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cap. 41 Siracide - oblati.org

Capitolo 41 Il Siracide Il libro del Siracide che ci giunto in lingua greca fa parte della Bibbia della LXX, ma stato escluso dal canone ebraico di Iamnia, alla fine del I sec. , in cui assente anche il testo ebraico1. Il testo greco stato riconosciuto come canonico dalla Chiesa. E stato scritto da Ges Ben Sira, e tradotto in greco dal nipote (cf. prologo Sir). Traduzione che sarebbe av-venuta secondo quanto afferma il testo il trentottesimo anno di Tolomeo VII Emergete, cio nel 132 L originale perci dev essere datato intorno al 190-180 Il titolo latino Liber Ecclesiasticus - un libro della Chiesa - caratterizza bene il genere dello scritto; infatti principalmente ad eccezione dei capitoli 44-50 intitolati Lode dei padri dell antichit - un manuale di educazione alla piet del pio giudeo.

Capitolo 41 Il Siracide Il libro del Siracide – che ci è giunto in lingua greca – fa parte della Bibbia della LXX, ma è stato escluso dal canone ebraico di Iamnia, alla fine del I sec. d.C., in cui è assente anche il

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1 Capitolo 41 Il Siracide Il libro del Siracide che ci giunto in lingua greca fa parte della Bibbia della LXX, ma stato escluso dal canone ebraico di Iamnia, alla fine del I sec. , in cui assente anche il testo ebraico1. Il testo greco stato riconosciuto come canonico dalla Chiesa. E stato scritto da Ges Ben Sira, e tradotto in greco dal nipote (cf. prologo Sir). Traduzione che sarebbe av-venuta secondo quanto afferma il testo il trentottesimo anno di Tolomeo VII Emergete, cio nel 132 L originale perci dev essere datato intorno al 190-180 Il titolo latino Liber Ecclesiasticus - un libro della Chiesa - caratterizza bene il genere dello scritto; infatti principalmente ad eccezione dei capitoli 44-50 intitolati Lode dei padri dell antichit - un manuale di educazione alla piet del pio giudeo.

2 In esso troviamo le realt che sono fondamentali per la spiritualit del giudaismo biblico: la Sapienza (Sir 2,1-24,21), la Torah (Sir 24,22-42-44), la creazione (Sir 42,15-43,44), la storia (Sir 44,1-49,16), il culto del tempio e la preghiera (Sir 50,1-51,30). Il libro non sembra seguire un ordine coerente, n pare strutturato secondo uno schema e-vidente. Noi ci limitiamo a presentare alcune tematiche. 1. L origine della Sapienza e il timore del Signore (Sir 1,1-20) La Sapienza viene da Dio (Sir 1,1-10) Ben Sira apre il suo libro con un poema d otto versetti. Si pu dividerlo in due strofe. y I primi quattro versetti fanno vedere che la Sapienza ha la sua origine in Dio e resta inac-cessibile all uomo abbandonato alle sole sue forze: Ogni sapienza viene dal Signore e resta con lui per sempre (Sir 1,1).

3 Al contrario dei suoi predecessori, Ben Sira non parte dall esperienza quotidiana e dalla realt intramondana. La sua affermazione d inizio teologica. Per lui, non c , fra gli uomini, nessuna sapienza che non venga dal Signore. Se dunque sulla terra qualche sapienza c , perch il Signore ne la fonte. La sabbia del mare, le gocce della pioggia, i giorni del tempo passato, chi pu contarli? L altezza del cielo, la distesa della terra, la profondit dell abisso, chi pu esplorarli? (Sir 1,2-3). L uomo non pu avere una conoscenza totale dell universo. Conoscere l universo significa essere capace di contarne gli elementi, come i granelli di sabbia su tutte le spiagge o le gocce di pioggia che cadono sulla terra e sul mare, ma anche quelle che sono gi cadute da quando il mondo esiste.

4 N l uomo in grado di precisare quante volte il sole si levato sul nostro mondo da quando ha cominciato a esistere. C di pi : l immensit del mondo sfugge all uomo. Ben Sira intende la totalit quando u-tilizza le due dimensioni dello spazio: la verticalit e l orizzontalit (cf. Ef 3,18). E ancora ai 1 Una buona parte dell originale ebraico, che era ancora conosciuto da Girolamo, stata ritrovata nel 1896 in una sinagoga della citt antica del Cairo, tra i frammenti di manoscritti del X-XI sec. Altri frammenti ebraici sono stati scoperti nel 1931, e ancora di pi nelle grotte 2 e 11 di Qumran nel 1956, e a Masada nel 1964. 2nostri giorni, chi pu pretendere d aver misurato le dimensioni dell universo?

