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LE LEGGI DELLE DONNE CHE HANNO CAMBIATO …

LE LEGGI DELLE DONNE . CHE HANNO . CAMBIATO L'ITALIA. FONDAZIONE NILDE IOTTI. Indice 5 Introduzione 9 Il diritto di voto alle DONNE 10 Le costituenti 11 DONNE e Costituzione 13 La Costituzione 17 Le LEGGI in ordine cronologico 23 Schede DELLE LEGGI Approfondimenti 59 Rappresentanza elettiva femminile 61 DONNE e scuola nella storia della Repubblica 65 Le politiche dell'immigrazione 70 La tratta DELLE DONNE e degli esseri umani 72 DONNE e sistemi pensionabili 76 Le pari opportunit in Europa 78 Politiche di genere in Europa 87 Le DONNE nel Parlamento italiano 88 Le DONNE con incarichi di governo dal 1948 ad oggi 93 Le riflessioni di una giovane donna HANNO collaborato: Carl Daniela Casareggio Tiziana cicconi Eleonora Costa Marina Costa Silvia Gaiotti De Biase Paola Giuliano Vanda Gottardi Donata Jervolino Rosa Labate Grazia Marinaro Francesca Marinucci Elena Palanca Vaifra Palanza Rita Rauti Isabella Russo Francesca Tazza Alessandra Turco Livia Le autrici sono componenti, volontarie, della Fondazione Nilde Iotti Introduzione L.

Hanno collaborato: Carlà Daniela Casareggio Tiziana Cicconi Eleonora Costa Marina Costa Silvia Gaiotti De Biase Paola Giuliano Vanda Gottardi Donata

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1 LE LEGGI DELLE DONNE . CHE HANNO . CAMBIATO L'ITALIA. FONDAZIONE NILDE IOTTI. Indice 5 Introduzione 9 Il diritto di voto alle DONNE 10 Le costituenti 11 DONNE e Costituzione 13 La Costituzione 17 Le LEGGI in ordine cronologico 23 Schede DELLE LEGGI Approfondimenti 59 Rappresentanza elettiva femminile 61 DONNE e scuola nella storia della Repubblica 65 Le politiche dell'immigrazione 70 La tratta DELLE DONNE e degli esseri umani 72 DONNE e sistemi pensionabili 76 Le pari opportunit in Europa 78 Politiche di genere in Europa 87 Le DONNE nel Parlamento italiano 88 Le DONNE con incarichi di governo dal 1948 ad oggi 93 Le riflessioni di una giovane donna HANNO collaborato: Carl Daniela Casareggio Tiziana cicconi Eleonora Costa Marina Costa Silvia Gaiotti De Biase Paola Giuliano Vanda Gottardi Donata Jervolino Rosa Labate Grazia Marinaro Francesca Marinucci Elena Palanca Vaifra Palanza Rita Rauti Isabella Russo Francesca Tazza Alessandra Turco Livia Le autrici sono componenti, volontarie, della Fondazione Nilde Iotti Introduzione L.

2 E DONNE sono state protagoniste della nascita e della co- struzione della nostra Repubblica. HANNO partecipato alla battaglia di liberazione contro il fascismo ed il nazismo, per la libert e la democrazia. HANNO conquistato attraverso il loro impegno, che si dispiegato a par- tire dal Risorgimento, il diritto di voto e si sono mobilitate per convincere le cittadine ad esercitare questo loro fondamentale diritto. Appello che fu raccolto e nel 1946 la stragrande maggio- ranza DELLE DONNE andarono a votare. Le DONNE HANNO contribui- to alla stesura della Costituzione e poi HANNO determinato il cambiamento profondo della nostra societ , i suoi costumi e va- lori, le sue condizioni di vita, le sue LEGGI . La Repubblica italiana pu dunque essere definita di DONNE e di uomini, essa ha DELLE madri e dei padri. Proprio perch le DONNE come gli uomini ne sono state piena- mente protagoniste. Ma le DONNE sono state le protagoniste fondamentali del cambia- mento successivo, quello che ha cercato di inverare i valori del- la nostra Costituzione.

