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REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI dott. Alessandro ...

1 Deliberazione n. 11/2014 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA calabria composta dai Magistrati: dott. Roberto Tabbita Presidente dott. Giuseppe Ginestra Consigliere dott. Natale Longo Consigliere relatore dott. Alessandro Verrico Referendario dott. Michela Muti dott. Raffaele Maienza dott. Elisabetta Usai Referendario Referendario Referendario Nella Camera di consiglio del 14 gennaio 2014 VISTO il testo unico delle leggi sulla CORTE dei CONTI , approvato con 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni; VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni; VISTO il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL); VISTO il regolamento n. 14/2000 sull organizzazione delle funzioni di controllo della CORTE dei CONTI , deliberato dalle Sezioni Riunite della CORTE dei CONTI in data 16 giugno 2000 e successive modifiche; VISTA la legge 5 giugno 2003, n.

1 Deliberazione n. 11/2014 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA CALABRIA composta dai Magistrati: dott.

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1 1 Deliberazione n. 11/2014 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA calabria composta dai Magistrati: dott. Roberto Tabbita Presidente dott. Giuseppe Ginestra Consigliere dott. Natale Longo Consigliere relatore dott. Alessandro Verrico Referendario dott. Michela Muti dott. Raffaele Maienza dott. Elisabetta Usai Referendario Referendario Referendario Nella Camera di consiglio del 14 gennaio 2014 VISTO il testo unico delle leggi sulla CORTE dei CONTI , approvato con 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni; VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni; VISTO il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL); VISTO il regolamento n. 14/2000 sull organizzazione delle funzioni di controllo della CORTE dei CONTI , deliberato dalle Sezioni Riunite della CORTE dei CONTI in data 16 giugno 2000 e successive modifiche; VISTA la legge 5 giugno 2003, n.

2 131; VISTO il decreto legislativo 6 settembre 2011, ; VISTA la deliberazione della Sezione delle Autonomie della CORTE dei CONTI del 20 dicembre 2011 in ordine al procedimento previsto dall , comma 2, del ; VISTO il 10 ottobre 2012, convertito dalla L. 7 dicembre 2012, n. 213; VISTA la deliberazione della Sezione Autonomie della CORTE dei CONTI n. 16/SEZAUT/2012/INPR del 13 dicembre 2012 con la quale sono state approvate le linee-guida ed i criteri per l istruttoria del piano di riequilibrio finanziario pluriennale; VISTA la deliberazione della Sezione Autonomie della CORTE dei CONTI n. 11/SEZAUT/2013/INPR del 6 marzo 2013 di integrazione delle predette linee-guida; 2 VISTO il 8 aprile 2013, convertito dalla L. 6 giugno 2013, ; VISTO il 21 giugno 2013, convertito dalla L. 9 agosto 2013, ; VISTA la deliberazione della Sezione delle Autonomie della CORTE dei CONTI n.

3 22/SEZAUT/2013/QMIG del 13 settembre 2013 con cui stata data soluzione ad alcune questioni interpretativo - applicative concernenti le norme che regolano la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale; VISTE le pronunce specifiche della Sezione sui bilanci del Comune di Reggio calabria , da ultimo sul rendiconto esercizio 2010 (deliberazione del 31 maggio 2012; deliberazione n. 294 del 15 novembre 2012); VISTA la deliberazione della Commissione Straordinaria del Comune di Reggio calabria n. 42 dell 11 dicembre 2012 Salvaguardia degli equilibri di bilancio. Ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale art. 243 bis 267/2000 trasmessa con nota prot. n. 183359 del 12 dicembre 2012 (acquisita al prot. con il n. 7412 del ); VISTE le deliberazioni della Sezione n. 309 del 13 dicembre 2012 e n.

4 7 del 30 gennaio 2013; VISTA la deliberazione della Commissione Straordinaria del Comune di Reggio calabria n. 17 dell 8 febbraio 2013 Piano di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi degli artt. 243 bis, 243 ter e 243 quater trasmessa con nota prot. n. 24433 del 15 febbraio 2013 (acquisita al prot. con il n. 722 del 18/02/2013); VISTA la nota prot. n. 49501 del 4 marzo 2013 (acquisita con prot. n. 992 del 5/03/2013) con cui la Direzione Centrale della Finanza locale presso il Ministero dell Interno ha formulato richieste istruttorie ai sensi dell quater co. 2 del TUEL; VISTA la nota prot. n. 1169 del 15/03/2013 con cui la Sezione ha comunicato al Ministero dell interno Commissione per la stabilit degli enti locali - le indicazioni istruttorie ai sensi dell art. 243-quater del TUEL, nel testo pro tempore vigente; VISTA la nota del Comune di Reggio calabria prot.

5 N. 45617 del 25 marzo 2013 (acquisita con prot. n. 1194 del 25/03/2013) avente ad oggetto piano di riequilibrio finanziario pluriennale bis - Aggiornamento . VISTA la nota prot. dell 11 aprile 2013 (acquisita con prot. n. 1403 del 12/04/2013), con cui il Comune ha riscontrato la nota ministeriale prot. n. 49501/2013; VISTA la nota prot. n. 54304 del 18 aprile 2013 (acquisita con prot. n. 1472 del 18/04/2013) con cui la Direzione Centrale della Finanza locale presso il Ministero dell Interno ha trasmesso al Comune la seconda richiesta istruttoria; VISTA la nota prot. del 28 maggio 2013 (acquisita con prot. n. 1979 del 4/06/2013), con cui il Comune ha riscontrato la nota ministeriale prot. n. 54304/2013; 3 VISTA la deliberazione commissariale del 15 luglio 2013 (trasmessa con nota prot. n.)

