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FRANCESCO - jelsi.com

LETTERA ENCICLICALAUDATO SI DEL SANTO PADREFRANCESCOSULLA CURA DELLA CASA COMUNE31. Laudato si , mi Signore , cantava san FRANCESCO d Assisi. In questo bel cantico ci ricor-dava che la nostra casa comune anche come una sorella, con la quale condividiamo l esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: Laudato si , mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba .12. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell uso irresponsabile e dell abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Sia-mo cresciuti pensando che eravamo suoi pro-prietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla.

3 1. « Laudato si’, mi’ Signore », cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricor-dava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e

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1 LETTERA ENCICLICALAUDATO SI DEL SANTO PADREFRANCESCOSULLA CURA DELLA CASA COMUNE31. Laudato si , mi Signore , cantava san FRANCESCO d Assisi. In questo bel cantico ci ricor-dava che la nostra casa comune anche come una sorella, con la quale condividiamo l esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: Laudato si , mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba .12. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell uso irresponsabile e dell abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Sia-mo cresciuti pensando che eravamo suoi pro-prietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla.

2 La violenza che c nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malat-tia che avvertiamo nel suolo, nell acqua, nell aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri pi abbandonati e maltrattati, c la nostra oppressa e devastata terra, che geme e soffre le doglie del parto (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria quella che ci d il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora. 1 Cantico delle creature: Fonti Francescane (FF) 263. 4 Niente di questo mondo ci risulta indifferente3. Pi di cinquant anni fa, mentre il mondo vacillava sull orlo di una crisi nucleare, il santo Papa Giovanni XXIII scrisse un Enciclica con la quale non si limit solamente a respingere la guerra, bens volle trasmettere una proposta di pace.

3 Diresse il suo messaggio Pacem in terris a tut-to il mondo cattolico , ma aggiungeva nonch a tutti gli uomini di buona volont . Adesso, di fronte al deterioramento globale dell ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta. Nella mia Esortazione Evangelii gaudium, ho scritto ai membri della Chiesa per mobilita-re un processo di riforma missionaria ancora da compiere. In questa Enciclica, mi propongo spe-cialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa Otto anni dopo la Pacem in terris, nel 1971, il beato Papa Paolo VI si rifer alla problemati-ca ecologica, presentandola come una crisi che una conseguenza drammatica dell attivit in-controllata dell essere umano: Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli ri-schia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione.

4 2 Parl anche alla FAO della possibilit , sotto l effetto di contraccolpi della civilt industriale, di [..] una vera catastro-fe ecologica , sottolineando l urgenza e la ne-2 Lett. ap. Octogesima adveniens (14 maggio 1971), 21: AAS 63 (1971), di un mutamento radicale nella condotta dell umanit , perch i progressi scientifici pi straordinari, le prodezze tecniche pi strabilian-ti, la crescita economica pi prodigiosa, se non sono congiunte ad un autentico progresso so-ciale e morale, si rivolgono, in definitiva, contro l uomo .35. San Giovanni Paolo II si occupato di que-sto tema con un interesse crescente. Nella sua pri-ma Enciclica, osserv che l essere umano sembra non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo.

5 4 Successiva-mente invit ad una conversione ecologica Ma nello stesso tempo fece notare che si met-te poco impegno per salvaguardare le condi-zioni morali di un autentica ecologia umana .6 La distruzione dell ambiente umano qualcosa di molto serio, non solo perch Dio ha affidato il mondo all essere umano, bens perch la vita umana stessa un dono che deve essere protetto da diverse forme di degrado. Ogni aspirazione a curare e migliorare il mondo richiede di cambiare profondamente gli stili di vita, i modelli di pro-3 Discorso alla FAO nel 25 anniversario (16 novembre 1970), 4: AAS 62 (1970), Lett. enc. Redemptor hominis (4 marzo 1979), 15: AAS 71 (1979), Cfr Catechesi (17 gennaio 2001), 4: Insegnamenti 24/1 (2001), Lett.

