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REGIONE CAMPANIA PROGRAMMA OPERATIVO …

REGIONE CAMPANIAPROGRAMMA OPERATIVO REGIONALEFONDO SOCIALE europeo 2014 2020La Commissione europea con Decisione n. C (2015) 5085/F1 del 20 luglio 2015 ha approvato il PROGRAMMA OPERATIVO "POR CAMPANIA FSE " per il so-stegno del fondo sociale europeo nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" per la REGIONE CAMPANIA in Ita-lia CCI 2014IT05 SFOP020, del valore complessivo di ,00 di cui ,00 in quota FSE; con Deliberazione n. 388 del 2 settembre 2015 la Giunta Regionale ha preso atto della succitata Decisione della Commissione CAMPANIAPROGRAMMA OPERATIVO REGIONALEFONDO SOCIALE europeo 2014 2020 Sezione 1 STRATEGIA PER IL CONTRIBUTO DEL PROGRAMMA OPERATIVO ALLA STRATEGIA DELL'UNIONE PER UNA CRESCITA INTELLIGENTE, SOSTENIBILE E INCLUSIVA E ALL ATTUAZIONE DELLA COESIONE ECONOMICA SOCIALE E TERRITORIALE5 POR CAMPANIA FSE 2014 - 20206 POR CAMPANIA FSE 2014 - Strategia per il contributo del PROGRAMMA OPERATIVO alla strate-gia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e all attuazione della coesione economica sociale e Descrizione della strategia del PROGRAMMA

regione campania programma operativo regionale fondo sociale europeo 2014 – 2020

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1 REGIONE CAMPANIAPROGRAMMA OPERATIVO REGIONALEFONDO SOCIALE europeo 2014 2020La Commissione europea con Decisione n. C (2015) 5085/F1 del 20 luglio 2015 ha approvato il PROGRAMMA OPERATIVO "POR CAMPANIA FSE " per il so-stegno del fondo sociale europeo nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" per la REGIONE CAMPANIA in Ita-lia CCI 2014IT05 SFOP020, del valore complessivo di ,00 di cui ,00 in quota FSE; con Deliberazione n. 388 del 2 settembre 2015 la Giunta Regionale ha preso atto della succitata Decisione della Commissione CAMPANIAPROGRAMMA OPERATIVO REGIONALEFONDO SOCIALE europeo 2014 2020 Sezione 1 STRATEGIA PER IL CONTRIBUTO DEL PROGRAMMA OPERATIVO ALLA STRATEGIA DELL'UNIONE PER UNA CRESCITA INTELLIGENTE, SOSTENIBILE E INCLUSIVA E ALL ATTUAZIONE DELLA COESIONE ECONOMICA SOCIALE E TERRITORIALE5 POR CAMPANIA FSE 2014 - 20206 POR CAMPANIA FSE 2014 - Strategia per il contributo del PROGRAMMA OPERATIVO alla strate-gia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e all attuazione della coesione economica sociale e Descrizione della strategia del PROGRAMMA per contribuire alla realizza-zione della strategia dell'Unione per una crescita intelligente.

2 Sostenibile e in-clusiva e per il conseguimento della coesione economica, sociale e territoriale Il PROGRAMMA OPERATIVO Regionale FSE si colloca all interno di una cornice pro-grammatica definita dalla Strategia Europa 2020 con l obiettivo di rilanciare l Europa attraverso tre priorit Crescita intelligente: sviluppare un economia basata sulla conoscenza e l innovazione , Crescita sostenibile: promuovere un economia pi efficiente sotto il profilo delle risorse, pi verde e competitiva , ed infine Crescita inclusiva: promuovere un economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale ed economica . L ambito d intervento specifico per il FSE rappresentato dalla priorit cresci-ta inclusiva , alla quale sono associati tre dei cinque indicatori selezionati dal-la Strategia Europa 2020 , che misurano l incidenza delle politiche adottate rispetto alla riduzione della povert , al riequilibrio del mercato del lavoro e al rafforzamento del capitale umano.

