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az es g f IMMIGRAZIONE 2017

UNA DIVERSA NARRAZIONE Il Dossier Statistico Immigrazione2017, curato dal Centro Studi eRicerche IDOS e, per il terzo annoconsecutivo, con ilCentro StudiConfronti e con il sostegno deifondi dell Otto per Mille dellaChiesa valdese - Unione dellechiese metodiste e valdesie conla collaborazione dell UNAR, giun-ge alla 27aedizione nel 20 anni-versario della scomparsa di Di Liegro, sacerdote chediede il suo convinto appoggio a una strategia informativa imposta-ta sui dati statistici, ancora oggi spesso impegno attuale resta quindi quello di far prevalere l oggettivit dei dati sulle percezioni, che addirittura hanno indotto a pensare chegli stranieri fossero pari al 30% della popolazione (indagine Ipsos-Mori2015). Vanno maggiormente ascoltate e valorizzate le voci di con-fine , come auspicato da un progetto di comunicazione che l OngAmref, insieme a molte altre organizzazioni tra cui IDOS, porta avanticon il sostegno dell Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sollecita cos una diversa attenzione alle storie degli immigrati e ailoro paesi di origine.

UNA DIVERSA NARRAZIONE Il Dossier Statistico Immigrazione 2017, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS e, per il terzo anno consecutivo, …

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1 UNA DIVERSA NARRAZIONE Il Dossier Statistico Immigrazione2017, curato dal Centro Studi eRicerche IDOS e, per il terzo annoconsecutivo, con ilCentro StudiConfronti e con il sostegno deifondi dell Otto per Mille dellaChiesa valdese - Unione dellechiese metodiste e valdesie conla collaborazione dell UNAR, giun-ge alla 27aedizione nel 20 anni-versario della scomparsa di Di Liegro, sacerdote chediede il suo convinto appoggio a una strategia informativa imposta-ta sui dati statistici, ancora oggi spesso impegno attuale resta quindi quello di far prevalere l oggettivit dei dati sulle percezioni, che addirittura hanno indotto a pensare chegli stranieri fossero pari al 30% della popolazione (indagine Ipsos-Mori2015). Vanno maggiormente ascoltate e valorizzate le voci di con-fine , come auspicato da un progetto di comunicazione che l OngAmref, insieme a molte altre organizzazioni tra cui IDOS, porta avanticon il sostegno dell Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sollecita cos una diversa attenzione alle storie degli immigrati e ailoro paesi di origine.

2 Il Dossier presenta un contesto che va continuamente modifican-dosi e in cui gli immigrati e i loro figli assumono una rilevanza sem-pre maggiore dal punto di vista demografico, economico, occupa-zionale e socio-culturale. indispensabile essere consapevoli di questaevoluzione, cercando di far coincidere il piano delle decisioni pubbli-che e del sentire comune con il mondo reale, impostando una con-vivenza fruttuosa. 2016: NON SOLO SBARCHIAl 31 dicembre 2016 il numerodei cittadini stranieri residenti inItalia( ) aumentato di appena persone rispetto al2015; eppure tra sbarchi, altri flussi in arrivo e cancellazioni anagra-fiche, i movimenti migratori hanno interessato quasi 1 milione di per-sone. L esiguo aumento netto di questa popolazione stato anche de-terminato dal gran numero di acquisizioni della cittadinanza i 5 milioni di residenti stranieri, sono i non comu-nitari. Tuttavia, l archivio dei permessi di soggiorno ne attesta pi , costituiti soprattutto da nuovi arrivati, ancora in attesa di es-sere registrati come residenti.

3 Tenuto conto del divario tra arrivi re-golari e registrazioni anagrafiche, che riguarda anche i cittadini co-munitari, la stima della presenza straniera regolare complessiva secondo il Dossier di Da notare che gli italianiall estero sono secondo le Anagrafi consolari (aumentatidi oltre 150mila unit rispetto al 2015). Sono invece le fa-migliecon almeno un componente straniero (in 7 casi su 10 nucleicon soli stranieri), che nel 50% dei casi sono unipersonali e per un al-tro 30% sono coppie con figli (a loro volta, nella met dei casi, mo-noreddito).Tra il 2007 e il 2016 la popolazione straniera residente in Italia aumentata di unit e nel solo 2016 sono state persone registrate in provenienza dall agli ingressi temporanei,sono continuati i flussi in entrataper insediamento stabile: il maggior numero di visti stato rilasciatoper motivi familiari ( ), studio ( ), lavoro subordinato( ), motivi religiosi ( ), adozione ( ) e residenza elet-tiva ( ) e, in totale, sono stati rilasciati visti nazionali cheautorizzano a una permanenza superiore ai 3 mesi.

