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PNLG13 prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anzianiLINEA GUIDAData di pubblicazione: maggio 2007 Data di aggiornamento: maggio 2009 RedazioneEmanuela Bonfanti, Zadig, MilanoImpaginazioneGiovanna Smiriglia3 PresentazionePNLG prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anzianiPresentazioneOgni anno si verificano in Italia fra i tre e i quattro milioni di incidenti domestici, che come noto colpiscono prevalentemente gli anziani, con conseguenze rilevanti in termini di disa-bilit , ricoveri e mortalit . Tra gli incidenti domestici, le cadute rappresentano la voce pi importante, al punto che si calcola che un terzo degli ultrasessantenni ne rimanga vittima,con costi umani, sociali e materiali straordinari. Pi colpite, come ci si pu immaginare, sonole persone sole o istituzionalizzate. Solo i costi per ricovero da incidente domestico sfiorano in Italia i 400 milioni di euro. E quindi compito prioritario del Servizio sanitario nazionale occuparsi di questa emergenza,e delineare politiche di informazione e intervento finalizzate a prevenire quanto pi possi-bile il fenomeno.

Presentazione 3 PNLG – Prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anziani Presentazione Ogni anno si verificano in Italia fra i tre e i quattro milioni di incidenti domestici, che come

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1 PNLG13 prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anzianiLINEA GUIDAData di pubblicazione: maggio 2007 Data di aggiornamento: maggio 2009 RedazioneEmanuela Bonfanti, Zadig, MilanoImpaginazioneGiovanna Smiriglia3 PresentazionePNLG prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anzianiPresentazioneOgni anno si verificano in Italia fra i tre e i quattro milioni di incidenti domestici, che come noto colpiscono prevalentemente gli anziani, con conseguenze rilevanti in termini di disa-bilit , ricoveri e mortalit . Tra gli incidenti domestici, le cadute rappresentano la voce pi importante, al punto che si calcola che un terzo degli ultrasessantenni ne rimanga vittima,con costi umani, sociali e materiali straordinari. Pi colpite, come ci si pu immaginare, sonole persone sole o istituzionalizzate. Solo i costi per ricovero da incidente domestico sfiorano in Italia i 400 milioni di euro. E quindi compito prioritario del Servizio sanitario nazionale occuparsi di questa emergenza,e delineare politiche di informazione e intervento finalizzate a prevenire quanto pi possi-bile il fenomeno.

2 E lo sar sempre di pi in futuro, visto il continuo aumento di longevit della popolazione questo motivo il Ministero della salute, in accordo con l Istituto superiore di sanit , nel-l ambito del suo Programma nazionale linee guida, ha posto le condizioni per fare il puntosulle conoscenze scientifiche sull argomento, in modo da ricavarne una linea guida basatasulle migliori prove disponibili in materia. Ci che importa, infatti, mettere capo a pro-grammi di prevenzione basati sulle prove, orientati cio alla massima efficacia e obiettivo difficile ma pienamente raggiunto da questo lavoro, che ha indagato sia gli stru-menti di valutazione delle persone a rischio di caduta, sia gli interventi informativi, medi-ci e financo ergonomici per minimizzare tale risultano essere gli interventi psicosociali multidimensionali, tesi a valutare i varirischi ai quali va incontro l anziano, con una particolare attenzione alla gestione dei far-maci psicotropi di ampio utilizzo nella popolazione anziana e predisponenti l occorrenzadi cadute , la storia di precedenti cadute e la declinante funzionalit motoria e neuroco-gnitiva delle persone.

