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1 1 PROVE DI DESCRIZIONE DELLA METODOLOGIA DI PROVA CON L attrezzaturaLe PROVE di CARICO sono eseguite utilizzando l apparecchiatura denominata Collaudatore GS progettata per effettuare PROVE sperimentali su strutture in sito,senza l utilizzo di carichi materiali (sacchi di cemento, sacconi d acqua ..).L applicazione del CARICO avviene attraverso delle forze concentrate prodotte damartinetti idraulici che spingono su apposite travi. La misura DELLA deformazioneavviene attraverso sensori elettronici di spostamento montati su aste telescopicheportati a contatto con la struttura in attrezzatura predisposta su appositi furgoni laboratorio che sono attrezzati peraffrontare le diverse tipologie di apparecchiatura composta da:xunit di acquisizione dati per sensori dispostamento e rotazione, Mod. RX 24;xunit di comando Mod GS03, GS04, GS05;xcella di CARICO da 250 kN;xserie di martinetti a spinta da 155 kN;xserie di martinetti a tiro da 155 kN;xserie di prolunghe in lega leggera perilInterno del laboratorio mobilecontrasto delle forze nelle PROVE a spinta;xserie di catene da 155 kN per PROVE a tiro;xbasi di appoggio DELLA spinta di dimensione20x100 cm in lega leggera;xbasi di tiro di dimensione 10x100 cm inacciaio;x12 sensori di spostamento 10-25-50 mm;x12 aste telescopiche h 5,50 m;x8 sensori inclinometrici 1.
2 Laboratorio mobile7 CARATTERISTICHE DEI MARTINETTITIPOCARICOMAX[kN] [cm2] [cm2] STELO[cm] EST.[cm]CORSA[cm]H[cm]H+corsa[cm]PESOdaN A3819,65,07,58812221033As3819,65,07,5519 255B15578,58,511,511514025658Bs170/155 86,678,53,212,019527124C400/360 201,1181,45,018,07010817898Z155/7578,538 ,57,012,06810317122A13819,62,27,06092150 13B115578,53,212,07010217542P1900153,910 ,018, ,112,025, ,116,027, La metodologia di provaPer una pi facile comprensione DELLA metodologia di CARICO ci si riferisce ad prova consiste nel produrre, su una linea longitudinale del solaio, una o pi forze concentrate. Le forze sono calcolate in modo da produrre lo stesso statotensionale massimo previsto dal progetto per l applicazione del CARICO produrre le forze si utilizzano uno o pi martinetti che trasferiscono il pesodel solaio superiore sulla linea di CARICO del solaio in metodo chiamato a spinta , ed possibile realizzarlo finch il solaiosuperiore viene semplicemente scaricato del momento positivo dovuto al pesoproprio, circostanza che rappresenta la grande maggioranza dei si utilizzano due solai di contrasto o il metodo a tiro che sar trattato nel piano sottostante, attraverso aste telescopiche, si portano a contattodell intradosso i sensori di spostamento per la rilevazione delle frecce.
3 Altrieventuali sensori sono installati per la rilevazione delle rotazioni, per la misura delletensioni in punti particolari o per il rilievo DELLA variazione di l attrezzatura alloggiata su appositi furgoni-laboratorio dall interno dei qualiun tecnico specializzato, dopo aver predisposto l attrezzatura, pu applicare leforze volute rilevando, in tempo reale, sullo schermo del computer, i valori el andamento dei 1: esecuzione di una prova a spinta con una forza in mezzeria9Il comando DELLA forza ottenuto dalla gestione dell unit elettronica di controlloche consente di variare sia l entit delle forze in gioco sia la velocit fine DELLA prova tutti i dati acquisiti sono memorizzati per consentire lapreparazione del rapporto di prova e stampati per un immediata valutazione daparte del peculiarit di questa metodologia possono essere cos sintetizzate:xil CARICO applicabile con qualunquevelocit o gradualit ed possibiletoglierlo istantaneamente;xla velocit di installazione, 15y30minuti, offre la possibilit di eseguireprove su diverse strutture nella stessagiornata;xla facile ripetibilit delle sollecitazioniconsente processi di studio basati sumetodi iterativi oltre alla garanzia diverificare i risultati ottenuti.