3 Lo si pu leggere attraverso le LEGGI che HANNO CAMBIATO l'Italia e che HANNO avuto come autrici le DONNE , sia nei movimenti au- tonomi, sia nei partiti che nelle istituzioni. In questo piccolo libro raccogliamo in ordine cronologico le leg- gi che HANNO avuto le DONNE come principali protagoniste e de- scriviamo il contenuto di quelle pi importanti. Esso dimostra quanto sia stato profondo il cambiamento sociale, culturale e giuridico promosso dalle DONNE nel corso della vita repubblicana. C' un filo rosso che attraversa queste LEGGI . La promozione del- la dignit della persona umana attraverso l'inclusione sociale, l'inserimento nel lavoro, la lotta alle discriminazioni, la valoriz- zazione dei legami familiari. La promozione della parit ed il riconoscimento della differenza femminile. Queste LEGGI delineano un sistema di welfare solidale, attivo, che prende in carico ciascuna persona, all'interno di uno sviluppo economico che valorizza le risorse umane.

4 Delineano altres una dimensione della cittadinanza che deve essere per tutti citta- dinanza sociale, civile e politica. Promuovono una nuova cultura del lavoro, che deve essere fonte di dignit per tutti, anche DELLE persone pi fragili e che deve sa- per costruire un'alleanza con gli altri tempi della vita, promuo- 5. vendo la responsabilit maschile nei tempi di cura DELLE persone e della famiglia. Questa nuova concezione del lavoro inizia con la legge 860 del 1950 e si conclude con la legge 8 marzo 2000. Disposizioni per il sostegno della maternit e della paternit , per il diritto alla cura e alla formazione, per il coordinamento dei tempi della citt . Esse sono il frutto di una democrazia basata sul dialogo tra cul- ture, sulla condivisione di valori, sulla partecipazione attiva dei cittadini. Ciascuna di queste LEGGI porta il timbro di una concezione e pra- tica della politica che le DONNE HANNO sempre orgogliosamente rivendicato perch concretamente praticato: l'attenzione al bene comune, la relazione con le persone, la condivisione di valori e responsabilit.

5 Molte DELLE LEGGI qui raccolte restano purtroppo poco applicate. L'esercizio dei diritti e dei doveri presuppone che ciascun citta- dino sia consapevole dei medesimi, conosca le opportunit che le LEGGI mettono a disposizione. Questo volumetto vuole dare un contributo perch ciascuna don- na e uomo sia consapevole dei propri diritti, conosca le LEGGI , le utilizzi e le rispetti. Si impegni per cambiarle e migliorarle. Questa per altro la finalit della Fondazione Nilde Iotti. Pro- muovere la ricerca storica, contribuire a ricostruire la storia del- le DONNE nel nostro Paese, in particolare quella politica ed istitu- zionale, per trasmetterla ai giovani ed alle giovani. Far vivere i valori che le nostre madri HANNO seminato e fatto crescere nella storia del nostro Paese. Per le generazioni future. Livia Turco 6. LE DONNE E LA COSTITUZIONE. Il diritto di voto alle DONNE I. l diritto di voto alle DONNE fu riconosciuto con decreto legislativo luogotenenziale numero 23 del 1 febbraio 1945.

6 Tale provvedi- mento porta la firma del Presidente del Consiglio Ivanoe Bono- mi, ma fu ispirato politicamente da Palmiro Togliatti, Vice Presiden- te del Consiglio e da Alcide De Gasperi, Ministro per gli Affari Este- ri, leaders dei due partiti di massa pi sensibili alla richiesta che pro- veniva con forza dalle DONNE dei loro partiti e dei movimenti, come l'Unione DONNE Italiane ed il Centro italiano femminile. Tale impor- tante novit , sostanziale per la costruzione di un sistema di democra- zia compiuta, cadde, come rileva anche Maria Calogero Comandini, in un clima di sostanziale disinteresse nella generalit dell'opinione pubblica italiana. Il decreto recita genericamente il diritto di voto . esteso alle DONNE ed esclude da esso le prostitute. Il testo prevede inoltre (articolo 2) la compilazione di liste elettorali femminili in tutti i comuni. A parte l'insostenibilit giuridica e culturale del- l'esclusione dal diritto di voto DELLE prostitute, il decreto del 1 febbra- io del 1945, che chiaro nell'attribuzione alle DONNE dell'elettorato attivo, non fa menzione esplicita dell'elettorato passivo.

