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Scheda BLUETONGUE Pag. 1 BLUETONGUE Caratteristiche della patologia Informazioni Malattia Nome patologia BLUETONGUE (febbre catarrale degli ovini). Agente/i eziologico/i BLUETONGUE virus (BTV), virus a RNA privo di envelope, di cui sono conosciuti 24 sierotipi, appartenente al genere Orbivivirus famiglia delle Reoviridae. Il genere Orbivirus comprende 20 specie virali correlate fra loro, BTV in particolare presenta numerose analogie sierologiche coi virus appartenenti al sierogruppo responsabile della malattia emorragica epizootica del cervo (EHD). Breve descrizione Patologia infettiva, non contagiosa, che pu colpire numerosi ruminanti quali pecora, capra, bovino, bufalo, cervo e varie specie di antilope; il contagio possibile anche in altre specie. L infezione naturale causata, pressoch esclusivamente, da moscerini ematofagi del genere Culicoides che fungono da vettori biologici; diffusa in varie aree del mondo e la sua presenza sempre correlata a quella del vettore.

Scheda bluetongue Pag. 2 1.1/2.2 Presenza e frequenza della malattia in regioni / Stati confinanti In Italia sono presenti i sierotipi 1, 2, 4, 8, 9 e 16 con distribuzione differente nelle varie Regioni.

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1 Scheda BLUETONGUE Pag. 1 BLUETONGUE Caratteristiche della patologia Informazioni Malattia Nome patologia BLUETONGUE (febbre catarrale degli ovini). Agente/i eziologico/i BLUETONGUE virus (BTV), virus a RNA privo di envelope, di cui sono conosciuti 24 sierotipi, appartenente al genere Orbivivirus famiglia delle Reoviridae. Il genere Orbivirus comprende 20 specie virali correlate fra loro, BTV in particolare presenta numerose analogie sierologiche coi virus appartenenti al sierogruppo responsabile della malattia emorragica epizootica del cervo (EHD). Breve descrizione Patologia infettiva, non contagiosa, che pu colpire numerosi ruminanti quali pecora, capra, bovino, bufalo, cervo e varie specie di antilope; il contagio possibile anche in altre specie. L infezione naturale causata, pressoch esclusivamente, da moscerini ematofagi del genere Culicoides che fungono da vettori biologici; diffusa in varie aree del mondo e la sua presenza sempre correlata a quella del vettore.

2 Nella maggior parte delle specie colpite l infezione decorre in maniera asintomatica con viremie anche prolungate. Alcune razze di pecora, cervi e antilopi risultano tuttavia particolarmente sensibili al virus con forme cliniche gravi e mortalit elevata (fino al 90%). Anche capra e bovino (solo infezioni da sierotipo 8) possono manifestare segni clinici, in genere lievi e con mortalit notevolmente ridotta. Le forme conclamate nelle specie sensibili sono severe con febbre, ottundimento del sensorio, anoressia, edema, dispnea, scialorrea, aree iperemiche, cianotiche o ulcerate, vari sintomi gastroenterici e respiratori. La diagnosi si basa sull isolamento del virus e sugli esami sierologici. la lotta impiega varie strategie (vaccinazione, biosicurezza, controllo del vettore e delle movimentazioni).

3 BTV non un agente zoonosico. 1 Rilevanza della patologia Presenza e frequenza dell agente eziologico sul territorio regionale / extraregionale Presenza e frequenza della malattia in Regione Lombardia Nessun Focolaio in Regione Lombardia, attualmente la Regione non sottoposta a regime vaccinale obbligatorio. Nel 2009, a seguito dell ingresso di BTV-8 in Veneto, stata effettuata una campagna vaccinale obbligatoria per i bovini nella provincia di Mantova (decreto direzione generale sanit n. 7209 del 02/07/2008). Sul territorio regionale attiva la sorveglianza sierologica (aziende di bovini sentinella e macello) ed entomologica (trappole fisse e mobili). Nel 2009 nessun caso riscontrato in Regione Lombardia contestualmente ai controlli in aziende bovine e al macello (quadro di contesto 2010).

4 Tutte le Provincie della Regione Lombardia sono state considerate stagionalmente libere dal Ministero della Salute nel periodo - Scheda BLUETONGUE Pag. 2 Presenza e frequenza della malattia in regioni / Stati confinanti In Italia sono presenti i sierotipi 1, 2, 4, 8, 9 e 16 con distribuzione differente nelle varie Regioni. Numerosi focolai negli ultimi anni in varie Regioni italiane: 2002: 392 focolai (Sardegna, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Lazio, Campania) 2003: focolai (1 in Sicilia, i restanti in Sardegna) 2004: 131 focolai (Sardegna) 2006: 238 focolai (1 in Sicilia, i restanti in Sardegna) 2007: 19 focolai (Veneto e Sardegna) 2008: 61 focolai (Veneto, Piemonte, Sardegna, Sicilia) 2009: 20 focolai (Veneto, Sardegna, Sicilia, Campania) 2010: 36 focolai (Sardegna, Sicilia, Campania) 2011: attualmente registrati 6 focolai (Sardegna, Sicilia, Campania) Numerosi focolai in Europa negli ultimi anni che hanno interessato pressoch tutti gli Stati confinanti con l Italia.

