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LECTIO DIVINA Domenica II Tempo Ordinario Anno A

LECTIO DIVINA II Domenica anno A 14 gennaio 2017 PADRE INNOCENZO GARGANO OSB Cam. 1 14. LECTIO DIVINA Domenica II Tempo Ordinario Anno A TESTI: Is 49, I Cor 1,1-3 Gv 1, 29-34 Dal libro del profeta Isaia Is 49, Il Signore mi ha detto: "Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifester la mia gloria". Ora disse il Signore che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele, - poich ero stato stimato dal Signore e Dio era stato la mia forza - mi disse: "E' troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le trib di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele.

lectio divina ii domenica t.o. anno a 14 gennaio 2017 padre innocenzo gargano osb cam.

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1 LECTIO DIVINA II Domenica anno A 14 gennaio 2017 PADRE INNOCENZO GARGANO OSB Cam. 1 14. LECTIO DIVINA Domenica II Tempo Ordinario Anno A TESTI: Is 49, I Cor 1,1-3 Gv 1, 29-34 Dal libro del profeta Isaia Is 49, Il Signore mi ha detto: "Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifester la mia gloria". Ora disse il Signore che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele, - poich ero stato stimato dal Signore e Dio era stato la mia forza - mi disse: "E' troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le trib di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele.

2 Ma io ti render luce delle nazioni perch porti la mia salvezza fino all'estremit della terra". Dalla prima lettera ai Corinti 1 Cor 1,1-3 Paolo, chiamato ad essere apostolo di Ges Cristo per volont di Dio, e il fratello S stene, alla Chiesa di Dio che in Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Ges , chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Ges Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Ges Cristo. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1,29-34 In quel Tempo , Giovanni, vedendo Ges venire verso di lui, disse: Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!

3 Egli colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che avanti a me, perch era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perch egli fosse manifestato a Israele . Giovanni testimoni dicendo: Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi il Figlio di Dio . _____ Ricordo ancora con un po di emozione, una sera a Camaldoli, durante uno dei Colloqui ebraico-cristiani, la dichiarazione di un rabbino capo italiano, il rabbino capo di Genova, il quale, leggendo questo brano del profeta Isaia, e, soprattutto l ultima frase, che abbiamo ascoltato Io ti render luce delle nazioni perch porti la mia salvezza fino all'estremit della terra", ricordando che luce significa Torah, luce ai miei passi la tua Parola , e constatando che, grazie ai discepoli di Ges , questa luce aveva raggiunto le estremit della terra, concluse: Ges veramente un profeta di Dio.

4 Una dichiarazione pubblica, che impression tutti noi, ma, siccome eravamo nel Tempo dell Avvento, che avevamo scelto di proposito, perch si potevano trovare insieme cristiani ed ebrei, intorno alla luce del mondo. La festa della luce, che gli Ebrei chiamano hanukkah, per noi la venuta del Verbo di Dio nel mondo. Poi aggiunse anche un altra dichiarazione, che emozion tutti altrettanto fortemente, e disse: Tutti qui constatiamo che stiamo aspettando qualcuno: voi, Cristiani, siete in attesa del ritorno, e noi, Ebrei siamo in attesa della Vita; ma, se Colui che per voi ritorna e per noi viene avr lo stesso volto, io, da Ebreo, sar il primo prostrarmi per adorarlo.

5 Appena una frase: Io ti render luce delle nazioni, perch porti la mia salvezza fino all'estremit della terra, interpretata a partire dal patrimonio ebraico, aveva portato questo rabbino ad ammettere solennemente, davanti ad Ebrei e Cristiani, la sua convinzione profonda che Ges fosse il pi grande profeta di Israele . E questo a motivo della espansione della conoscenza della LECTIO DIVINA II Domenica anno A 14 gennaio 2017 PADRE INNOCENZO GARGANO OSB Cam. 2 Torah fino all'estremit della terra. La Torah anche il segno per eccellenza della volont salvifica di Dio in favore del mondo intero.