3 Gli indicatori proposti dalla Strategia europea sono annualmente monitorati dal Consiglio europeo attraverso i Piani Nazionali di Riforma, rispetto ai qua-li l UE esprime raccomandazioni specifiche per l allineamento della strategia nazionale a quella giugno, il Consiglio europeo ha adottato le raccomandazioni specifiche per l Italia sulla base dell analisi del PROGRAMMA Nazionale di Riforma (PNR) 2014, indicando i nodi strutturali da sciogliere per il buon funzionamento del siste-ma economico e sociale del nostro particolare, con riferimento al mercato del lavoro, la RSP n. 5 ha sollecitato l Italia ad adoperarsi per una piena tutela sociale dei disoccupati, al raffor-zamento del legame tra le politiche del mercato del lavoro attive e passive e al potenziamento del coordinamento e dell'efficienza dei servizi pubblici per l'impiego.

4 In favore dei giovani, si chiede di fornire tirocini e apprendistati di qualit e migliori servizi per quelli non iscritti ai servizi pubblici per l impiego. La nuova programmazione FSE deve, pertanto, assumere queste indicazioni come vincolanti rispetto all impianto programmatico delle politiche del lavo-ro, indirizzando la sua azione strategica verso la popolazione che presenta bassi tassi di occupazione che comprenda i giovani, le donne, gli inoccupati e i disoccupati di lunga durata, oltrech per i lavoratori che sono a rischio di disoccupazione. Ci rende necessario assumere misure di supporto per l accesso e la perma-nenza nel mercato del lavoro, agendo sia con azioni di politica attiva e di so-stegno all inserimento lavorativo, sia attraverso interventi di rafforzamento degli aspetti di sistema, a partire da quelli relativi ai servizi per l impiego e all incontro tra domanda e offerta di per il contributo del PROGRAMMA ope-rativo alla strategia dell'unione per una cresci-ta intelligente, sostenibile e inclusiva e all attuazio-ne della coesione economica sociale e territorialeSezione 17 POR CAMPANIA FSE 2014 - 2020 Deve inoltre considerare la necessit di specializzare i servizi per il lavoro ver-so i giovani NEET.

5 Includendo il potenziamento e ampliamento delle occasioni di conoscenza del mondo del lavoro, privilegiando, nella misura del possibile, forme di alternanza scuola-lavoro e contribuendo alla diffusione del tirocinio, dell apprendistato e di altri strumenti in grado di favorire l inserimento nel mercato del lavoro. La RSP n. 5 pone, inoltre, l accento sulle categorie maggiormente svantaggia-te, a rischio di povert e di esclusione sociale, chiedendo l estensione del regi-me pilota di assistenza sociale e, nel contempo, auspicando il miglioramento dell efficacia dei regimi di sostegno alla famiglia e la qualit dei servizi a favo-re dei nuclei familiari a basso reddito con figli. In tale contesto, la REGIONE dovr promuovere strumenti di inclusione attiva dei soggetti svantaggiati, a partire dal sostegno alle persone ed alle famiglie in difficolt con particolari fragilit sociali e economiche, anche attraverso il rafforzamento della gestione dei servizi per la non autosufficienza e la prima RSP n.

6 6 sollecita interventi per ridurre l abbandono scolastico e per mi-gliorare la qualit della scuola, auspica l accrescimento dell apprendimento basato sul lavoro negli istituti per l'istruzione e la formazione professionale del ciclo secondario superiore, ed infine, chiede il rafforzamento dell'istruzio-ne terziaria professionalizzante. Si sollecitano inoltre il riconoscimento delle competenze e il sostegno alla qualit dell istruzione superiore della ricerca. Riferendosi al tema dell investimento in competenze, istruzione, formazione professionale, una prima area di intervento prioritaria rappresentata dalle iniziative a contrasto della dispersione scolastica. Si assume che per ridurre il numero di giovani che abbandonano prematuramente la scuola, occorre mi-gliorare le prospettive occupazionali per chi completa il ciclo di studi e miglio-ra le sue competenze professionali.

