Example: barber

DiFesa Dalle Gelate tarDiVe - InfoKeeper

267 DiFesa Dalle Gelate tarDiVeNell areale frutticolo piemontese esistono zone nelle quali il rischio di Gelate prima-verili abbastanza frequente: risulta dunque utile riportare sinteticamente le indica-zioni necessarie per ridurre i rischi di questo fenomeno che, in alcune annate, pu compromettere completamente la ricorda che tutte le indicazioni riportate nel capitolo relativo alla DiFesa attiva si ri-feriscono esclusivamente alle Gelate primaverili e non invernali contro le quali questi mezzi sono inefficaci od addirittura di gelateDal punto di vista della loro dinamica le Gelate si distintinguono in:1.

268 Questi passaggi producono in natura un importante rilascio di energia sotto forma di calore, che costituisce un fondamentale meccanismo di autoregolazione naturale

Information

Domain:

Source:

Link to this page:

Please notify us if you found a problem with this document:

Other abuse

Advertisement

Transcription of DiFesa Dalle Gelate tarDiVe - InfoKeeper

1 267 DiFesa Dalle Gelate tarDiVeNell areale frutticolo piemontese esistono zone nelle quali il rischio di Gelate prima-verili abbastanza frequente: risulta dunque utile riportare sinteticamente le indica-zioni necessarie per ridurre i rischi di questo fenomeno che, in alcune annate, pu compromettere completamente la ricorda che tutte le indicazioni riportate nel capitolo relativo alla DiFesa attiva si ri-feriscono esclusivamente alle Gelate primaverili e non invernali contro le quali questi mezzi sono inefficaci od addirittura di gelateDal punto di vista della loro dinamica le Gelate si distintinguono in:1.

2 Gelata da irraggiamento: determinata dalla veloce perdita di calore del terreno in quanto l aria calda, pi leggera, sale agli strati Gelata da avvezione: provocata dalla repentina invasione di correnti dai quadran-ti Gelata da evaporazione: meno frequente ma assai pericolosa, avviene quando la pianta bagnata (rugiada o pioggia) e l umidit si abbassa velocemente (vento). In tale situazione si ha la cessione di calore dalla pianta all aria con rapido abbassa-mento di temperatura del vegetale ultimi anni, come succede quasi sempre, i tre tipi di gelata non si sono presentati distinti tra di loro ma si sono susseguiti.

3 Generalmente, si verifica una avvezione di masse di aria fredda provenienti da nord-est caratterizzate da vento secco che abbas-sano l umidit relativa; su questa situazione meteorologica, si innesca facilmente una notevole stabilit dell atmosfera e durante la notte, un abbondante perdita di calore (irraggiamento notturno), che abbasser pericolosamente la temperatura al di sotto della soglia nostri areali, le Gelate si manifestano in annate con primavere molto anticipate e caratterizzate dai fenomeni di bassa umidit relativa (fenomeno abbastanza ricorren-te negli ultimi 10 anni).

4 L inizio del periodo critico delle Gelate si ha quindi alla ripresa vegetativa ed in questo momento che vanno quindi concentrati i maggiori tecniciPASSAGGIO DI STATO E CALORE LATENTEI cambiamenti di stato interessanti l acqua in natura sono:3 Da vapore acqueo ad acqua (condensazione), con cessione di energia sotto forma di calore latente circa 600 Da acqua a ghiaccio (solidificazione), con cessione di circa 80 Da vapore a ghiaccio (sublimazione), con cessione di circa 680 passaggi producono in natura un importante rilascio di energia sotto forma di calore, che costituisce un fondamentale meccanismo di autoregolazione naturale dell atmosfera con cessione o assorbimento di calore dall ambiente.