3 Si visto peraltro come il rafforzamento dell autostima e della percezione positiva degli eser-cizi fisici raccomandati per contrastare il rischio di cadute migliorino gi di per s l aderenzaagli interventi proposti. Appropriati approcci psicologici, uniti a pi complessi interventi socia-li volti a ridurre i fattori di deprivazione e di isolamento nella popolazione anziana, posso-no invero alleggerire il doloroso carico di malattia e disagio connesso al fenomeno delle cadu-te e degli incidenti Garacipresidente Istituto superiore di sanit 4 AUTORI Patrizia Brigoni, Zadig MilanoSalvatore De Masi, USL6 LivornoManuela Di Franco, Cattedra di Reumatologia,Universit degli Studi La Sapienza, RomaGiuseppe Rinonapoli, Clinica Ortopedica, OspedaleR. Silvestrini, Universit degli Studi di Perugia,PerugiaEmilio Romanini, Gruppo di Lavoro OrtopediaBasata sulle Prove di Efficacia, RomaLetizia Sampaolo, Istituto Superiore di Sanit ,Roma, Programma Nazionale per le Linee GuidaMarina Torre, Istituto Superiore di Sanit , Roma,Programma Nazionale per le Linee GuidaGiuseppe Turchetti, Scuola Superiore Sant Anna,PisaNicola Vanacore, Reparto di Farmacoepidemiologia,Istituto Superiore di Sanit , RomaCOLLABORATORIAlba Rosa Bianchi,ISPESL RomaFrancesca Bononi, Reparto (UOC)

4 Di Medicinad Urgenza, Universit Cattolica del Sacro Cuore,Policlinico Agostino Gemelli, RomaRosaria Rosanna Cammarano, SettoreDocumentazione, Istituto Superiore di Sanit , RomaMarcello Celestini, Dipartimento di Riabilitazioneinteraziendale ASL RME, RomaMarco Amedeo Cimmino, Clinica Reumatologica,Universit degli Studi di Genova, GenovaVinicio D Annunzio,Servizio di Recupero eRieducazione Funzionale, Universit CattolicaSacro Cuore, Policlinico Agostino Gemelli, RomaAssunta D Innocenzo, Direttore A&A - Abitare eAnzianiFrancesco Landi, Universit Cattolica del SacroCuore - Cattedra di GeriatriaCristina Mancini, Studio Argento,ASUR MarcheZona Territoriale n. 8, Civitanova Marche Alta, (MC)Maria Giuseppina Lecce, Direzione Prevenzionedel Ministero della Salute, RomaMirta Mancinella, Dipartimento di Scienzedell Invecchiamento, Policlinico Umberto I, Roma Tommasina Mancuso, Ministero della Salute, RomaVincenzo Marigliano, Universit degli Studi LaSapienza, RomaAlfonso Mele, Istituto Superiore di Sanit , Roma,Programma Nazionale per le Linee GuidaItalo Paolini, Societ Italiana di MedicinaGeneraleValeria Margherita Petrolini, Servizio di Tossicologia, Centro antiveleni e CentroNazionale di Informazione Tossicologica, IRCCS Fondazione Maugeri e Universit degli Studi di Pavia, PaviaMassimiliano Prencipe, Dipartimento ScienzeNeurologiche Universit degli Studi La Sapienza,RomaGuido Valesini, Cattedra di Reumatologia, Scuoladi specializzazione in Reumatologia, Universit degli Studi La Sapienza, RomaStefano Zanut, Comando Vigili del Fuoco,PordenoneCOMITATO DI REDAZIONEL etizia Sampaolo, Luca Carra (Zadig, Milano)REFEREEDr.