5 Frequenza eventuali epidemie (specificare aree) Incursioni, pi o meno sporadiche, in vari Paesi comunitari dell area mediterranea fino alla fine degli anni 90. Dal 1998 numerose epidemie e numerosissimi focolai in Europa, Tra le pi rilevanti: 1998: inizio dell epidemia in Grecia e diffusione in tutti i Paesi del mediterranei negli anni successivi. 2000: BTV-2 in Sicilia, Sardegna e Calabria (anche BTV-9). Nella sola Sardegna vennero perse oltre pecore (malattia o abbattimento). 2001: epidemia in Italia (chiusa nell aprile 2002), con la perdita di oltre ovini. 2003: BTV-4 in Sardegna, epidemia con focolai. 2006: BTV-8 in Olanda con diffusione dell epidemia in Germania, Belgio, Lussemburgo e Francia con oltre 2000 focolai (colpiti anche i bovini). 2007: BTV-8 in Nord Europa con oltre focolai.

6 2008: BTV-8 in Francia con circa focolai Animali / Vettori / Ambiente Suscettibilit alla malattia diversa a seconda della specie e della razza. I bovini possono svolgere un ruolo epidemiologico importante per la trasmissione della patologia (viremia prolungata in assenza di segni clinici). Non chiaro il ruolo degli artiodattili non ruminanti nel ciclo della patologia. La presenza della patologia sul territorio indissolubilmente legata a quella del vettore e all attivit ematofaga delle femmine adulte. Nonostante, in condizioni favorevoli, il virus possa mantenersi stabile per lungo tempo, la contaminazione ambientale non svolge un ruolo rilevante nel ciclo della patologia; risulta invece fondamentale la presenza di un ambiente favorevole (aree umide, clima temperato) per lo sviluppo e la diffusione del vettore.

7 Scheda BLUETONGUE Pag. 3 Eventuali cicli stagionali / focolai influenzati da anomalie climatiche I cicli stagionali sono tipici delle aree temperate poste alle latitudini periferiche dell area di attivit del virus, correlati all attivit ematofaga del moscerini adulti. Anomalie climatiche quali abbondanti piogge e innalzamenti anticipati della temperatura possono alterare la stagionalit della malattia favorendo lo sviluppo anticipato del vettore. Fattori che favoriscono la presenza dell'agente (scarse misure igieniche, biosicurezza, management, ecc.) Scarso grado di biosicurezza. Scarso controllo dei confini e degli animali a rischio movimentati, mancata lotta al vettore, presenza di ambiente favorevole alla riproduzione del vettore (clima temperato, disponibilit di acqua), assenza di una corretta sorveglianza epidemiologica, presenza promiscua di specie portatrici asintomatiche e sensibili in aree dove presente il vettore.

8 Stabilit nell'ambiente dell'agente eziologico Date le modalit di trasmissione della patologia la stabilit ambientale del virus risulta poco rilevante. Buona resistenza ambientale in particolare in presenza di proteine (anche anni), virus stabile a pH 6-8 inattivato dalle alte temperature (50 C per 3 ore o 60 C per 15 minuti) ed alcuni disinfettanti. Possibilit di eliminare l'agente dall'ambiente Possibile. Dipende per dalla presenza del vettore e dal ruolo della fauna selvatica. Numero di specie domestiche colpite Numero di specie domestiche colpite (indicare anche quali) Elevato. Pecora, capra, bovino, bufalo, cervidi e camelidi da allevamento. Descritta anche nel cane (vaccini contaminati). Velocit di diffusione Rapidit di diffusione nell'allevamento Variabile a seconda della presenza del vettore e dei mezzi di controllo.

9 In assenza di mezzi di controllo la diffusione molto rapida con morbilit fino al 100% nella pecora. Rapidit di diffusione tra allevamenti Variabile a seconda della presenza del vettore e dei mezzi di controllo. In assenza di mezzi di controllo la diffusione molto rapida con morbilit fino al 100% nella pecora. Capacit di diffondersi senza movimentazione di animali Variabile a seconda della presenza del vettore e dei mezzi di controllo. In assenza di mezzi di controllo il virus ha un elevata capacit di diffondersi senza movimentazione di animali, sfruttando il vettore. Culicoides spp. tende a non allontanarsi troppo dal luogo di nascita, tuttavia i venti lo possono trasportare a notevole distanza (fino a centinaia di chilometri). Alcuni Autori hanno ipotizzato che l introduzione di BTV-2 in Sardegna e nelle isole Baleari, attorno al 2000, sia dovuta al trasporto dei vettori dal Nord Africa ad opera dei venti (analogamente a quanto avviene per la sabbia a seguito delle tempeste).

10 Vettori come reservoir e potenziali fonti di contagio Ciclo della patologia influenzato da vettori S , il mantenimento dell infezione naturale possibile solo in presenza dell artropode vettore. I vettore biologici della BLUETONGUE sono moscerini ematofagi del genere Culicoides, a cui appartengono oltre 1400 specie (quasi tutte ematofaghe) ma solo una minima percentuale ha un ruolo nella trasmissione della malattia (con differenze a livello di specie portatrice e sierotipo coinvolto). Scheda BLUETONGUE Pag. 4 Presenza del vettore sul territorio regionale / nazionale Vettore presente stabilmente in Regione Lombardia e sul territorio Nazionale. C. imicola il vettore classico dei ceppi di origine africana. Prima del 1998 la presenza della malattia in Europa era correlata alla sua distribuzione, successivamente, BTV stato isolato anche in esemplari delle specie appartenenti ai gruppi pulicaris e obsletus (solo lo 0,4% degli individui sembra in grado di fungere da vettore biologico).


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