5 In particolare il passaggio da acqua a ghiaccio quello che si sfrutta nei mezzi alta la disponibilit d acqua dell atmosfera (sotto forma di vapore o di acqua li-quida), pi alta sar la capacit della massa d aria di frenare l abbassamento TERMICAN ella dinamica di formazione della gelata, da irraggiamento notturno, si verifica re-golarmente una stratificazione dell aria fredda a partire dal terreno verso l alto per due motivi:3 l aria fredda in condizioni di stabilit barometrica, tende a portarsi in basso perch pi pesante, inoltre, l aria stessa si adegua alla temperatura del terreno che diventa pi freddo per progressiva perdita di calore da irraggiamento notturno; si verifica in questo modo una micro inversione termica in prossimit del suolo con tempe-rature crescenti per diversi metri verso l alto fino ad una altezza oltre la quale la temperatura ritorna a decrescere od a rimanere costante.

6 E quindi abbastanza fre-quente riscontrare danni da gelo sulla stessa pianta fino ad una certa altezza dal terreno e nessun danno nella parte pi alta della chioma. Questa micro inversione in genere di breve durata e pu facilmente essere interrotta dall insorgere di qual-che brezza che rimescoler lo strato di atmosfera pi vicino al terreno e ristabilir quindi l omogeneit di quindi preferibile misurare le temperature di allarme ad una altezza di 0/60 cm, valutando cos fin dall inizio se si sta verificando un inversione termica che un chiaro sintomo premonitore di gelata da se le condizioni di stabilit dell aria sono durature e se la conformazione del terreno lo facilit.

7 Si possono formare dei veri e propri laghi di aria fredda, dove il danno da gelata sar molto frequente e grave. In questi casi, ogni accorgimento che faciliti lo scorrimento dell aria ed impedisca i ristagni, come la disposizione dei filari e delle barriere frangivento, sar utile a ridurne il metodi di difesaDIFESA PASSIVASi basa su mezzi preventivi:3 ubicazione degli appezzamenti: esclusione delle zone storicamente soggette alle Gelate primaverili3 collocazione di barriere frangivento: evitare l adozione di questo sistema nelle zone soggette a ristagni d aria (es.)

8 Ai piedi di un pendio) in quanto si potrebbe avere un peggioramento del tecniche colturali: Irrigazione per scorrimento, sfalcio del tappeto erboso, utilizzo di specie o variet resistenti, colturali: DiFesa Dalle Gelate tardive269 DiFesa ATTIVAI sistemi utilizzabili, per la DiFesa attiva Dalle brinate sono diversi e seppur con le do-vute differenze nessuno di questi si pu dire affidabile al 100%, tant che pu essere presa in considerazione la possibilit di un utilizzo combinato dei vari sistemi. generatori di caLore (candeLe antigeLo)Si tratta di creare molti punti di ri-scaldamento, da 300-3 0 candele per ettaro, con una distribuzione pi concentrata sui bordi tenendo conto della direzione prevalente del vento; presentano una azione limitata a tem-perature di - 4 / - C ed in assenza di vento.

9 Il sistema sinora utilizzato da diverse aziende della zona, si basa sull utilizzo di candele di cera che ven-gono accese gradualmente nelle notti di pericolo seguendo l abbassarsi delle temperature (Fig. 1).Allo scopo di accelerare l operazione di accensione si consiglia nel primo passaggio di attivare il 0% delle can-dele iniziando Dalle zone pi estreme e completando con il passaggio successivo, l ac-censione delle rimanenti. Per velocizzare l accensione che non molto pratica, in genere si usa una miscela di gasolio (70-80%) e benzina (20-30%), che viene versata sui bidoni di cera ed incendia-ta con una torcia od un cannello a gas.

10 Di norma i modelli disponibili presentano una durata di 8-12 ore: l equivalente di 1-2 :3 Possibilit di adattare la spesa necessaria all intensit del freddo (accenderne una su tre per esempio).3 Facilit di messa in Possibilit di spegnimento in caso di falso :3 Alto costo di gestione proprio perch sono necessarie continue sostituzioni del ma-teriale; questo fa si che se ne sconsigli l utilizzo in zone o su variet molto soggette al fenomeno delle Fumosit che anche se non molto elevata, ne fa sconsigliare l utilizzo in prossimit dei centri urbani o delle Non funziona come metodo di DiFesa in presenza di brinate per avvezione o comun-que in presenza di Materiale scomodo da 1 DiFesa antigelo con candelepratiche colturali.