____ Viste brevemente le sopra accennate note di carattere generali riguardanti il TFR ed il finanziamento della previdenza complementare, di seguito si commenta il comportamento civilistico e contabile da assumere, anche per la chiusura del bilancio al 31 dicembre 2007, alla luce delle novit intervenute con il versamento del TFR ai fondi pensione o al fondo di tesoreria INPS. Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturato dal 1 gennaio 2007 avr infatti un diverso regime civilistico, a seconda del numero di dipendenti in forza al 31 dicembre 2006 (art. 1, commi 755 e seguenti, della L. 27 dicembre 2006 n. 296, Finanziaria per 2007), e cio : 1) imprese con meno di 50 addetti; 2) imprese con almeno 50 addetti o un numero superiore.
9 Calcolo degli addetti Le modalit per il calcolo degli addetti sono descritte nella Circolare Inps n. 70 del 3 aprile 2007. Gli addetti comprendono tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro e dell orario di lavoro (esempio: tempo indeterminato, tempo determinato, stagionale, apprendistato, inserimento o reinserimento, intermittente, formazione e lavoro, somministrazione, domicilio ecc.). I lavoratori con contratto di lavoro a tempo parziale sono computati indipendentemente dal tipo di part-time (orizzontale, verticale o misto) in proporzione all orario svolto dal lavoratore a tempo pieno, convenzionalmente fissato in 26 giorni al mese (art.)
10 6 del 25 febbraio 2000, n. 61). I lavoratori assenti (qualunque sia la causa, compresa l aspettativa per cariche elettive o sindacali, aspettativa per motivi di famiglia e altre) sono computati negli addetti, a meno che Acerbi & Associati Consulenza tributaria, aziendale, societaria e legale nazionale e internazionale 4in loro sostituzione siano stati assunti altri lavoratori, nel qual caso saranno computati questi ultimi. I lavoratori somministrati sono computati in capo all impresa di somministrazione e, pertanto, non devono essere conteggiati dall impresa utilizzatrice. I lavoratori distaccati all estero o in Italia sono inseriti nella forza aziendale del distaccante, in quanto titolare unico del rapporto di lavoro.