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Il libro della Sapienza - oblati.org

Capitolo 42 Il libro della Sapienza Il titolo greco del libro (Sophia Salomonos) mette lo scritto sotto il patronato del re saggio d Israele (Sap 9, )1, cos come avviene anche per il Qoelet e per il Cantico dei cantici. Il genere sapienziale di quest opera soprattutto dimostrativo: esso tesse un elogio della sa-pienza biblica (specialmente nei capp. 6-9, centrali) con il duplice scopo di difendere la fede e la cultura ebraica di fronte alle tentazioni e alle polemiche provenienti dagli splendori della cultura pagana ellenistica (fine apologetico), e insieme instaurare un dialogo interreligioso con gli elementi pi elevati della Sapienza e della cultura del tempo e dell ambiente della sua composizione (fine kerygmatico-didascalico missionario)2, in polemica con la filosofia mate-rialistica di Eraclito e di Epicuro (cf.)

2 dell’ebreo apostata4 che con foga cerca di cancellare la testimonianza odiosa dei fratelli che sono rimasti fedeli5 (cf. Sap 2.12-20). «La pensano così, ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i segreti di Dio; non sperano nel salario per la santità

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1 Capitolo 42 Il libro della Sapienza Il titolo greco del libro (Sophia Salomonos) mette lo scritto sotto il patronato del re saggio d Israele (Sap 9, )1, cos come avviene anche per il Qoelet e per il Cantico dei cantici. Il genere sapienziale di quest opera soprattutto dimostrativo: esso tesse un elogio della sa-pienza biblica (specialmente nei capp. 6-9, centrali) con il duplice scopo di difendere la fede e la cultura ebraica di fronte alle tentazioni e alle polemiche provenienti dagli splendori della cultura pagana ellenistica (fine apologetico), e insieme instaurare un dialogo interreligioso con gli elementi pi elevati della Sapienza e della cultura del tempo e dell ambiente della sua composizione (fine kerygmatico-didascalico missionario)2, in polemica con la filosofia mate-rialistica di Eraclito e di Epicuro (cf.)

2 Sap 1,16-2,9) e con l uso greco di divinizzare le crea-ture e gli umani (cf. Sap 13; 14,12-21). E possibile leggere le parti, in cui il libro viene comunemente diviso (Sap 1-5; 6-9; 10-19), come una celebrazione della Sapienza divina: a) nella conoscenza ultima che essa procura circa la condizione umana (Sap 1,1-6, ); b) in un iniziazione orante al mistero di Dio (Sap 6,22-9,18); c) nello svelamento finale del senso del dramma della storia e della terra, esemplificato dalla dialettica originaria tra Israele ed Egitto/Canaan (Sap 10-19). 1. Dio non ha creato la Egli infatti ha creato tutte le cose perch siano (Sap 1, ): Sap 1,1-6,21 L immortalit e sua natura Il colto giudeo di Alessandria di Egitto si sente in grado di parlare con chiarezza dell eternit del destino umano, se vero che la vita degli esseri umani stata posta in essere dall amore del Creatore, amante della vita (cf.

3 Sap 11,24-26). Nella prima parte della sua o-pera, egli parte dalla memoria biblica del soffio vitale del Creatore che riempie l universo e, abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce (Sap 1,7-8; 15,11; cf. Gen 2,7)3. Quel soffio lo spirito incorruttibile di Dio (to aphtharton sou pneuma), presente in tutte le cose (cf. Sap 12,1) e principio dell immortalit . Amante della vita, come il suo Dio, si oppone alla visione materialistica della vita che de-scrive in Sap 2,2-5 e a quella edonista descritta in Sap 2,6-11. Affronta anche la provocazione 1 Circa l identit dell effettivo autore del libro le ipotesi sono diverse.

4 Alcuni, sottolineando certi contatti microsocpici che il libro rivela con l ambiente di Qumran affermano che l autore doveva essere senza dubbio un monaco esseno. Altri, notando alcuni particolari che gi preludono al cristianesimo, dichiarano con grande sicurezza che l autore Apollo, il famoso predicatore compagno di Paolo e celebre per la sua eloquenza, che avrebbe scritto questo libro prima della conversione. Altri pensano al sommo sacerdote Onia III, che pag con la sua vita la difesa del giudaismo. Altri ancora pensano a Filone, il grande filosofo alessandrino, l orgoglio dei giudei del periodo ellenistico romano.