6 Enc. Centesimus annus (1 maggio 1991), 38: AAS 83 (1991), e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le societ .7 L autentico sviluppo umano possiede un carattere morale e presuppone il pieno rispetto della persona uma-na, ma deve prestare attenzione anche al mondo naturale e tener conto della natura di ciascun essere e della sua mutua connessione in un si-stema ordinato .8 Pertanto, la capacit dell essere umano di trasformare la realt deve svilupparsi sulla base della prima originaria donazione delle cose da parte di Il mio predecessore Benedetto XVI ha rin-novato l invito a eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell ambiente.

7 10 Ha ricordato che il mondo non pu essere ana-lizzato solo isolando uno dei suoi aspetti, perch il libro della natura uno e indivisibile e inclu-de l ambiente, la vita, la sessualit , la famiglia, le relazioni sociali, e altri aspetti. Di conseguenza, il degrado della natura strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana .11 7 Ibid., 58: p. Giovanni PaoLo ii, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis (30 dicembre 1987), 34: AAS 80 (1988), Cfr id., Lett. enc. Centesimus annus (1 maggio 1991), 37: AAS 83 (1991), Discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (8 gennaio 2007): AAS 99 (2007), Lett. enc. Caritas in veritate (29 giugno 2009), 51: AAS 101 (2009), Benedetto ci ha proposto di riconoscere che l ambiente naturale pieno di ferite prodotte dal nostro comportamento irresponsabile.

8 An-che l ambiente sociale ha le sue ferite. Ma tutte sono causate in fondo dal medesimo male, cio dall idea che non esistano verit indiscutibili che guidino la nostra vita, per cui la libert umana non ha limiti. Si dimentica che l uomo non soltanto una libert che si crea da s . L uomo non crea se stesso. Egli spirito e volont , ma anche natura .12 Con paterna preoccupazione ci ha invitato a riconoscere che la creazione risulta compromessa dove noi stessi siamo le ultime istanze, dove l insieme semplicemente proprie-t nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non ricono-sciamo pi alcuna istanza sopra di noi, ma vedia-mo soltanto noi stessi .13 Uniti da una stessa preoccupazione7.

9 Questi contributi dei Papi raccolgono la ri-flessione di innumerevoli scienziati, filosofi, teo-logi e organizzazioni sociali che hanno arricchi-to il pensiero della Chiesa su tali questioni. Non possiamo per ignorare che anche al di fuori della Chiesa Cattolica, altre Chiese e Comunit cristia-ne come pure altre religioni hanno sviluppato 12 Discorso al Deutscher Bundestag, Berlino (22 settembre 2011): AAS 103 (2011), Discorso al clero della Diocesi di Bolzano-Bressanone (6 ago-sto 2008): AAS 100 (2008), profonda preoccupazione e una preziosa ri-flessione su questi temi che stanno a cuore a tutti noi. Per citare solo un esempio particolarmente significativo, voglio riprendere brevemente parte del contributo del caro Patriarca Ecumenico Bar-tolomeo, con il quale condividiamo la speranza della piena comunione Il Patriarca Bartolomeo si riferito partico-larmente alla necessit che ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta, perch nella misura in cui tutti noi causiamo piccoli danni ecologici , siamo chiamati a riconoscere il nostro apporto, piccolo o grande, allo stravol-gimento e alla distruzione dell ambiente.

10 14 Su questo punto, egli si espresso ripetutamente in maniera ferma e stimolante, invitandoci a ricono-scere i peccati contro la creazione: Che gli esse-ri umani distruggano la diversit biologica nella creazione di Dio; che gli esseri umani compro-mettano l integrit della terra e contribuiscano al cambiamento climatico, spogliando la terra delle sue foreste naturali o distruggendo le sue zone umide; che gli esseri umani inquinino le acque, il suolo, l aria: tutti questi sono peccati .15 Perch un crimine contro la natura un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio .1614 Messaggio per la Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato (1 settembre 2012).15 Discorso a Santa Barbara, California (8 novembre 1997); cfr John ChryssavGis, On Earth as in Heaven: Ecological Vision and Initiatives of Ecumenical Patriarch Bartholomew, Bronx, New York, Allo stesso tempo Bartolomeo ha richiamato l attenzione sulle radici etiche e spirituali dei pro-blemi ambientali, che ci invitano a cercare solu-zioni non solo nella tecnica, ma anche in un cam-biamento dell essere umano, perch altrimenti affronteremmo soltanto i sintomi.


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