4 Xpavimenti finiti, arredamenti ecc. nonrappresentano difficolt tecniche e nonvengono danneggiati;x possibile analizzare istanta-neamente l evolversi globale delladeformazione al variare del GS 05 Attraverso questa metodologia laprova di CARICO diventa sostanzialmenteuna prova di laboratorio, dove il tecnicoresponsabile, valutando immediatamentei risultati, pu comprendere edapprezzare le capacit portanti dellestrutture, modificando eventualmente icarichi di prova tecnica di prova consente dianalizzare vecchie strutture, prova dianalisi , permettendo di arrivare allavalutazione DELLA portata limite attraversoun processo di CARICO via via di Metodo di applicazione delle sollecitazioniA seconda delle caratteristiche strutturali esistono due differenti metodid applicazione del CARICO che distinguono le PROVE inProve a SpintaeProve a a Spintaconsiste nel creare su una fascia di struttura generalmente alcentro, una forza concentrata sfruttando l espansione dei martinetti fra la strutturadi prova e quella superiore di contrasto (schema 1).
5 Tale metodo consentitofinch la struttura di contrasto in grado, mediante il momento positivo dovuto alpeso proprio, di sopportare uno stesso sforzo in senso opposto a quello di a Tiroconsiste nel creare su una fascia di struttura, o su un nodo diuna capriata, una o pi forze concentrate attraverso il tiro provocatodall accorciamento di uno o pi martinetti ancorati alla struttura inferiore (mediantetasselli) o a normali pesi (camion carichi). La forza applicata viene distribuitaattraverso opportune putrelle su una linea trasversale alla struttura e lo sforzo chene deriva pu essere considerato perfettamente metodo viene adottato innanzitutto quando il confronto dei carichi, di provae di contrasto, non accettabile oppure quando non esiste contrasto, come nelcaso di tegoli, ultimi piani, per la prova a tiro il solaio sottostante, si deve tener conto delladeformazione inversa.
6 Pertanto i sensori di misura devono essere posizionati adebita distanza o posti tra l estradosso ed il solaio alternativa pu essere utilizzato ilmetodo inclino metrico,paragrafo. , chepermette la misura DELLA deformata con sensori posti direttamente sulla struttura 2: esecuzione di una prova a tiro11 Una variante DELLA prova a tiro laprova tiro-spintae consiste nel contrastare ilmartinetto non col solaio superiore ma con delle catene ancorate ai pilastri di basedel solaio in La rilevazione delle frecce e delle forzePer la rilevazione delle frecce si utilizzano dei trasduttori induttivi montati suapposite aste telescopiche. Le aste, appoggiate sul solaio sottostante a quello daprovare, sono portate a contatto col soffitto; lo spostamento del cursore deltrasduttore rilevato dall unit di acquisizione che indica il valore sullo schermo delcomputer e/o sul nastro cartaceo di cursore del sensore portatomeccanicamente in una posizione chegarantisca l eventuale misura entro ilfondo scala del sensore utilizzato,generalmente il 10%, in modo da esserein grado di rilevare anche valori dell inizio DELLA prova tutti isensori sono azzerati per ottenere unamisura relativa derivata da quellaassoluta tolto il valore di la misura DELLA forza applicata utilizzata una cella di CARICO interposta tramartinetto e valore rilevato, dall apposita unit di controllo DELLA forza.
7 E visualizzatosullo schermo del idraulico con cella di Precisione dei risultati Misura delle frecceNella rilevazione DELLA freccia intervengono diversi fattori di errore che possonoessere sintetizzati come:- precisione del trasduttore di rileva-zione;- taratura dell apparecchiatura-cavo-trasduttore;- fenomeni precisione dei trasduttori impiegativaria in funzione di caratteristicheintrinseche del sensore come la linearit ,la stabilit elettrica, la ripetibilit delsegnale. Nel suo insieme si pu conglobare l errore in un valorepercentuale pari al 0,4%.Aste telescopiche con sensori12La taratura e la lunghezza del cavo di alimentazione gravano ulteriormenteportando l errore globale ad un valore che precauzionalmente pu essereconsiderato pari a 1%.A prescindere dalle caratteristiche tecniche degli strumenti utilizzati, nellarilevazione DELLA freccia pu intervenire la variazione termica che, influendo siasulla struttura sia sugli strumenti, pu portare l errore a valori ridurre al minimo l errore di misura necessario usare alcune accortezze:a) attendere, prima dell inizio DELLA prova, la stabilizzazione DELLA temperaturadell asta;b) impiegare minor tempo possibile tra l inizio e la fine di un ciclo di CARICO ;c) proteggere l asta dalle radiazioni solari dirette;ma fondamentalmente,d) impiegare un sensore, con la relativa asta di sostegno, in un punto nondeformabile, in modo da fornire il valore di depurazione uso del sensore di riferimento termico indispensabile se si prevede un caricodi lunga durata.