5 C anche chi pensa che l autore sia il nipote di Ges Ben Sira. Sono ipotesi che non hanno un solido aggancio nella realt . Per cui il volto dell autore rimane sconosciuto; certo solo che si trata di un giudeo alessandrino. 2 Il luogo di origine del libro della Sapienza , con tutta probabilit , Alessandria d Egitto, uno dei centri pi colti dell impero romano del tempo, e anche la sede di una delle pi numerose e importanti comunit ebraiche della diaspora. Il pio giudeo autore del nostro libro interessato specialmente a esortare i fratelli del suo popolo alla stima e alla fedelt alla tradizione dei padri. Egli non sembra conoscere, per , l opera del grande filosofo giudeo Filone di Alessandria (20 - 54 ), e neanche Filone fa alcun riferimento esplicito al libro della Sapienza .

6 3 Cf. Gen 6,3; Gb 27,3: ; 34,14-15; Sal 104,29-30. 2dell ebreo apostata4 che con foga cerca di cancellare la testimonianza odiosa dei fratelli che sono rimasti fedeli5 (cf. Sap ). La pensano cos , ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i segreti di Dio; non sperano nel salario per la santit n credono alla ricompensa delle anime pure. S , Dio ha creato l uomo per l immortalit ; lo fece a immagine della propria eternit (Sap 2,21-23). Il saggio alessandrino prende il termine immortalit , che i greci (a differenza del pensiero biblico) attribuiscono s all uomo, ma intendendolo riduttivamente solo come sopravvivenza dell anima , o come eterno ricordo lasciato da qualcuno nei suoi successori (Sap 8,13)6, e lo bagna nella corrente vitale della Sapienza biblica.

7 Qui, come confesser la dossologia di 1Tm 6,15-16, l unico che possiede davvero l immortalit il beato e unico sovrano, il Re dei regnanti e Signore dei signori,.. che abita una luce inaccessibile; che nessuno fra gli uomini ha mai visto n pu vedere. A lui onore e potenza per sempre. Amen . Assicurando la perennit della vita, l immortalit non saprebbe esistere in uno stato neu-tro7, indipendente dal Vivente primo e unico, il quale qualifica ogni esistenza. L influsso che hanno su di lui il vocabolario e la cultura ellenistica8 non induce l autore del libro a limitare e ridurre il significato del termine vita alla semplice dimensione fisica e biologica dell esistenza dei terrestri.

8 Fedele alla propria tradizione biblica, egli continua a ri-tenere il senso dinamico unitario della realt e del termine quale partecipazione alla natura e-terna di Dio, e dunque alla deificante e gloriosa beatitudine riservata ai giusti. Non dimenti-chiamo che, nel primo racconto della creazione, non appena appaiono i primi viventi nel mare e nell aria, nel quinto giorno della settimana primordiale, essi vengono benedetti dal Creato-re. La stessa cosa, poi, avviene per i viventi del sesto giorno (cf. Gen 1, ). Questa bene-dizione orienta tutta la creazione, attraverso i viventi, a entrare finalmente nel riposo del set-timo giorno, luogo in cui il creato intero destinato a partecipare della pace del Benedetto e del Santo (cf.)

9 Gen 2,1-3; Eb 4,3-11). Le anime dei sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccher . Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella 4 Abbiamo gi altrove parlato del rischio che comportava l essere ebrei in un epoca in cui cominciavano le prime persecuzioni. Di fronte al pericolo alcuni ebrei avevano avuto paura e avevano tradito. Ed appunto uno di questi apostati che l autore fa entrare in scena. 5 E un atteggiamento tipico dell apostata quello di condannare con eccessivo vigore tutto ci ha gettato dietro le proprie spalle (come un atteggiamento tipico del convertito quello di lodare o di praticare in maniera eccessiva ci che ha abbracciato).

10 6 Cf. Sap 4,1; 8,17: l immortalit del ricordo sembra essere una via di accesso alla scoperta di quella personale. 7 Nel pensiero greco, e in particolare in Platone, l immortalit una qualit intrinseca all anima stessa. Come dice il terzo ragionamento del Fedone, l anima, essendo una realt semplice, spirituale, indivisibile e quindi incorruttibile. 8 Oltre a Platone, l autore del libro della Sapienza dimostra di conoscere il pensiero degli stoici, degli eclettici e forse anche dell Axiochos, un dialogo di autore ingoto che stato attribuito a Platone. Ma soprattutto egli ha respirato, con molto probabilit , il clima dei misteri proto-gnostici che cominciavano ad apparire sugli orizzonti dell occidente.


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