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Giuseppe Felli MANUTENZIONE DELLE STRADE E …

Giuseppe FelliMANUTENZIONE DELLE STRADE e responsabilita DELLA ORIENTAMENTO TRADIZIONALE IN MATERIA DI responsabilita RISARCITORIA PER INSIDIA E TRABOCCHETTO REVIREMENT DELLA GIURISPRUDENZA E APPLICABILITA DEL REGIME DI responsabilita EX ART. 2051 COD. CIV. Nel caso di danni connessi ad omessa o insufficiente MANUTENZIONE di STRADE pubbliche configurabile la responsabilit della pubblica amministrazione o del concessionario ai sensi dell art. 2051 Cod. Civ. ove si accerti in concreto la possibilit dell esercizio di un potere di controllo del bene. L accertamento del potere di controllo della strada fa sorgere gli obblighi di custodia in capo alla o al concessionario e la conseguente soggezione al regime di responsabilit oggettiva di cui all art. 2051 Cod. Le recenti sentenze della Corte di Cassazione hanno reso prevalente il modello di responsabilit fondato sull art. 2051 Cod. Civ. assestando un duro colpo all orientamento tradizionale incentrato sull art.

giuseppe felli manutenzione delle strade e responsabilita’ della p.a. – orientamento tradizionale in materia di responsabilita’ risarcitoria per insidia e trabocchetto – …

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1 Giuseppe FelliMANUTENZIONE DELLE STRADE e responsabilita DELLA ORIENTAMENTO TRADIZIONALE IN MATERIA DI responsabilita RISARCITORIA PER INSIDIA E TRABOCCHETTO REVIREMENT DELLA GIURISPRUDENZA E APPLICABILITA DEL REGIME DI responsabilita EX ART. 2051 COD. CIV. Nel caso di danni connessi ad omessa o insufficiente MANUTENZIONE di STRADE pubbliche configurabile la responsabilit della pubblica amministrazione o del concessionario ai sensi dell art. 2051 Cod. Civ. ove si accerti in concreto la possibilit dell esercizio di un potere di controllo del bene. L accertamento del potere di controllo della strada fa sorgere gli obblighi di custodia in capo alla o al concessionario e la conseguente soggezione al regime di responsabilit oggettiva di cui all art. 2051 Cod. Le recenti sentenze della Corte di Cassazione hanno reso prevalente il modello di responsabilit fondato sull art. 2051 Cod. Civ. assestando un duro colpo all orientamento tradizionale incentrato sull art.

2 2043 Cod. Civ. che supplisce unicamente quale tutela residuale ove non applicabile l art. 2051 Cod. Civile di Frosinone Giud. Unico Dr. Luca Venditto Sentenza n. 649/2007 del (Attore + 2 Convenuti A e U. ) (Omissis)Svolgimento del processo Con atto di citazione del , AS, AA e SG convenivano in giudizio l ANAS - Ente Nazionale per le STRADE , la D , PV e la U Assicurazioni , per sentirli condannare, in solido tra loro o in via esclusiva, al risarcimento dei danni biologico, morale e patrimoniale, nella misura di vecchie lire o in quella dimostrata in corso di giudizio, oltre interessi e rivalutazione monetaria, subiti in occasione del sinistro verificatosi nel territorio del comune di P (FR) il alle ore 10,45 circa. Esponevano gli attori a sostegno della loro pretesa: - che, nel giorno, ora e luogo indicati, mentre percorreva, alla guida dell autovettura VP targata X la SS XX (in direzione L-F), all altezza della progressiva chilometrica X, l attrice AS veniva coinvolta in un incidente nel quale si verificava l impatto frontale della predetta autovettura con l autocarro I, targato X, di propriet della D e condotto da PV; - che, secondo la ricostruzione compiuta dalla polizia stradale di F, intervenuta sul luogo del sinistro, l attrice, conducente dell autovettura VP, nel percorrere una curva verso destra e ad ampio raggio, a causa del fondo stradale reso viscido dalla pioggia e per la presenza di sostanza scivolosa sul piano viabile, perdeva il controllo del veicolo e, sconfinando nell opposta corsia di marcia, si schiantava frontalmente sull autocarro I, condotto da PV.

