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VAL MALENCO , GEOLOGIA, MINERALOGIA ED …

VAL MALENCO , GEOLOGIA, MINERALOGIA ED ETNOGRAFIA. La Valmalenco posta a Nord della Lombardia una tipica valle alpina di insediamento montano che nota anche per la peculiarit della sua geologia e dei suoi minerali. La formazione della valle si inquadra nella teoria della "Tettonica delle Placche". Tale teoria elaborata nel primo Novecento ha avuto riconoscimenti solo dopo oltre mezzo secolo con il termine di "Deriva dei Continenti". Essa prevede che la superficie terrestre sia suddivisa in placche litosferiche principali, e secondarie. Le placche o "zolle" sono parti della crosta terrestre con spessori che variano dai 7 Km della crosta oceanica agli 80 o pi "cratoni" continentali. Le placche pi . grandi includono interi continenti e oceani. Esse hanno un comportamento rigido al loro interno ma si muovono reciprocamente a causa dei moti convettivi del sottostante mantello plastico causati dal calore generato dalle reazioni nucleari che avvengono nelle parti centrali del nostro pianeta.

2 anche le acque del torrente Lanterna proveniente da est). Il Mallero con la sua irruenza ha scavato profondamente la Val Malenco e con i sedimenti trasportati ha formato la

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1 VAL MALENCO , GEOLOGIA, MINERALOGIA ED ETNOGRAFIA. La Valmalenco posta a Nord della Lombardia una tipica valle alpina di insediamento montano che nota anche per la peculiarit della sua geologia e dei suoi minerali. La formazione della valle si inquadra nella teoria della "Tettonica delle Placche". Tale teoria elaborata nel primo Novecento ha avuto riconoscimenti solo dopo oltre mezzo secolo con il termine di "Deriva dei Continenti". Essa prevede che la superficie terrestre sia suddivisa in placche litosferiche principali, e secondarie. Le placche o "zolle" sono parti della crosta terrestre con spessori che variano dai 7 Km della crosta oceanica agli 80 o pi "cratoni" continentali. Le placche pi . grandi includono interi continenti e oceani. Esse hanno un comportamento rigido al loro interno ma si muovono reciprocamente a causa dei moti convettivi del sottostante mantello plastico causati dal calore generato dalle reazioni nucleari che avvengono nelle parti centrali del nostro pianeta.

2 Le interazioni tra i bordi delle placche in movimento danno origine a tutti i fenomeni geologici, sia a grande che a piccola scala; uno degli effetti geologici pi vistosi la formazione delle grandi catene montuose come il sistema Alpino-Himalaiano al cui interno giace la val MALENCO che un minuscolo segmento di un sistema montuoso che si estende dal Nord Africa occidentale fino alla penisola Indocinese, ma anche uno dei settori geologicamente pi interessanti delle nostre Alpi. L'origine delle Alpi risale a tempi assai remoti, e la loro evoluzione comincia 300 milioni di anni fa nel Carbonifero Superiore. In quel periodo le terre emerse erano riunite in un unico supercontinente chiamato Pangea, ma fenomeni legati al riscaldamento della crosta hanno fatto si che nel Triassico (245 milioni di anni) si avesse un assottigliamento della porzione centrale del supercontinente in cui si formarono enormi fratture, in conseguenza delle quali le placche paleoeuropea e paleoafricana si divisero e si allontanarono con la formazione locale dell'oceano ligure-piemontese.

3 Tale evento ha dato luogo alla formazione di importanti depositi calcarei di mare poco profondo che ritroviamo nella nostra valle intercalate alle rocce basiche derivate dalla crosta basaltica formatasi nel paleo-oceano: cio serpentini e anfiboliti Alla fine del Giurassico circa 130 milioni di anni fa, mut il senso di movimento e le placche europea e africana tornarono ad avvicinarsi nuovamente fino a entrare in collisione. E' in questo momento che inizia il processo di formazione della catena alpina. Durante la collisione, i margini continentali europeo e africano si sono accavallati e suddivisi in numerose "scaglie". Il protrarsi delle spinte orizzontali ha accavallato le une sulle altre queste scaglie, dando origine alle falde di ricoprimento vaste centinaia di km quadrati. Successivamente alla loro formazione e sovrapposizione, anche alcuni brandelli di quello che era stato il fondale basaltico dell'oceano ligure-piemontese e i sedimenti marini accumulati ( in parte fusi) sono stati incorporati tra le falde, e trascinate a varie profondit ,alcune fino a parecchie decine di chilometri all'interno della crosta terrestre, dove hanno subito complesse trasformazioni mineralogiche e strutturali dette metamorfismo, vale a dire cambiamento chimico e strutturale per effetto dell'aumento di temperatura e pressione; formano ora le cosiddette "rocce basiche" composte da serpentiniti e anfiboliti.