8 I valori ottenuti da questo sensore, dipendendo esclusivamentedall effetto termico sul trasduttore e sull asta, sono impiegati per depurare i valori difreccia tenga presente che il coefficiente di dilatazione termica delle aste (lega dialluminio) pari a 0,000024, cio 0,024 mm per ogni metro e ogni le PROVE a lunga durata rimane l incognita dell effetto DELLA variazione dellatemperatura sul comportamento stesso DELLA struttura. Fenomeno che si sommacon il rilassamento e l assestamento. Per questa ragione alla prova di lunga duratava abbinata una prova rapida che consenta di avere dei valori non influenzati daifenomeni particolare attenzione vaposta all effetto assestamento DELLA struttura. Il fenomeno molto evidente se la primavolta che la struttura sottoposta a valutare questo feno-meno necessario applicare ilcarico pi volte fino a che ilvalore massimo dell ultimo ciclodi CARICO corrisponda con andamento forza e Misura DELLA forzaLa misura DELLA forza ottenuta attraverso l uso di una cella di CARICO interpostanella linea di precisione DELLA forza applicata deriva da diversi fattori di errore che possonoessere sintetizzati con:- precisione DELLA cella di CARICO ;- taratura dell precisione DELLA cella di CARICO varia in funzione di caratteristiche intrinsechedel sensore come la linearit , la stabilit elettrica, la ripetibilit del segnale; nel suoinsieme si pu conglobare l errore in unvalore percentuale pari a 1%.
9 La taratura e la lunghezza del cavo dialimentazione gravano ulteriormenteportando l errore globale ad un valore cheprecauzionalmente pu essere conside-rato pari a 1,5%.In nessun caso la forza pu esserecalcolata attraverso la rilevazione dellapressione del circuito oleodinamico, inquanto la pressione del circuito assorbita in parte dagli attriti nei tubi e delmartinetto, con valori che possonosuperare il 10%.Inoltre, al momento dell inversione delcarico, cio all inizio DELLA fase di scarico,anche la forza di attrito cambia direzioneprovocando un falso fenomeno di di caricoControllo computerizzato DELLA PROVE DI CARICO DI PremessaLe PROVE di CARICO si distinguono in PROVE di VERIFICA e PROVE di PROVE di verifica hanno lo scopo valutare la corrispondenza tra risultatisperimentali e quelli derivanti dal calcolo teorico. Si eseguono sulle strutture dinuova costruzione o su strutture di cui si conoscono la geometria, le caratteristichemeccaniche degli elementi costituenti e le condizioni di PROVE di analisi si eseguono su strutture di cui non si conoscono con certezzai parametri geometrici e meccanici, si in sostanza in assenza dei disegni e deicalcoli di progetto, o per le quali, per una serie di motivi (fessurazioni, materiali nonrispondenti, danni dovuti da incendio o urti, vetust , ecc.)
10 Le caratteristiche diprogetto non sono PROVE di CARICO eseguite con il sistema oleodinamico, si provoca lasollecitazione attraverso una forza concentrata su una striscia DELLA sviluppo matematico che si affronter , sar ipotizzata una prova eseguitasu un solaio, con l applicazione del CARICO concentrato su una striscia di 1 metronella direzione seguito si affronteranno i casi di strutture diverse dai solai (travi, sbalzi, scale)o dove, per una migliore distribuzione dei momenti, si decida di applicare pi Calcolo del CARICO concentrato Metodo teoricoLa forza equivalenteFeq definita come:forza applicata su una linea di 1 metro, in corrispondenza DELLA mezzeria di unsolaio, trasversalmente alle nervature, capace di indurre lo stesso momentomassimo prodotto da un CARICO uniformemente distribuito calcolare leFeqpartendo dal CARICO distribuito di provaq,siutilizzalaformula:Feq=Cv b q L(1)dove:Cv= coefficiente di vincolo;b= fascia trasversale di solaio collaborante>m@;q= CARICO uniformemente distribuito di prova>daN/m2@;L= luce del concetto DELLA forza equivalente esteso anche all applicazione di forzeconcentrate su pi linee (ai terzi, ai quarti luce, ecc.)