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1 1La giurisdizione in materia di tariffa sui rifiuti spetta ai !Andrea QuarantaCon l ordinanza n. 3274 del 15 febbraio 20061, le Sezioni Unite civili della SupremaCorte di Cassazione affermando la competenza del giudice ordinario nellecontroversie riguardanti la nuova tariffa rifiuti sembravano aver posto un puntofermo in marito al riparto di giurisdizione fra i vari giudici nazionali nel settoretributario, ponendo fine, nella materiade qua, ad una lungabagarregiurisprudenzialee dottrinale sulla natura giuridica della , si era evidenziato che, nonostante la pronuncia della Suprema Corte.
2 Laquestione relativa al giurisdizione in materia tributaria non fosse affatto definita inmodo univoco, stante la modificaoperata dal nostro legislatore con l art. 3-bis dellalegge n. 248/05 (il collegato fiscale ) che nel dettare misure di contrastoall evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria haprecisato che appartengono alla giurisdizione tributaria tutte le controversie aventi adoggetto i tributi di ogni genere e specie, comunque denominati , e, dall altro, hastabilito, senza ulteriori specificazioni, che appartengono alla giurisdizionetributaria anchele controversie relative alla debenza del canone per l'occupazionedi spazi ed aree pubbliche previsto dall'articolo 63 del decreto legislativo 15 dicembre1997, n.
3 446, e successive modificazioni, e delcanone per lo scarico e ladepurazione delle acque refluee per losmaltimento dei rifiuti urbani, nonch 1 Sul punto, v. A. Quaranta,La giurisdizione in materia di tariffa sui rifiuti spetta ai !, il passaggio dalla tassa alla tariffa , infatti, era sorto il problema circa la naturagiuridica di quest ultima (tributo o corrispettivo patrimoniale?), la cui risoluzione si ponevaalla base dell ulteriore questione relativa alla competenza giurisdizionale e all applicabilit dell ad oggi, la prevalente giurisprudenza tributaria di merito che si occupata dellaquestioneha affermato lanatura tributaria della , basandola, essenzialmente, sudue elementi: la previsionea)della riscossione della tariffa con le procedure tipiche deitributi ex n.
4 603/732, eb)quella che mantiene in essere il tributo provinciale, qualefrazione percentuale della natura tributaria della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti comporta, di conseguenza,l impossibilit di applicare l (che dovuta per leprestazioni di servizi versocorrispettivo dipendenti da contratto Art. 3, n. 633/72), e la competenza dellecommissioni tributarie a giudicare della circolare del Ministero delle finanze 21 maggio 1999, n. 111/E ha qualificato l entratacome prestazione patrimoniale imposta e, in quanto tale,soggetta alla riserva di legge di cuiall art.
5 23 controversie attinenti l'imposta o il canone comunale sulla pubblicit e il dirittosulle pubbliche affissioni3 .A meno di un mese di distanza dal deposito della citata, le Sezioni Unite civili dellaSuprema Corte diCassazione si sono nuovamente pronunciate nella materia , con unasentenza dal tenore diametralmente opposto (sentenza n. 4895/06, depositata l 8marzo 2006), dichiarando la giurisdizione del giudice tributario in tutte le controversieaventi ad oggetto , la tariffa d igiene ambientale, introdotta dal in sostituzione della vicenda trae origine da un ricorso, proposto dinnanzi alla Commissione tributariaprovinciale di Venezia dalla proprietaria di un complesso residenziale.
6 Voltoall annullamento di una fattura a suo carico relativa al pagamento della emessa dalla societ addetta alla sua la problematica inerente al soggetto sul quale grava l onere delpagamento della tariffa (proprietario o inquilino?), in questa sede occorre soffermarsisull eccezione di difetto di giurisdizione , sollevata dalla societ sia in primo grado chein sede di appello, e superata in entrambe le occasioni dalla Commissioni in sede digiudizio di legittimit con ricorso incidentale con il quale lasociet deduceva ildifetto di giurisdizione del giudice tributario in relazione all articolo2 lett.
7 H) 546/924 la questione stata devoluta dalla sezione tributaria Suprema Corte, nel ritenere infondato il ricorso incidentale, ha sottolineato che la soluzione si impone, alla stregua della disciplina sopravvenuta con l articolo 3-biscomma 1 lett. b) della legge 248/05, di conversione del DL 203/05, che ha aggiuntoal comma 2 del 546/92 la precisazione appartengono alla giurisprudenzatributaria anche le controversie relative alla debenza del canone per lo smaltimentodei rifiuti urbani . Il legislatore, superando le incertezze gi insorte in materiaindottrina e nella giurisprudenza di merito e cos , gi prima, in tema di.
8 ,scarico e depurazione di acque reflue, ed, in minor misura, di imposta comunale sulle3 Sul punto, v. L. Lovecchio,Tariffe per servizio di fognatura e rifiuti : le liti alle Commissionitributarie, in Ambiente e sicurezza n. 2 societ assumeva, infatti, che l articolo 49 del 22/97 ha abolito la previgenteTARSU, introducendo una tariffa , non costituente tributo ma solo inquadrabile nell articolo23 Costituzione come si afferma nella circolare 111/E del 21 maggio assoggettamento della ad imposta sul valore aggiunto (articolo 127 sexiesdeciesdella Tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/72, introdotto dall articolo 1 del Dl 328/97,come convertito dalla legge 410/97)
9 La societ deduceva,inoltre, un ulteriore argomento afavore della tesi della perdita di ogni connotato di natura tributaria .3pubbliche affissioni, ha ricondotto infatti le controversie in materia di ambito della giurisdizione tributaria .Per effetto del richiamato jus superveniens, concludono le , ed indipendentemente da ogni altro rilievo difensivo, destinato a restare comunquesuperato, in forza dell articolo 5 cpc., va, nel caso in esame, dichiarata dunque lacompetenza del giudice tributario .La Suprema Corte, dunque, nel caso di specie, ha giudicato sulla scorta di principi dieconomia processuale: la riassunzione del giudizio davanti al giudice competentesecondo la legge in vigoreal momento della riassunzione avrebbe, infatti, comportatoun inutile perdita di tempo.
10 Tanto pi che, come gi affermato dalle stesse , ilprincipio dellaperpetuatio iurisdictionis, contenuto nell art. 5 , consente diaffermare l irrilevanza, ai fini della determinazione della giurisdizione , dei mutamentilegislativi successivi alla proposizione della domanda nei soli casi in cui ilsopravvenuto mutamento dello stato di diritto privi il giudice della giurisdizione almomento dell introduzione della domanda, ma non, all opposto, nei casi in cui essocomporti l attribuzione della giurisdizione al giudice che ne era inizialmente privo edavanti a cui il processo stato (in ipotesi) erroneamente instaurato6.