5 Enrico Materia, ASP Lazio, RomaDr. Patrizio Erba, ISPESL, RomaSOCIET SCIENTIFICHE RAPPRESENTATEF ederazione Italiana di Medicina Geriatrica(FIMeG) Societ Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG)Societ Italiana di Medicina d Emergenza-Urgenza(SIMEU) Societ Italiana di Medicina Fisica e di Riabilitazione(SIMFER)Societ Italiana di Medicina Generale(SIMG) Societ Italiana di Neurologia (SIN)Societ Italiana di Ortopedia e Traumatologia(SIOT)Societ Italiana di Reumatologia(SIR) ASSOCIAZIONI DI CITTADINI RAPPRESENTATEAss. Abitare e AnzianiPROGRAMMA NAZIONALE LINEE GUIDA (PNLG)Responsabile: Alfonso Mele, Istituto Superiore di Sanit , RomaGUIDA AI LIVELLI DI PROVA E ALLA FORZA delle RACCOMANDAZIONIN elle linee guida, le raccomandazioni vengono qualificate con un certo grado di Livello di pro-va (LDP) e di Forza della raccomandazione (FDR), espressi rispettivamente in numeri romani(da I a VI) e in lettere (da A ad E).Con LDP ci si riferisce alla probabilit che un certo numero di conoscenze sia derivato da stu-di pianificati e condotti in modo tale da produrre informazioni valide e prive di errori FDR ci si riferisce invece alla probabilit che l applicazione nella pratica di una racco-mandazione determini un miglioramento dello stato di salute della popolazione obiettivo cuila raccomandazione nutrono dei dubbi sul fatto che quella particolare procedura o intervento debba sempre essereraccomandata, ma si ritiene che la sua esecuzione debba essere attentamente una sostanziale incertezza a favore o contro la raccomandazione di eseguire la procedura ol esecuzione della procedura non sconsiglia fortemente l esecuzione della una forte raccomandazione a favore dell esecuzione di quella particolare procedura o testdiagnostico.

6 Indica una particolare raccomandazione sostenuta da prove scientifiche di buona qualit ,anche se non necessariamente di tipo I o ottenute da pi studi clinici controllati randomizzati e/o da revisioni sistematiche di studirandomizzati. Prove ottenute da un solo studio randomizzato adeguatamente ottenute da studi di coorte con controlli concorrenti o storici o loro meta-analisi. Prove ottenute da studi retrospettivi tipo caso-controllo o loro ottenute da studi di casistica ("serie di casi") senza gruppo di basate sull'opinione di esperti autorevoli o di comitati di esperti come indicato in linee guida o consensus conference, o basata su opinioni dei membri del gruppo di lavoro responsabile di queste linee delle raccomandazioni Livelli di prova 5 Livelli di provaPNLG prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anziani7 IndicePNLG prevenzione delle cadute da incidente domestico negli e origine della linea guida 11 Fattori di rischio 12 Strumenti per misurare la paura di cadere 12 Strumenti per individuare persone a rischio di caduta 12 Interventi sicuri e strategie per prevenire il rischio di caduta 13 Valutazione multidimensionale dell anziano 13 Esercizio fisico per migliorare forza ed equilibrio 14 Rischio domestico e intervento di sicurezza 14 Revisione di terapie psicotrope 14 Interventi e strategie di supporto psicosociale per gli anziani a rischio o vittime di cadute 15 Informazione e counselling 15 Supporto sociale 15 Partecipazione e aderenza dei pazienti ai programmi di prevenzione 15 Creazione di un sistema informativo 15

7 Introduzione 16 Definizioni 16 Epidemiologia 16 Gli incidenti domestici in Italia 16 Gli anziani e le cadute 17Le conseguenze delle cadute degli anziani 18Le risorse sanitarie per gli anziani 19 Origine della linea guida 20 Scopo della linea guida 20 Metodi 22 Costituzione del gruppo di lavoro e identificazione dei quesiti clinici 22 Ricerche di letteratura 22 Criteri di selezione 22 Valutazione metodologica 23 Estrazione dei dati, sintesi delle prove e formulazione delle raccomandazioni 23 Principi di buona pratica clinica 24 Revisione esterna 24 Aggiornamento, implementazione, monitoraggio e valutazione 25 Allegati e disponibilit del testo integrale 25I fattori di rischio di caduta e gli interventi utili per individuare i soggetti a rischio 26 Fattori di rischio 26 Esposizione delle prove e raccomandazioni 26 Storia di precedenti cadute 26Il ruolo dei farmaci 27 Disturbi motori 28 Alterazione della vista 29 Rischi domestici 30 Isolamento sociale, difficolt finanziarie 30 Deterioramento cognitivo 31 Incontinenza urinaria 31La paura di cadere 32 Quali strumenti per misurare la paura di cadere?