3 - che la polizia stradale, nell effettuare i rilievi del caso, riscontrava l esistenza, sulla carreggiata della SS di competenza ANAS, di sostanza oleosa solidificata e non visibile che rendeva viscido il piano stradale per un tratto esteso circa 500 metri; che, d altra parte, come poteva evincersi dai rilievi planimetrici compiuti dalla polizia, l autocarro I transitava, al momento del sinistro a cavallo della mezzeria, concorrendo anch esso nella causazione dell incidente; - che a seguito dell incidente, la giovane AS, ricoverata presso il reparto di rianimazione dell ospedale di F per oltre un mese, subiva politrauma diffuso in diverse parti del corpo con conseguente danno all integrit psico-fisica nei suoi diversi aspetti della lesione della vita di relazione, dell integrit estetica, della sfera sessuale e psicologica; - che l attrice coinvolta nel sinistro subiva inoltre un autonomo ed incidente danno morale, nonch danni patrimoniali emergenti e da lucro cessante; che i genitori della danneggiata subivano evidenti danni riflessi da liquidarsi direttamente in loro favore.

4 Ritenuta la responsabilit dei soggetti evocati in giudizio, gli attori chiedevano il risarcimento dei danni nei termini di cui alle conclusioni riportate in epigrafe. La Compagnia Assicuratrice U si costituiva in giudizio depositando in cancelleria comparsa e fascicolo in data Deduceva che nessuna responsabilit potesse essere ascritta al conducente dell autocarro I, sig. PV, come avrebbe potuto evincersi dalla stessa ricostruzione dell incidente operata dalla polizia stradale intervenuta sul luogo del sinistro. Chiedeva dunque il rigetto integrale della domanda nei suoi confronti, quale compagnia di assicurazioni citata in giudizio in via diretta. All udienza del , si costituiva l Ente Nazionale per le STRADE , che deduceva come le cause dell incidente avrebbero dovuto essere ricercate nella imprudente ed imperita condotta di guida dell attrice AS, con specifico riferimento alla velocit tenuta nella fase immediatamente precedente all impatto; nonch nella condotta del veicolo antagonista, che, come rilevato dalla stessa parte attrice, viaggiava a cavallo della linea di mezzeria.

5 Rilevava che la presenza di liquido scivoloso sull asfalto doveva ascriversi a mera fatalit , giacch , qualche attimo prima dell incidente, un veicolo rimasto sconosciuto, avrebbe versato carburante sulla carreggiata nel tratto poi interessato dallo scontro per cui causa, fatto di cui non avrebbe potuto essere considerata responsabile l ANAS convenuto, che contestava comunque l ammontare, a suo giudizio spropositato, della richiesta risarcitoria. Concludeva come in epigrafe. Alla medesima udienza di prima comparizione del , il dichiarava la contumacia del convenuto PV, ritualmente citato e non costituitosi; disponeva invece la rinnovazione della notifica della citazione nei confronti della D , la cui contumacia veniva dichiarata alla successiva udienza del Ammessi i mezzi di prova con ordinanza del , veniva depositata CTU medico-legale il ed assunte le prove orali nelle udienze del , , , , , , e All udienza del , la causa veniva posta in decisione allo scadere dei termini di cui all art.

6 190 per il deposito di comparse conclusionali e della decisione 1. Premessa - Gli attori propongono domanda di risarcimento danni da responsabilit extracontrattuale ipotizzando diversi criteri d imputazione in via alternativa e cumulativa. La richiesta di risarcimento danni rivolta all ANAS - Ente Nazionale per le STRADE si fonda sul presupposto, non controverso, che questa sia custode del tratto di strada ove accaduto l incidente; ne discende una duplice possibile imputazione, non ostacolata da una piana ed ambivalente rappresentazione dei fatti, ai sensi dell art. 2051 o anche dell art. 2043 Diversamente, il conducente del veicolo antagonista, la societ proprietaria del mezzo e la compagnia d assicurazioni sono stati evocati in giudizio sul presupposto che la condotta di guida tenuta dal convenuto avesse concorso alla causazione dell evento (implicitamente si evoca l applicazione dell art. 2054 ). Ragioni logiche ed espositive suggeriscono di affrontare, in primo luogo, la questione relativa alla possibile imputazione della responsabilit extracontrattuale dedotta in capo all ANAS ai sensi dell art.