4 Seppure estre-mamente ridotte, le quote programmate per i nuovi lavoratori noncomunitari sono state per gli stagionali e per tutti glialtri comparti, in larga misura ( ) riservate a cittadini gi pre-senti in Italia e interessati a convertire il proprio titolo di soggiorno(ad esempio, da studio a lavoro). Intanto, gli arrivi in Italia via maresono passati dai del2015 ai 2016 (+17,9%) e le richieste d asilo,secondoEurostat, da a (+46,2%). L Italia si colloca a livellomondiale subito dopo la Germania, gli Stati Uniti, la Turchia e il Su-dafrica per domande d asilo ricevute (Unhcr). In particolare tra glisbarcati, i minori non accompagnati sono stati , mentresono quelli che, censiti, si sono poi resi sono invece trasferiti all estero, cancellandosi dalle anagraficomunali, cittadini stranierie italiani. In en-trambi i casi si tratta di una sottostima dei movimenti reali. L Istatha cancellato d ufficio (in quanto irreperibili) altri stra-nieri, mentre, sulla base degli archivi dei paesi nei quali si sono in-dirizzati in prevalenza gli emigrati italiani (Germania e Regno Unito),il Dossier stima che, complessivamente, nel 2016 sianoespatriati al-meno italiani.

5 Sono poco meno di 200 le nazionalit degli stranieriresidentiin Italia. I cittadini comunitari sono il 30,5%( , di romeni, che hanno in Italia il loro maggiore insedia-mento), mentre 1,1 milioni provengono dall Europa non comunita-ria. Africani e asiatici sono, rispettivamente, poco pi di 1 milione. Solo13 paesi hanno pi di residenti: Romania, Albania, Marocco,Cina, Ucraina, Filippine, India, Moldavia, Bangladesh, Egitto, Pakistan,Sri Lanka e Senegal. ANDAMENTO DEMOGRAFICO E IMMIGRAZIONENel 2016, tra i cittadini italiani le morti sono prevalse sulle na-scite di unit (tendenza in corso da diversi anni). Anche l in-tera popolazione residente (italiani e stranieri) diminuita ( )seppure in maniera pi contenuta grazie alla compensazione assicu-rata dai nuovi arrivi (per quanto meno numerosi rispetto al passato) eallenascite da genitori stranieri ( , il 14,7% del totale). Secondo le previsioni demografiche dell Istat, tale scenario carat-A cura di IDOS.

6 In partenariato con CONFRONTIe in collaborazione con l UNAR2017 Dossier StatisticoIMMIGRAZIONEin partenariato concon il contributo diin collaborazione con con il sostegno dei fondi DOSSIERSTATISTICOIMMIGRAZIONEC entro Studi e Ricerche IDOSin partenariato con il Centro Studi Confronti2 2017terizzer l interoperiodo ipotesi pi probabile (scena-rio mediano) prevede 300mila ingressi netti annui dall estero all iniziodel periodo e 175mila alla fine.

7 Nel corso di questo mezzo secolo la di-namica naturale sar negativa per 11,5 milioni (28,5 milioni di nascitee 40 milioni di decessi) e quella migratoria sar positiva per 12 milioni(17,9 milioni di ingressi e 5,9 milioni di uscite). Il margine d incer-tezza finale tutto sommato contenuto: le entrate si collocano tra i16,7 milioni nell ipotesi bassa e i 19,3 milioni nell ipotesi alta, mentrele uscite tra i 5 e i 7 milioni. Complessivamente, la popolazione residente non diminuir e si as-sester sui 61,3 milioni, ma sar molto diversa la sua composizione: l in-cidenza degli ultra65enni sfiorer il 33%, si ridurranno i minori e leclassi di popolazione in et lavorativa, aumenter l incidenza degli stra-nieri. Alla fine del periodo potranno essere 14,1 milioni i residenti stra-nierie 7,6 milioni i cittadini italiani di origine straniera: nell insiemepi di un terzo della popolazione. Alla luce di queste precisazioni apreoccupare maggiormente dovrebbe essere la scarsa capacit dell Italia di attrarre e integrare i cittadini dall estero.