8 33 Sommario delle prove e raccomandazioni 33 Strumenti efficaci per individuare fattori modificabili di rischio di caduta 35 Sommario delle prove e raccomandazioni 35 Interventi sicuri e strategie per prevenire il rischio di caduta 38 Interventi multifattoriali, multidisciplinari, personalizzati 38 Sommario delle prove e raccomandazioni 38 Esercizio fisico per migliorare forza ed equilibrio 40 Sommario delle prove e raccomandazioni 40 Rischio domestico e interventi di sicurezza 41 Sommario delle prove e raccomandazioni 41 Revisione di terapie psicotrope 42 Sommario delle prove 42 Interventi e strategie di supporto psicosociale degli anziani a rischio o vittime di cadute 42 Informazione e counselling 42 Sommario delle prove e raccomandazioni 42 Supporto sociale 43 Sommario delle prove e raccomandazioni 43 Indice8 PNLG prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anzianiL aderenza dei pazienti 45 Sommario delle prove 45 Partecipazione ai programmi di prevenzione 45 Creazione di un sistema informativo 47 Appendice.

9 Strategia di ricerca 48 Bibliografia generale 519 IndicePNLG prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anzianiRiassuntoLe cadute degli anziani rappresentano una priorit per la sanit pubblica a causa della lorofrequenza e gravit . Secondo i dati raccolti dal Sistema comunitario di sorveglianza degliincidenti domestici e del tempo libero (EHLASS), tra il 1998 e il 2000 in Europa qua-si 20 milioni di persone (il 7% dei residenti) sono state vittime di incidenti domestici, conoltre 5 milioni di ricoverati e 56 mila morti. Secondo i dati ISTAT relativi al 1998, si sti-ma che in Italia gli incidenti domestici abbiano interessato cadute rappresentano la prima causa di incidente domestico nonch la prima causa diricovero e decesso per incidente domestico. Mentre negli uomini le lesioni che portanoal decesso sono prevalentemente il trauma cranico e la frattura degli arti inferiori, nelledonne la causa prevalente di morte rappresentata dalla sola frattura degli arti termini percentuali, le fratture degli arti inferiori costituiscono il 29% delle cause dimorte dei maschi e il 68% delle femmine; il trauma cranico costituisce causa di morte nel29% dei maschi e nel 14% delle particolare gli anziani sono a rischio cadute : ogni anno circa un terzo degli ultrases-santacinquenni vittima di un incidente di questo tipo, e fra gli ospiti di strutture assi-stenziali la percentuale ancora maggiore.

10 Si calcola che l incidenza delle cadute nellecase di cura e negli ospedali sia 2-3 volte superiore rispetto a quella delle cadute che avven-gono nell abitazione, e con complicazioni maggiori. Va sottolineato come la caduta rap-presenti quindi un evento temibile per l anziano non solo per le conseguenze in termi-ni di disabilit , ma anche per le ripercussioni psicologiche: la perdita di sicurezza e la pau-ra di cadere possono accelerare infatti il declino funzionale e indurre depressione o iso-lamento linea guida stata definita da un gruppo di lavoro multidisciplinare ed desti-nata a professionisti sanitari di differenti discipline che si occupano di persone anziane arischio di caduta o con storie di precedenti cadute da incidente domestico. Il testo inte-grale della versione destinata ai cittadini reperibile sul sito del Programma NazionaleLinee Guida e origine della linea guidaScopo della linea guida PNLG mettere a punto raccomandazioni basate sulle provedisponibili in letteratura per individuare, valutare e agire preventivamente sui fattori dirischio di caduta.


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