7 A tale scopo sar necessario rafforzare il collegamento tra il sistema dell istruzione e della formazione con i settori produttivi prioritari del sistema economico , inoltre, rafforzare il sistema del riconoscimento delle competen-ze maturate anche in contesti non formali ed informali, avviando sistemi di certificazione utili alla spendibilit sul mercato del lavoro delle abilit e cono-scenze comunque acquisite, aggiornando il sistema regionale delle qualifiche professionali e della certificazione delle competenze in linea con il sistema RSP n. 3 evidenzia come il buon funzionamento della pubblica amministra-zione continua a essere un area oggetto di attenzione per l Italia. Le racco-mandazioni fanno emergere ancora le debolezze sul piano normativo e quelle relative alle procedure amministrative, nonch quelle relative capacit di ge-stire i fondi dell UE, a livello nazionale e regionale, in particolare nelle regioni del sud.

8 In particolare, si sottolinea la necessit di migliorare il coordinamen-to tra i livelli di governo, di semplificare ulteriormente il quadro normativo e amministrativo in favore di cittadini e imprese, di perseguire una maggiore efficienza nel campo della giustizia civile e di definire un quadro normativo in grado di contrastare pi efficacemente la corruzione. Considerate tali raccomandazioni il nuovo PROGRAMMA dovr puntare sul raf-forzamento di alcuni elementi fondamentali (la qualit delle risorse umane, le caratteristiche dell organizzazione, la solidit dei sistemi di gestione dei progetti, il livello di digitalizzazione, ed infine, la capacit di gestire servizi in-terattivi e gestiti in maniera associata) per determinare un generale migliora-mento della Pubblica Amministrazione sia rispetto ai rapporti con le imprese e i cittadini, sia rispetto agli standard europei di efficienza e di efficacia dei servizi pubblici in GPLGACONABUDMAVABUBUNell ambito di tale quadro di riferimento la REGIONE CAMPANIA ha delineato i suoi indirizzi e riscontrato le raccomandazioni specifiche sopra indicate te-nendo conto dei traguardi nazionali della Strategia Europa 2020 e delle rela-tive CAMPANIA l andamento recessivo che seguito alla crisi economica finan-ziaria del 2008 ha avuto un impatto significativo in termini di riduzione del PIL che, associato alle debolezze strutturali del tessuto produttivo regionale.

9 Ha determinato un maggiore disagio socio-economico rispetto ad altre realt regionali, incluse quelle del Mezzogiorno. La condizione di prolungata recessione che ha contrassegnato l ultimo quin-quennio e che trova riscontro nell andamento del PIL regionale a partire dal 2008, ha determinato, infatti, una caduta cos intensa e persistente dei livelli di attivit da allontanare la CAMPANIA dal trend di crescita medio nazionale - mettendo a repentaglio l intero sistema delle imprese, senza, tuttavia, al-terare la posizione relativa della REGIONE nel panorama meridionale. Dopo il 2007, mentre l Italia ha perso fino al 2012, quasi 102 miliardi di euro in termi-ni di PIL (a prezzi costanti), corrispondenti ad un arretramento vicino al 7%, il Mezzogiorno, le Regioni della Convergenza e la CAMPANIA hanno ceduto, rispettivamente, 33, 27 e 10 miliardi di euro (pari al 9,4%, al 9,8% e al 10,2% del 2007) seguendo un trend sostanzialmente analogo e posizionandosi, alla fine, molto al di sotto dei valori del PIL registrati nel 2000.

10 In altri termini, se nel 2000 la CAMPANIA valeva all incirca il 33,7% del PIL totale delle della Con-vergenza, questo peso non si sostanzialmente modificato nemmeno dopo l insorgere della crisi, oscillando, nel periodo in esame, tra il 34,1% del 2008 e il 33,9% del 2012 ( Economia e Industria in CAMPANIA dinamiche e caratteristi-che NVVIP, 2014).In merito a tale condizione, alcune indicazioni quantitative sul disagio econo-mico su scala regionale emergono dai dati disponibili sulla incidenza della po-vert che nel caso della CAMPANIA , con riferimento al 2012 (ultimo dato Istat disponibile) interessa il 30 % della popolazione (era il 26,2 % nel 2011). Il problema dell occupazione si pone come una delle maggiori emergenze della REGIONE . Gli indicatori del mercato del lavoro mostrano, infatti, una si-tuazione particolarmente problematica caratterizzata da una riduzione im-portante dell'occupazione accompagnata dal contestuale aumento sia dei disoccupati sia, almeno fino al 2011, della popolazione inattiva.


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