5 Prima d ogni cosa fu creata la Sapienza e la perspicacia dell intelligenza dall eternit (Sir 1,4). La Sapienza a fortiori inaccessibile essendo essa anteriore a questo mondo che tanto ma-le noi conosciamo (cf Pr 8,22-26): la Sapienza esisteva ben prima del mondo. Fu il Signore a dare l essere ad essa. Chi allora potr conoscere le profondit pi nascoste della Sapienza (cf. Sir 1,6)? y Ben Sira precisa anzitutto che il Signore ha diffuso la sua Sapienza su tutte le sue ope-re : tutte sono in qualche modo abitate dalla Sapienza. Ritroviamo qui l idea che nel mondo c un ordine voluto da Dio (cf. Pr 3,19-20). Egli ha anche diffuso la sua Sapienza su ogni carne : ogni essere umano la riceve; Pr 8,31 affermava che la Sapienza trova le sue delizie in mezzo agli uomini; il Signore a spanderla, misurando a ognuno il dono che d.

6 Il timore del Signore e la Sapienza (Sir 1,11-20) Il timore del Signore l atteggiamento di fondo e la condizione stessa per ricevere con profusione la Sapienza divina (cf. Sir 1,1) e nello stesso tempo incitamento per il fedele a mettere in pratica i precetti della Sapienza. quel che Ben Sira spiegher in Sir 1,25-27: Nei tesori della Sapienza ci sono proverbi intelligenti, ma il timore del Signore cosa abominevole per il peccatore. Desideri la Sapienza? Osserva i precetti e il Signore te la prodigher . Perch sapienza e disciplina, ecco il timore del Signore; ci che a lui piace sono la fedelt e la dolcezza . Ma non dobbiamo pensare che Ben Sira concepisca il timore del Signore solamente in funzione della pratica dei precetti: egli non un legalista , ma piuttosto vero che colui che teme il Signore, cio l ama, spontaneamente incline a sottomettersi di buon grado alla divi-na volont : Quelli che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole; quelli che l amano camminano sulle sue vie.

7 Quelli che temono il Signore cercano di piacergli; quelli che l amano si riempiono della sua legge. Quelli che temono il Signore hanno il cuore disponibile e stanno con umilt davanti a lui (Sir 2,15-17). Ma prima di spiegare tutto questo, Ben Sira mostrer i benefici del timore del Signore (Sir 1,11-13): Il timore del Signore gloria e fierezza, gaiezza e corona di contentezza. Il timore del Signore rallegra il cuore, d gaiezza, gioia e lunga vita. Per chi teme il Signore tutto finir bene: nel giorno della sua morte sar benedetto . Il timore del Signore dunque un paradiso di benedizioni. Ben Sira ne cita tre. La prima il sentimento di condurre una vita onorevole e maturante. Lungi dal sentirsi oppresso o diso-norato, il fedele prova fierezza a stare dinanzi a Dio in un atteggiamento di amorevole dispo-nibilit.

8 Poi, per lui c soltanto gioia, profonda ed esuberante insieme. A questa seconda be-nedizione Ben Sira ne aggiunge una terza: una lunga vita. Il Deuteronomio (per es. Dt 4,40; 11,21) assicurava a Israele lunghi giorni sulla terra promessa, purch osservasse i precetti del Signore; per Dt 6,2 l atteggiamento che supporta quest osservanza appunto il timore del Si- 3gnore. Ben Sira pensa anche che il timore del Signore, come egli l intende, gi di per s pe-gno di lunga vita. Una simile certezza provata dai fatti? Ben Sira elude l obiezione della morte prematura del giusto, mentre Sap 4,7-16 ne dar una spiegazione. Ben Sira non sa che una cosa, cio che il Signore non abbandona quaggi chi lo teme e l ama: costui se ne andr pieno di giorni, come i patriarchi, sereno davanti alla morte e lasciando dietro di s una buona fama, un ricordo benedetto.

9 Principio della Sapienza: temere il Signore. Con i fedeli essa formata nel seno della loro madre. In mezzo agli uomini essa ha nidificato, fondazione perpetua, e con la loro discendenza in confidenza (Sir 1,14-15). Ben Sira pensa al suo popolo, con cui il Signore stato prodigo di Sapienza. Ogni giudeo fedele l ha ricevuta dal seno materno. La versione greca ripete l idea con le immagini del nido e della fondazione, difficili da conciliare fra loro; l originale ebraico, forse mal letto dal tra-duttore, probabilmente diceva: nel passato il Signore le ha concesso di stare con i suoi fede-li ; Ben Sira pensa ai patriarchi, a Mos e alla sua generazione. Completa l idea aggiungendo che la Sapienza divina dimora con la loro discendenza, con la quale vive una relazione di confidenza (cf.)

10 Pr 8,31). Pienezza della Sapienza: temere il Signore; li inebria con i suoi frutti. Riempie la loro dimora di cibi desiderabili e i loro magazzini dei suoi prodotti (Sir 1,16-17). Questi due versetti, completati dai due successivi, passano dalla descrizione dell origine della Sapienza in Israele a quella della sua piena maturit . Le immagini sono quelle della rac-colta nella bella stagione. Quelli che temono il Signore vengono colmati dagli effetti che la Sapienza produce per essi. Accogliendola con generosit , essi godono degli eccezionali bene-fici che essa con altrettanta generosit offre loro. E quali sono, detto chiaramente, questi be-nefici? Corona della Sapienza: il timore del Signore. Essa fa fiorire pace e buona salute. Spande a fiotti conoscenza e perfetta intelligenza, esalta la gloria di coloro che la possiedono (Sir 1,18-19).