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1 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DELLE ATTIVITA DIDATTICO-EDUCATIVE DI RELIGIONE CATTOLICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA Anno Scolastico 2014/2015 ISTITUTO COMPRENSIVO DI VOLVERA Insegnante Damiani Elena L INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA. PREMESSA. Il DPR 11 febbraio 2010, per la scuola dell infanzia, dice che Le attivit in ordine all insegnamento della Religione Cattolica, per coloro che se ne avvalgono, offrono occasioni per lo sviluppo integrale della personalit dei bambini, aprendo alla dimensione religiosa e valorizzandola, promuovendo la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuendo a rispondere al bisogno di significato di cui anch essi portatori.
2 Per favorire la loro maturazione personale, nella sua globalit , i traguardi relativi all IRC sono distribuiti nei vari campi di esperienza . La scuola dell infanzia si propone come contesto di relazione, di cura e di che avviene attraverso l esperienza, l esplorazione, i rapporti tra i bambini, con la natura, gli oggetti, l arte, il territorio e le sue tradizioni, attraverso la rielaborazione individuale e collettiva delle esperienze e attraverso attivit ludiche. Con il gioco i bambini si esprimono, raccontano, interpretano e armonizzano in modo creativo le esperienze soggettive e sociali.
3 I traguardi dell IRC sono contenuti nei campi d esperienza educativa (CEE) che, come stabilito dalle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell infanzia relative all IRC, viene cos integrato: - Il s e l altro: Scopre nei racconti del Vangelo la persona e l insegnamento di Ges , da cui apprende che Dio Padre di tutti e che la Chiesa la comunit di uomini e donne unita nel suo nome, per sviluppare un positivo senso di s e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose. - Il corpo e il movimento: Riconosce nei segni del corpo l esperienza religiosa propria e altrui per cominciare a manifestare anche in questo modo la propria interiorit , l immaginazione e le emozioni.
4 - Linguaggi, creativit , espressione: Riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi caratteristici delle tradizioni e della vita dei cristiani (segni, feste, preghiere, canti, gestualit , spazi, arte), per poter esprimere con creativit il proprio vissuto religioso. - I discorsi e le parole: Impara alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso. - La conoscenza del mondo: Osserva con meraviglia ed esplora con curiosit il mondo, riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilit nei confronti della realt , abitandola con fiucia e speranza.
5 Il percorso educativo didattico rispetter la capacit di comprensione, d interesse e di coinvolgimento emotivo e religioso dei bambini e prevedr in ogni unit didattica di lavoro (UDL) un argomento diverso. Ogni percorso presenter suggerimenti operativi differenti: racconti, brani tratti dalla Bibbia, giochi, attivit manipolative, canti, disegni. Tutto questo sottolinea e richiama: - La valenza culturale dell Insegnamento della Religione Cattolica. - Il suo contributo alla formazione integrale del bambino. TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE (TSC) da raggiungere nell arco di tre anni della scuola dell infanzia.
6 Il bambino: 1- Scopre il proprio nome come diritto primario ad essere riconosciuto dalla comunit . 2- Comprende che il creato stato affidato all uomo. 3- Intuisce che l attesa un momento di gioia. 4- Scopre i segni che anticipano il Natale e il significato del presepe come tradizione cristiana per celebrare la nascita di Ges . 5- Conosce la famiglia di Ges . 6- Esplora le sue amicizie. 7- Scopre nelle parabole la grandezza dell amore di Ges . 8- Intuisce il significato cristiano della Pasqua: tempo di gioia, fratellanza e pace. 9- Scopre l importanza della Chiesa come comunit cristiana e riconosce Maria come mamma di Ges.
7 10- Scopre le somiglianze e le differenze che accomunano i bambini di tutto il mondo. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ( ) - Aiutare il bambino bella reciproca accoglienza. - Educare a cogliere i segni della vita cristiana ed a intuirne i significati. - Educare ad esprimere con parole e STRATEGIE DI INTERVENTO. - Partire dalle esperienze di vita e dagli interessi di ogni singolo bambino. - Far leva sui vissuti per innestare nuove conoscenze ed elaborazioni personali. - Favorire nel bambino la possibilit di chiarire, ordinare ed organizzare le sue conoscenze. METODOLOGIA.
8 Dal punto di vista metodologico gli interventi potranno iniziare con un gioco, un racconto, una canzone, una drammatizzazione, una conversazione su immagini. VERIFICA. La verifica e la conoscenza si effettueranno con: 1- Conoscenza dei requisiti posseduti dal bambino al momento dell ingresso nella scuola dell infanzia. 2- Osservazione occasionale e sistematica che consentir di valutare l esperienza dei bambini e di riequilibrare via via le proposte educative secondo una progettazione aperta e flessibile. 3- Verifica periodica che accerter le abilit e le competenze raggiunte.
9 I criteri adottati per la verifica sono i seguenti: - Osservazione diretta durante le attivit . - Raccolta di elaborati grafico-pittorici sui contenuti proposti. - Elaborati verbali: discussione-conversazione, ascolto di canzoni, racconti e narrazioni. - Confronto tra il rendimento iniziale e quello finale di ogni bambino. - Confronto del livello raggiunto dal bambino in rapporto al gruppo della stessa et , tenendo anche in considerazione eventuali svantaggi. Le UDL saranno sviluppate ed ampliate durante l arco dell anno scolastico, al fine di poterle tradurre in proposte concrete ed articolate atte a raggiungere gli obiettivi prefissati.
10 Questo servir per interpretare e mediare le proposte operative, rapportandole alla concreta realt nella quale si opera ed alle varie esigenze dei bambini. ITINERARIO DIDATTICO Settembre: 1 UDL- Mi presento L accoglienza 3 ANNI 4 ANNI 5 ANNI TSC Il bambino scopre il proprio nome come diritto primario ad essere riconosciuto Il bambino esprime emozioni legate al vivere insieme Il bambino comprende di appartenere al gruppo-scuola e rievoca emozioni, sentimenti Consolidare la propria identit Rapportarsi con gli altri e sentirsi parte di una piccola comunit Scoprire la propria appartenenza al gruppo-scuola come comunit accogliente ATTIVITA E METODOLOGIA *Impariamo a presentarci e conosciamo i nostri nomi *Filastrocca *Gioco di socializzazione *Scoperta degli spazi scolastici *Attivit grafica *Impariamo a presentarci e conosciamo i nostri nomi *Filastrocca *Gioco di socializzazione *Scoperta degli spazi scolastici *Attivit grafica *Ritrovarsi per diventare amici *Conversazioni guidate *Osservazione di se