8 UN MERCATO OCCUPAZIONALE ANCORA NON SODDISFACENTEL andamento dell economia nel 2016 stato positivoper il terzoanno consecutivo, anche se il Pil ancora di 7 punti percentuali al disotto dei livelli pre-crisi. Il bilancio occupazionale stato positivo peril settore agricolo e per le collettivit pi attive nel commercio e nellepiccole attivit autonome (cinesi, bangladesi, pakistani, egiziani). Gli occupati con cittadinanza straniera sono aumentati (+ unit ), con un incidenza del 10,5%sul totale. Sisono concentrati per i due terzi nei servizi (66,4%), quindi nell industria(27,5%) e solo in maniera residuale nel settore agricolo (6,1%). Il tassodi occupazione leggermente risalito (59,5%) e, seppure pi basso ri-spetto al passato, supera di due punti percentuali quello degli donne sono il 44,8% degli occupati stranieri (incidenza in calo). Diversi sono gli aspetti del loro inserimento subalterno. Per ol-tre i due terzi svolgono professioni non qualificate o operaie(appenail 6,7% professioni qualificate).

9 Sono spesso sovraistruitirispetto allemansioni svolte (lo il 37,4% contro il 22,2% degli italiani), mentre1 su 10 sottoccupato. La loro retribuzione(in media 999 euro nettimensili) inferiore del 27,2% rispetto a quella degli italiani e l anzia-nit di servizio attenua poco questo divario. L archivio dell Inail, a complemento dei dati Istat, rileva che i loroposti si ridurrebbero all 84,3% se dovessero essere equiparati a postidi lavoro a tempo pieno e indeterminato. In media, nel 2016, i lavo-ratori nati all estero hanno avuto 1,8 assunzioni ciascuno, trattandosiper lo pi di lavori intermittenti. Due collettivit sono l esempio di dueopposti modelli di inserimento: gli indiani, impiegati per lo pi in agri-coltura, settore esposto strutturalmente alla stagionalit ; i filippini,addetti in prevalenza all assistenza domestica e familiare, un impegnoa carattere continuativo. I disoccupati stranieri sono leggermente diminuiti, sia in valori as-soluti ( cio in meno in un anno) sia in valori percen-tuali (tasso del 15,4%, quasi doppio rispetto all inizio della crisi, men-tre per gli italiani dell 11,2%), ma non nel Mezzogiorno.

10 Le donneprevalgono tra i disoccupati (51,5%), il 45,3% dei quali anche ge-nitore. A impiegare quasi i tre quarti (73,4%) degli immigrati occupatiin Italia sono le micro-imprese (quelle fino a un massimo di 9 addetti),seppure a bassa tecnologia e scarsamente concorrenziali. Il Dossier 2017 offre dei focus su alcuni comparti occupazionali: agricoltura:i lavoratori nati all estero hanno svoltoil 25% di tutte le giornate lavorative dichiarate in questo ramo diattivit nel 2016. Il settore resta per esposto allo sfruttamento, no-nostante per contrastarlo sia stata varata una legge pi severa ( del 2016); lavoro domestico: 739mila gli occupati, di cui i tre quarti stra-nieri. Nell ultimo biennio, mentre gli stranieri sono diminuiti di , vi stato un lieve aumento del personale italiano ( ); settore turistico: presso le 312mila imprese complessivamenteoperanti nel comparto si contano 1,7 milioni di posti di lavori diretti e900mila nell indotto; gli occupati nati all estero in alberghi e ristoranti( ) hanno inciso per il 23,2% su tutti gli occupati del settore (maper oltre il 28,5% sui nuovi assunti).


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