6 112390 del 1 agosto 2013, acquisita con prot. n. 2477 del 2/08/2013) con cui il Comune di Reggio calabria ha rimodulato, ai sensi dell , comma 15, n. 35/2013, il piano di riequilibrio finanziario pluriennale precedentemente approvato; VISTA la nota prot. n. 76391 del 25 settembre 2013 (acquisita con prot. n. 2849 del 26/09/2013) con cui la Direzione Centrale della Finanza locale presso il Ministero dell Interno ha trasmesso al Comune un ulteriore richiesta istruttoria; VISTA la nota prot. n. 159837 dell 8 novembre 2013 (acquisita con prot. n. 3174 dell 11/11/2013), con cui il Comune ha riscontrato la nota ministeriale prot. n. 76391/2013; VISTA la relazione finale redatta dalla Commissione per la stabilit degli enti locali e trasmessa con nota del Ministero dell Interno prot. n. 170084 del 5 dicembre 2013 (acquisita al prot.

7 Con il n. 4370 del 16/12/2013); VISTE le note istruttorie della Sezione prot. n. 4379 e 4380 del 17 dicembre 2013 inviate, rispettivamente, alla Commissione Straordinaria ed al Collegio dei Revisori del Comune di Reggio calabria ; VISTE le controdeduzioni prodotte dalla Commissione Straordinaria del Comune di Reggio calabria con nota prot. n. 184419 del 28 dicembre 2013 e dal Collegio dei revisori con nota del 30 dicembre (entrambe acquisite al prot. in data 30/12/2013, rispettivamente, con n. 4471 e 4470); VISTA l ordinanza con la quale il Presidente della Sezione ha convocato la Sezione per l odierna camera di consiglio; UDITO il Relatore, Consigliere Natale LONGO; FATTO E DIRITTO PREMESSA DI ORDINE GIURIDICO In via preliminare, appare necessario procedere ad una sintetica disamina dell istituto del piano di riequilibrio pluriennale, introdotto nel testo del TUEL (artt.

8 243 bis e ss.) dall art. 3, co. 1 lettera r), decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonch ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012 , convertito nella l. 213/2012. In particolare, l istituto in esame si inserisce nel sistema normativo (titolo VIII del TUEL) dedicato agli enti locali deficitari o dissestati , contribuendo a ridisegnare un ordito normativo, a funzione qualificatorio - remediale, caratterizzato da una tendenziale gradualit (cfr. Sez. Autonomie, del. n. 11/2013) delle situazioni di precariet finanziaria e dei conseguenti rimedi apprestati dall ordinamento. 4 Nell ambito del menzionato sistema, la situazione di deficitariet strutturale viene normativamente definita in ragione della violazione di determinati parametri finanziario/contabili individuati da decreto ministeriale, e parallelamente il suo risanamento affidato alla competenza degli ordinari organi dell ente, salvo l assoggettamento a particolari vincoli normativi e a controlli selettivi da parte di una commissione insediata presso il Ministero dell interno.

9 La situazione di predissesto si verifica invece allorquando ricorrano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario , non rimediabili mediante gli ordinari strumenti previsti dagli articoli 193 e 194 del TUEL, cui l ente locale pu ora far fronte attraverso l approvazione di un piano di riequilibrio pluriennale (al massimo decennale), attuato dai medesimi organi ordinari dell ente, ma assoggettato a puntuali requisiti e prescrizioni nonch soggetto all approvazione iniziale e alla vigilanza semestrale in fase attuativa da parte della CORTE dei CONTI . La situazione sostanziale di pre-dissesto viene dunque definita, in positivo, dalla sussistenza di squilibri strutturali di bilancio , i quali, stante l attuale conformazione del documento contabile relativo agli enti locali ( bilancio di competenza mista), possono agevolmente esser individuati nell esistenza di disavanzi di gestione (nonch nei servizi conto terzi) e soprattutto di amministrazione, non rimediabili ex artt.

10 193 e 194 TUEL. La definizione della situazione sostanziale di pre-dissesto si completa, in negativo ( in grado di , recita la norma, evidenziando la necessit che non si versi gi in una situazione finanziaria ormai compromessa), in ragione dell assenza di una situazione gestional-finanziaria tale da reclamare la dichiarazione di dissesto finanziario, giuridicamente obbligatoria ex art. 244 del TUEL. Situazione che si verifica allorquando l ente non possa garantire l assolvimento delle funzioni fondamentali ( dissesto per ragioni funzionali) ovvero pi frequentemente qualora non riesca a far validamente fronte ai propri debiti liquidi ed esigibili ( dissesto per ragioni finanziarie), ipotesi quest ultima liminare rispetto alla situazione di predissesto eppure teoricamente distinta in quanto definita non tanto sul terreno della competenza ( squilibri di bilancio , presupposto del pre-dissesto), quanto prevalentemente della cassa (sebbene i deficit di cassa siano quasi sempre preannunziati da problematiche di competenza ).


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