7 Tale carenza fu immediatamente rilevata da autorevoli voci femminili, quali quel- le della comunista Teresa Mattei e del movimento femminile del par- tito d'azione. Il diritto ad essere elette venne esplicitamente posto nel- l'ordinamento giuridico italiano con il decreto del 10 marzo 1946 nu- mero 74, recante norme generali per l'elezione dei deputati all'As- semblea Costituente, il cui articolo 1 stabilisce che l'Assemblea . eletta a suffragio universale con voto diretto, libero e segreto . Si pre- cisa inoltre che l'esercizio del voto un obbligo al quale nessun cit- tadino pu sottrarsi senza venir meno ad un suo preciso dovere verso il Paese in un momento decisivo della vita nazionale . Per quanto ri- guarda in generale l'elettorato attivo, l'articolo 4 ribadisce che, sono elettori tutti i cittadini che abbiano raggiunto la maggiore et , allora 21 anni. Per quanto riguarda, invece, l'elettorato passivo, il decreto numero 74 del 1946 precisa con chiarezza che sono eleggibili al- l'Assemblea Costituente i cittadini e le cittadine italiane che abbiano compiuto il venticinquesimo anno di et.

8 Tali scelte sono definitiva- mente inserite nel nostro ordinamento giuridico dagli articoli 48 e 51. della nostra Carta Costituzionale. Termina cos positivamente un per- corso culturale e giuridico e di lotta DELLE DONNE , che durato almeno un secolo e che ha visto queste ultime opporsi ad una normativa espressione di una cultura giuridica fortemente discriminante. Francesca Russo 9. Le costituenti Le deputate elette all'Assemblea Costituente sono: Adele Bei Bianca Bianchi Laura Bianchini Elisabetta Conci Filomena Delli Castelli Maria Jervolino De Unterrichter Maria Federici Nadia Gallico Spano Angela Gotelli Angela Guidi Cingolani Nilde Iotti Teresa Mattei Angelina Merlin Angiola Minella Rita Montagnana Maria Nicotra Teresa Noce Ottavia Penna Buscemi Elettra Pollastrini Maria Maddalena Rossi Vittoria Titomanlio 10. DONNE e Costituzione L. e DONNE italiane votarono per la prima volta in una consulta- zione politica il 2 giugno 1946 per il referendum istituzionale fra Monarchia e Repubblica e per l'elezione dell'Assemblea Costituente.

9 La percentuale DELLE partecipanti al voto fu altissima, smentendo le pi fosche previsioni dettate dalla scarsa fiducia di al- cuni esponenti politici sull'interesse DELLE DONNE italiane verso le que- stioni istituzionali. Furono elette ventuno DONNE su cinquecentosei componenti dell'Assemblea. Per la prima volta, quindi, una piccola compagine femminile entrava a far parte dell'istituzione rappresenta- tiva del popolo italiano. Nove di esse appartenevano alle liste della Democrazia Cristiana, nove a quelle del Partito Comunista Italiano, due socialiste (una eletta per il PSIUP-PSLI e una per il PSIUP-PSI). e una rappresentante dell'Uomo Qualunque. Si tratta perlopi di don- ne, che avevano maturato una forte sensibilit politica, essendo state impegnate in modo diverso nella lotta al fascismo e alcune anche nel- la Resistenza. Con il contributo determinante di queste DONNE , che no- nostante le forti differenze politiche HANNO sempre saputo agire in modo concorde per far riconoscere i diritti DELLE cittadine italiane.

10 Stata approvata la nostra attuale Costituzione, che, a pi di sessant'an- ni di distanza, per quanto riguarda la questione femminile, una del- le pi avanzate e complete. Norma fondamentale l'articolo tre, il quale recita: tutti i cittadini HANNO pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di re- ligione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali . Per superare il pericolo che questa norma rimanesse una sola affermazio- ne di principio e per garantirne la concreta attuazione, l'articolo tre specifica ancora che: compito della Repubblica rimuovere gli osta- coli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della per- sona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'orga- nizzazione politica, economica e sociale del paese . In teoria, sareb- be bastato questo chiarissimo e solenne riconoscimento del principio di eguaglianza dinnanzi alla legge, per superare in positivo tutte le norme della legislazione ordinaria discriminatorie nei confronti DELLE DONNE .


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