Transcription of Blaise Pascal - Pensieri
1 Blaise Pascal Pensieri Edizione Acrobat A cura di Patrizio Sanasi ( ) 2I ORDINE 1 I salmi cantati su tutta la terra. Chi testimonia a favore di Maometto? Egli stesso. Ges Cristo vuole che la propria testimonianza non valga niente. La qualit dei testimoni comporta che essi siano sempre e dovunque, mentre, miserabile, egli solo. 2 Ordine mediante dialoghi. Cosa devo fare? Dovunque non vedo che oscurit . Penser di essere nulla? Penser di essere Dio? Tutte le cose mutano e si succedono. Vi sbagliate, ci Come, non siete d'accordo che il cielo e gli uccelli provano Dio? No. Non lo dice la vostra religione? No. Per quanto ci sia vero, in un certo senso, riguardo alle anime illuminate da Dio, tuttavia falso per la maggior parte delle altre. Lettera per indurre a cercare Dio. Ma bisogna indagare presso i filosofi, scettici e dogmatici, che confonderanno colui che ricerca.
2 3 Lettera di esortazione a un amico per indurlo a cercare, obietter : ma a cosa serve cercare, non vedo niente. Rispondergli: non disperare. Replicherebbe di essere contento di trovare dei motivi, ma che secondo la nostra religione credere cos non gli servirebbe a niente. Per questo preferisce non cercare affatto. A ci rispondergli: la Macchina. 4 1a Parte. Miseria dell'uomo senza Dio. 2a Parte. Felicit dell'uomo con Dio. oppure 1a Parte. Che la natura corrotta, secondo la natura stessa. 2a Parte. Che vi un Riparatore, secondo la Scrittura. 5 Lettera che sottolinea l'utilit delle prove. Mediante la Macchina. La fede differente dalla prova. Una umana e l'altra dono di Dio. Justus ex fide vivi. La prova spesso lo strumento della fede che Dio mette nel cuore, fides ex auditu, ma la fede nel cuore e non fa dire scio ma credo.
3 6 Ordine. Vedere in tutta la vicenda degli Ebrei quanto vi di chiaro e incontestabile. 7 Nella lettera sull'ingiustizia pu esserci: La storiella dei primogeniti che hanno tutto. Amico mio, tu sei nato su questo lato della montagna, dunque giusto che tuo fratello maggiore abbia tutto. Perch mi uccidete? 8 Le miserie della vita umana hanno gettato discredito su tutto ci . Quando se ne sono accorti si sono dati al divertimento. 9 Ordine. Dopo la lettera sulla ricerca di Dio, farne una sulla rimozione degli ostacoli, cio il discorso sulla Macchina, sul preparare la Macchina, sulla ricerca razionale. 10 Ordine. Gli uomini disprezzano la religione. La odiano e hanno paura che sia vera. Per rimediare a ci bisogna mostrare come la religione non sia affatto contraria alla ragione, come sia venerabile e incuterne rispetto.
4 In seguito renderla desiderabile, fare in modo che i buoni sperino che sia vera, e poi mostrare che vera. Venerabile perch ha conosciuto a fondo l'uomo. Desiderabile perch assicura il vero bene. II VANIT 11 Due volti somiglianti, nessuno dei quali preso in se stesso fa ridere, fanno ridere insieme proprio a causa della somiglianza. 12 I cristiani autentici assecondano comunque le convezioni, non perch le rispettino, ma per rispetto a Dio che le ha imposte agli uomini come punizione. Omnis creatura subjecta est vanitati, liberabitur. E san Tommaso commenta il passo di san Giacomo riguardo ai privilegi dei ricchi osservando che, se la loro ricchezza non al servizio di Dio, essi escono dall'ordine della religione. 13 Perseo, re di Macedonia.
5 Paolo Emilio. Perseo fu rimproverato perch non si uccideva. 314 Vanit . Che una cosa tanto evidente come la vanit del mondo sia cos poco conosciuta, che risulti strano e sorprendente affermare la stoltezza di chi ricerca la gloria, questo ammirevole. 15 Incostanza e bizzarria. Vivere solo del proprio lavoro e regnare sul pi potente stato del mondo sono cose davvero opposte. Si trovano riunite nella persona del sultano dei Turchi. 16 751. La punta di un cappuccio arma monaci. 17 Ha quattro servitori. 18 Abita oltre il fiume. 19 Quando si troppo giovani non si pu giudicare bene, e neppure quando si troppo vecchi. Se ci pensiamo Se ci pensiamo troppo, c'infatuiamo e ci ostiniamo. Quando consideriamo il lavoro subito dopo averlo fatto, ne siamo ancora coinvolti; se lasciamo passare troppo tempo, non lo riconosciamo pi.