4 Da un punto di vista naturalistico la val MALENCO circondata da cime montuose che raggiungono e superano i 3000 metri da cui discendono numerosi torrenti che si raccolgono tutti a sfociare nel Mallero. Questo torrente nasce dalla confluenza dei torrenti Ventina, Muretto e Sissone al Pian del Lupo nei pressi di Chiareggio, cos ingrossato percorre tutta la valle sfociando in Valtellina (all'altezza dell'abitato di Chiesa raccoglie 1. anche le acque del torrente Lanterna proveniente da est). Il Mallero con la sua irruenza ha scavato profondamente la Val MALENCO e con i sedimenti trasportati ha formato la conoide di Valtellina su cui sorta la citt Sondrio. Le valli malenche sono le tipiche valli glaciali ad "U" formate dall'erosione dovuta all'azione dei ghiacciai, anche le rocce sporgenti sono state arrotondate dall'abrasione glaciale. Premesso che la situazione geologica di tutta la Val MALENCO molto complessa per l'esistenza di falde sovrapposte di diversa composizione, che sono localmente frantumate e rimescolate a formare un puzzle inestricabile, da un punto di vista geologico ha la particolarit di essersi formata in corrispondenza di una faglia di subduzione facente parte dallo scontro della placca continentale africana in subduzione di quella europea.

5 Il punto di sottoscorrimento principale localizzato lungo la valle fluviale dell'Adda, per cui i fianchi della Valtellina appartengono rispettivamente quella a nord alla placca europea e la prealpina a sud all'africana. L'immane scontro ha provocato il sovrascorrimento di vasti strati che frantumandosi hanno incluso lembi di eruzioni sottomarine con tracce di sedimenti carbonatici. Se ci potessimo proiettare molto indietro ai tempi delle grandi glaciazioni noteremmo che i ghiacciai ricoprivano gran parte della valle, fino ad una quota superiore ai metri. era una coltre di ghiaccio dalla quale emergevano solo le cime pi alte. L'azione di questo enorme massa ghiacciata in lento e inesorabile movimento modell la valle e sbucando presso Sondrio come ghiacciaio pensile confluiva con il ghiacciaio della valle dell'Adda. Fu un'azione che si esercit pi volte finch il ghiacciaio MALENCO diecimila anni, fa sub . la definitiva ritirata. Fra le terre liberate dal ghiaccio alla fine della glaciazione, quelle di media montagna si rivelarono le pi propizie ad accogliere gli animali ed i primi insediamenti umani, perch.

6 Il fondovalle valtellinese era in gran parte paludoso. (ancora nel 1700 si coltivava il riso). Ecco apparire, dunque, alle porte della Valmalenco le prime trib di cacciatori raccoglitori che vi si stabilirono definitivamente intorno al 3000 Et della pietra, del ferro e del bronzo trascorsero senza grandi scosse in questo lembo della Valtellina, poi tutto cambi ; penetrarono infatti nella valle in successione:Liguri, Etruschi, Galli ed infine i Romani. Solo nel 252 questa valle entr a pieno titolo nella storia perch si inizi , da parte dei romani, la costruzione della strada carovaniera che da Sondrio, risalendo l'intera valle, scavalcava il passo del Muretto e scendeva in Engadina, consentendo un passaggio rapido fra territori latini al di qua della catena retica e i territori romanizzati a nord della Rezia. Tale strada stata utilizzata nei secoli successivi come via commerciale portando agli abitanti notevoli utili economici sia con l'esportazione di materiale per l'edilizia (in particolare beole e olle), sia per servizi prestati come guide, con animali da soma e con dazi, balzelli ecc.

7 Fino in et viscontea. Ancora nel 1606 un governatore dei Grigioni Svizzeri da cui la Valtellina era dominata, Guler von Weinceck, uomo d'armi e governatore della Valtellina per le Tre Leghe Grigie nel biennio 1587-88 scriveva: " Fra Chiesa e Bosco (l'odierna Chiareggio), sul versante sinistro per chi entra in Valmalenco, vi un ponte elastico di pietra, fatto di tegoloni lisci, sottili e lunghi. E tegole appunto vengono di l esportate in tutta la Valtellina ed anche in luoghi pi . lontani, esse coprono i tetti molto bene ed elegantemente e vengono vendute a misura. In Valmalenco esiste pure una pietra ollare, con cui si fabbricano lavaggi d'ogni genere, ossia pentole di pietra; si provvedono di questi non solo la Valtellina, ma anche altri paesi. In questa valle si coltivarono anche miniere di ferro, e vi si trovarono dei cristalli". 2. La geologia della Valle e la trasformazione delle rocce ancestrali di cui sono formate le montagne sono state, e ancora sono, una parte importante dell'economia valligiana.