6 Ecco, questo per riuscire ad entrare nel senso della triplice testimonianza di Giovanni Battista, di fronte a cui ci mette oggi la pagina del quarto Vangelo. Abbiamo gi avuto diverse occasioni per approfondire non soltanto la conoscenza di Giovanni Battista, ma anche il rapporto che si era dovuto stabilire tra Giovanni Battista e Ges , un rapporto che noi abbiamo tentato di capire come una sorta di iniziazione di Ges uomo da parte di Giovanni Battista, alla conoscenza della Torah di Israele e di tutto ci che ruota intorno alla Torah, al punto da provocare in Ges , discepolo di Giovanni Battista, anche una distanza sul metodo.

7 Una provocazione che port Ges a raccogliere la torcia, che aveva lasciata Giovanni Battista, quando era stato imprigionato, farla propria e condurla alla stessa testimonianza cruenta, ma con due caratteristiche diverse, che, probabilmente, erano state anche oggetto della discussione tra maestro e discepolo. Infatti, l dove Giovanni Battista evidenziava il battesimo dell acqua, e dunque tutto ci che l uomo, attraverso quel battesimo dell acqua doveva esprimere come teshuv , come conversione, come penitenza, come sconto, ma anche come occasione per lavarsi dai propri peccati, Ges lo riprendeva a partire dall alto. Cio non era l uomo che utilizzava l acqua per potersi purificare, ma era Dio, che si immergeva nell acqua, attraverso la presenza misteriosissima del suo Spirito, e permetteva all uomo id emergere sentendosi figlio di Dio.

8 Noi, oggi, dopo la Risurrezione, siamo capaci di capire in modo pi profondo questo, non semplicemente come un affermazione universale , teorica ma come un affermazione concretizzata nella persona stessa di Ges di Nazaret. Ed questo, mi sembra, ci che vuole evidenziare il quarto evangelista. Lo fa gi nei versetti precedenti di questo primo capitolo, in modo pi esplicito in questi pochi versetti, cinque appena, che sono stati posti questa sera di fronte alla nostra meditazione. Intanto la prima osservazione che si pu fare sul testo del Vangelo che non Giovanni Battista, che va incontro a Ges , ma Ges che va incontro a Giovanni Battista, accettandolo cos come egli si presenta, come un profeta di fuoco, come un nuovo Elia, che molto esigente, noi lo diremmo integralista ad oltranza per difendere i comandamenti di Dio.

9 E Ges si sottomette a questa predicazione di Giovanni, coinvolgendosi con coloro che Giovanni Battista aveva segnato a dito: Razza di vipere, peccatori, convertitevi! . Questo il primo punto da sottolineare: Ges che accetta di sottomettersi a questa predicazione di fuoco di Giovanni Battista, identificandosi con i peccatori, con i pubblicani, on quella razza di vipere che Giovanni Battista aveva segnato a dito: non soltanto si mette in fila con i peccatori, come si solito si dice, ma si identifica con coloro che sono oggetto di questa spada tagliente della parola di Giovanni Battista. a questo punto, e proprio perch ha accettato di essere questo, che illumina Giovanni, gli fa aprire gli occhi, perch possa scoprire che in quel Ges , che si sta sottoponendo alla sua parola tagliente, c l Agnello di Dio, che caricato di tutti i mali e di tutti i peccati del mondo: Ecco l Agnello di Dio, colui che si caricato e perci ha liberato dal peccato il mondo intero.

10 C una specie di identificazione tra il caricarsi e il liberare. Ricorderete tutti quella famosa espressione del Vangelo di Matteo: Venite a ma voi tutti che siete affaticati e stanchi, prendete il mio giogo, perch ci sono io insieme con voi, che non siete mai da soli . Quindi Ges porta il suo giogo, ma evidentemente lo porta con coloro che sono affaticati e stanchi, ancora di pi con coloro che sono appesantiti, schiacciati dal peccato del mondo. Quando Paolo riflette su questa misteriosissima realt di Ges e la descrive nel cap. 2 della lettera ai Filippesi, parla del Figlio che si svuota di tutta la sua dignit si Figlio di Dio e si fa in tutto LECTIO DIVINA II Domenica anno A 14 gennaio 2017 PADRE INNOCENZO GARGANO OSB Cam.


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