6 Cos per i dipinti guardati da troppo lontano e da troppo vicino. Non c' che un solo punto giusto, gli altri sono troppo vicini, troppo lontani, troppo in alto o troppo in basso. Nell'arte della pittura spetter alla prospettiva stabilirlo, ma nel campo della verit e della morale a chi spetter ? 20 Il potere delle mosche, che vincono battaglie, impediscono alla nostra anima di agire, mangiano il nostro corpo. 21 Vanit delle scienze. Quando saremo afflitti, la scienza della realt fuori di noi non ci consoler dell'ignoranza morale, ma la scienza morale mi consoler sempre dell'ignoranza delle scienze oggettive. 22 Condizione dell'uomo. Incostanza, noia, inquietudine. 23 L'abitudine di vedere i re accompagnati da guardie, tamburi, ufficiali e da tutte quelle cose che costringono la macchina al rispetto e al terrore, fa s che il loro volto, anche quando sono soli e privi del consueto accompagnamento, incuta nei sudditi rispetto e terrore.
7 E questo perch il nostro pensiero non riesce a separare le loro persone dal codazzo di chi solitamente li segue; e la gente, che non sa come questo effetto derivi dall'abitudine, lo attribuisce a una forza naturale. Da ci viene l'espressione: sul loro viso sono impressi i tratti della divinit , ecc. 24 Il potere dei re si fonda sulla ragione e sulla follia del popolo, ma molto pi sulla follia. La pi grande e importante cosa del mondo ha per fondamento la debolezza. Si tratta di un fondamento mirabilmente sicuro, perch non vi nulla di pi certo della debolezza del popolo. Quanto invece, come la stima della saggezza, si fonda sulla sana ragione, mal fondato. 25 Non nella natura dell'uomo avanzare sempre; essa ha i suoi andare e venire. La febbre ha i suoi brividi e i suoi ardori, e come il caldo, anche il freddo arde di un'intensit febbrile uguale a quella del caldo.
8 Le invenzioni degli uomini si susseguono da un secolo all'altro. Lo stesso si pu dire in generale della bont e della cattiveria del mondo. Plerumque gratae principibus vices. 26 Debolezza. Tutte le occupazioni degli uomini sono volte a conseguire il bene, ma essi non saprebbero giustificarne il giusto possesso, perch non hanno che la loro fantasia umana e mancano della forza per possederlo in modo sicuro. Lo stesso capita alla scienza, basta una malattia per cancellarla. Siamo incapaci di vero e di bene. 27 Ferox gens nullam esse vitam sine armis rati. Quelli preferiscono la morte alla pace, altri alla guerra preferiscono la morte. Qualsisi opinione pu essere preferita alla vita, l'amore per la quale ci sembra cos forte e naturale. 28 Per comandare un vascello non si sceglie il passeggero di casato pi nobile.
9 29 4 Nelle citt in cui siamo di passaggio non ci preoccupiamo della stima degli altri. Ma se ci dobbiamo abitare per un po' di tempo allora ci preoccupiamo. Quanto tempo? Un tempo proporzionato alla nostra vana e fragile esistenza. 30 Vanit . Deferenza significa: scomodatevi. 31 Quello che pi mi stupisce vedere come gli altri non si stupiscono della loro debolezza. Ciascuno di noi agisce in modo serio, conformandosi alla propria condizione sociale, non perch questa consuetudine sia buona, ma come se fossimo davvero in grado di riconoscere la ragione e la giustizia. Ad ogni istante poi ci sentiamo delusi e, per una ridicola forma di umilt , pensiamo che sia colpa nostra e non del metodo che ogni giorno vantiamo di avere. comunque un bene che ci siano tanti che non sono scettici, a gloria dello scetticismo, in modo da far vedere come l'uomo sia capace delle opinioni pi stravaganti, dato che capace di non credere alla sua inevitabile e congenita debolezza, ma di credere, al contrario, in una saggezza naturale.
10 Niente rinsalda lo scetticismo quanto il fatto che alcuni non sono scettici. Se tutti lo fossero avrebbero torto. Questa dottrina si rafforza a causa dei suoi nemici pi che dei suoi amici, perch la debolezza umana si manifesta meglio in quelli che non la riconoscono, piuttosto che in quelli che la conoscono. 32 Tacco di scarpa. Oh! Com' ben tornito! Ecco un bravo operaio! Che coraggioso soldato! Questa la fonte delle nostre inclinazioni e della scelta di una posizione sociale. Quanto beve quello, e quell'altro come beve poco! Ecco ci che rende sobri e ubriachi, soldati, codardi, ecc. 33 Chi non vede la vanit del mondo vano a sua volta. Ma poi, chi non la vede, tranne i giovani immersi nel frastuono, nel divertimento e nel pensiero dell'avvenire?