8 La tradizionale e antica attivit estrattiva delle pietre ornamentali e da costruzione, della pietra ollare, e in un passato recente anche dell'amianto e del talco, non che la continuazione delle antichissime lavorazioni metallurgiche per l'estrazione del ferro e del rame di epoca preromana. I borghi abitati della valle MALENCO si formarono per ragioni agricole come coagulo di abitazioni poste al centro delle zone disboscate intorno all'anno 1000 per essere utilizzate per l'agricoltura e il pascolo. La geologia della val MALENCO ha dato in passato, e d ancora oggi lavoro a molti residenti e rappresenta una quota importante dell'economia della valle. Non bisogna per trascurare il lato scientifico delle caratteristiche del territorio che hanno consentito con la loro peculiarit alla formazione di oltre 300 specie di minerali fra cui alcuni di rinomanza internazionale. Alla complessa storia geologica della Valmalenco e alla grande variet di rocce affioranti non poteva che corrispondere una ricca ed eccezionale presenza di minerali non solo di interesse economico ma anche scientifico e collezionistico: fra tutti spicca il raro Demantoide (variet verde dell'andradite), Quarzo, Perovskite, Artinite, Brugnatellite, sono alcuni esempi dei minerali pi famosi, ma sono stati trovati diversi minerali rarissimi; fra essi la Lindsleyite, la Redledgeite, la Lizardite cristallizzata, l'Helvite, l'Ekanite, la Calzirtite (quest'ultima con cristalli fra i pi belli al mondo).

9 Non deve meravigliare dunque il fatto che alcuni dei minerali citati siano presenti nei pi . qualificati musei di MINERALOGIA italiani ed esteri. In Valmalenco i terreni coltivabili sono scarsi e la popolazione sempre stata dai tempi pi remoti dedita alla pastorizia di bovini, capre, pecore e maiali per consumo personale. Nella comunit insediata nel XII -XII secolo, i prati per la fienagione erano privati, mentre erano organizzate in propriet collettive i boschi a legna e le zone per il pascolo estivo d'alta montagna nei caratteristici "alpeggi" per l'allevamento bovino. Le basi dell'alimentazione per lungo tempo sono state principalmente Burro, formaggio e verdure dell'orto, con acquisto di granaglie dal fondovalle valtellinese. La popolazione da quando stata censita si mantenuta intorno alle 1500 - 2000 anime fino all'Unit Italiana con un calo a soli 800 persone durante l'epidemia di peste del 1630. Dal censimento del 1861 dopo l'unit d'Italia stato un continuo incremento dei residenti anche se stata anche oggetto di una continua emigrazione, anche oltreoceanica, Oggi gli abitanti sono circa 7000.

10 Nel 1630 gli abitanti si ridussero a 800 circa per la peste nel 1706 gli abitanti erano 2682. nel 1798 erano diventati 3040. nel 1812 un censimento contava in Valmalenco 3099 abitanti nel 1853 si contarono 4576 anime nel 1880 si arriv ai 5315 abitanti nel 1961 erano passati a 7690. Dopo questa data con lo sviluppo automobilistico si moltiplicarono le costruzioni degli alberghi e delle seconde case riversando in valle numerosi villeggianti estivi e sciatori invernali che portarono ulteriore benessere. Un cenno meritano anche gli importanti benefici economici, diretti ed anche indiretti, che le infrastrutture: strade, gallerie e ponti realizzate per la costruzione delle dighe e delle centrali idroelettriche hanno portato allo sviluppo turistico. Le due grandi dighe dell'Alpe Gera e di Campo Moro, poste a metri 2100 di altitudine 3. in alta Val MALENCO , sbarrano e trattengono le acque di fusione dei ghiacciai e dei bacini idrografici del settore orientale della valle, nel loro percorso in condotte forzate di una dozzina di chilometri fino a Sondrio (posto a 300 metri ) con circa 1800 metri di dislivello azionano tre grandi centrali idroelettriche in successione, fra cui quella di Lanzada (posta oltre mille metri pi in basso), che una fra le pi grandi centrali idroelettriche lombarde.


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