7 2051 (disposizione peraltro espressamente evocata dagli attori in comparsa conclusionale). 2. MANUTENZIONE DELLE STRADE e responsabilit della - Il percorso interpretativo finalizzato all individuazione della responsabilit della pubblica amministrazione (o, comunque, come nel caso di specie, dell ente concessionario) per l insidia o il trabocchetto stradali prende le mosse dallo svolgimento di attivit , sia pure discrezionali, di MANUTENZIONE del patrimonio viario ed assume rilievo in caso di violazione degli obblighi e DELLE cautele imposte dalle norme di legge o di regolamento o dalla violazione dei generali precetti della prudenza, negligenza o imperizia e del neminem laedere. Quanto alle STRADE statali, le attivit di controllo, vigilanza e MANUTENZIONE e, quindi, in ultima analisi, gli obblighi di custodia, discendono in capo alla proprietaria, ovvero al concessionario (sul concorso di responsabilit amministrazione proprietaria - ANAS, v.)

8 Di recente Cass. , n. 3651), in base a specifiche disposizioni normative: art. 14 cod. str., art. 2 n. 143/1994 e n. 223/1992. Ne deriva che, primariamente, occorre verificare l operativit della presunzione di responsabilit di cui all art. 2051 nei confronti dell amministrazione, ovvero, come nel caso di specie, dell ANAS (ente trasformato da azienda pubblica ex l. n. 59/1961 in ente pubblico economico dal n. 143/1994 e che mantiene tale denominazione in forza del ). Infatti, se non esistono attualmente dubbi sull esistenza di un obbligo risarcitorio in capo alla (affermato a partire da Cass., sez. un., , in Foro it. 1929, I, 998), problematica appare la qualificazione giuridica di siffatta responsabilit . Risulta controverso se la , ma la questione si estende all ente gestore, risponda in forza della regola generale dell art. 2043 o in base alla speciale previsione di responsabilit aggravata ex art. 2051.

9 (segue) l orientamento tradizionale - L indirizzo interpretativo tradizionale, che ha seguito la risalente pronuncia della Suprema Corte citata, individua il fondamento della responsabilit della nella clausola generale disciplinata dall art. 2043 , che impone anche all amministrazione pubblica il rispetto della norma primaria e fondamentale del neminem laedere. Rispetto all attivit anche discrezionale della pubblica amministrazione, per affermarne la responsabilit , viene dato risalto a due limiti: (1) la violazione DELLE norme precauzionali contenute in leggi, regolamenti e norme tecniche, quale limite interno (o normativo) alla discrezionalit della ; (2) il principio generale del neminem laedere, quale limite esterno alla stessa attivit . Si afferma pertanto che il cittadino non ha azione nei confronti dell amministrazione per il modo in cui essa ha provveduto alla costruzione e MANUTENZIONE di una strada aperta al pubblico, ma l azione proponibile se all amministrazione stessa sia imputabile l inosservanza di una norma di legge o di regolamento oppure del generale divieto di neminem laedere.

10 In particolare, quando lo stato apparente e quello effettivo differiscono, si verifica la sorpresa o insidia , la quale determina la responsabilit della per la violazione del principio generale desumibile dall art. 2043 , che vieta a chiunque di compiere atti o fatti che hanno potenzialit lesiva verso altri (cfr., oltre alla citata Sezioni Unite del 29, Cass. , n. 5677; Cass. , n. 8863; Cass. , n. 3630; Cass. , n. 7062; Cass. , n. 7742; Cass. , n. 11162; Cass. , n. 5990; Cass. , n. 12314; Cass. , n. 3991; Cass. , n. 6463; Cass. , n. 7938; Cass. , n. 9092; Cass. , n. 2067). Il medesimo indirizzo interpretativo in commento limita l applicabilit dell art. 2051 al soggetto pubblico, poich ritiene non operante tale disposizione nelle ipotesi in cui sul bene di propriet pubblica venga esercitato un uso generale e diretto da parte dei terzi e l estensione dello stesso bene renda impossibile l esercizio di un continuo ed efficace controllo che valga ad impedire l insorgenza di cause di pericolo per i terzi (cfr.)


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