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1 GLOBAL BUILDINGS istemi di protezione passiva all incendiolaStre FIreGUarDI n S I l I cato e S o lFato D I ca l cI o23 GLOBAL BUILDING laStre FIreGUarDIn sIlIcato e solFato DI calcIoPROTEZIONE DI IMPIANTI E ATTRAVERSAMENTI 63 RIVESTIMENTI STRuTTuRAlI: STRuTTuRE METAllIchE 27cARATTERISTIchE TEcNIchE PRODOTTI 15cOMPARTIMENTAZIONI VERTIcAlI 47cOMPARTIMENTAZIONI ORIZZONTAlI 53 PRINcIPI gENERAlI DI PREVENZIONE INcENDI 5 RIVESTIMENTI STRuTTuRAlI: STRuTTuRE IN cEMENTO ARMATO 37 RIVESTIMENTI STRuTTuRAlI: STRuTTuRE IN lEgNO 43 PRINcIPI gENERAlIDI PREVENZIONE INcENDI6 PRINcIPI gENERAlI DI PREVENZIONE INcENDICon il termine Prevenzione Incendi , si intende in genere definire una serie di attivit e dispositivi atti a ridurre le possibilit di innesco dell incendio e nel caso di un suo sviluppo contenerne gli effetti, ed assicurare l evacuazione degli occupanti e la si-curezza delle squadre di quanto riguarda i dispositivi di prevenzione incendi distinguiamo due concetti progettuali diversi: la protezione attiva che riguarda tutti quei dispositivi che innescano dei m

3 GLOBAL BUILDING lastre FIreGUarD In sIlIcato e solFato DI calcIo PROTEZIONE DI IMPIANTI E ATTRAVERSAMENTI 63 RIVESTIMENTI STRuTTuRAlI: STRuTTuRE METAllIchE 27 cARATTERISTIchE TEcNIchE PRODOTTI 15

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1 1 GLOBAL BUILDINGS istemi di protezione passiva all incendiolaStre FIreGUarDI n S I l I cato e S o lFato D I ca l cI o23 GLOBAL BUILDING laStre FIreGUarDIn sIlIcato e solFato DI calcIoPROTEZIONE DI IMPIANTI E ATTRAVERSAMENTI 63 RIVESTIMENTI STRuTTuRAlI: STRuTTuRE METAllIchE 27cARATTERISTIchE TEcNIchE PRODOTTI 15cOMPARTIMENTAZIONI VERTIcAlI 47cOMPARTIMENTAZIONI ORIZZONTAlI 53 PRINcIPI gENERAlI DI PREVENZIONE INcENDI 5 RIVESTIMENTI STRuTTuRAlI: STRuTTuRE IN cEMENTO ARMATO 37 RIVESTIMENTI STRuTTuRAlI: STRuTTuRE IN lEgNO 43 PRINcIPI gENERAlIDI PREVENZIONE INcENDI6 PRINcIPI gENERAlI DI PREVENZIONE INcENDICon il termine Prevenzione Incendi , si intende in genere definire una serie di attivit e dispositivi atti a ridurre le possibilit di innesco dell incendio e nel caso di un suo sviluppo contenerne gli effetti, ed assicurare l evacuazione degli occupanti e la si-curezza delle squadre di quanto riguarda i dispositivi di prevenzione incendi distinguiamo due concetti progettuali diversi: la protezione attiva che riguarda tutti quei dispositivi che innescano dei meccanismi di protezione antincendio, quali ad esempio estintori, idranti, sprinkler, evacuatori di fumo e calore, rilevatori.

2 La protezione passiva che riguarda la progettazione edilizia dell edificio, attuando tecniche costruttive e materiali atti a ridur-re le possibilit di innesco degli incendi, attraverso l utilizzo di materiali non infiammabili o meglio non combustibili e nel caso di un suo sviluppo contenerne la propagazione attraverso una progettazione mirata all utilizzo di strutture resistenti al fuoco e l individuazione di compartimenti resistenti al INcENDIOA ffinch si sviluppi un incendio devono verificarsi le seguenti condizioni:- la presenza di materiale combustibile - la presenza di ossigeno- il raggiungimento della temperatura di innesco del queste condizioni sono verificate, l energia liberata provoca un innalzamento della temperatura fino a valori limite, al raggiungimento dei valori limite, tutti i materiali infiammabili depositati nel locale si incendiano (passaggio a fiamma o flash-over).

3 Il comportamento all incendio dei materiali e degli oggetti presenti di grande importanza sia nella fase di ignizione che di flash over. Nel comportamento al fuoco dei materiali si prendono in considerazione infiammabilit , diffusione di fiamma e alimenta-zione dell seguito al passaggio di fiamma si passa all incendio generalizzato. In questa fase si prende in considerazione la struttura dei componenti edili e i loro tempi di resistenza al fuoco. In pratica viene coinvolto il comportamento al fuoco dell edificio nel suo complesso. Nella fase di raffreddamento ci sono ancora rischi che per non hanno incontrato attenzione nei metodi di prova. Nello schema riportato illustrata la dinamica dell durata di un incendio e la sua espansione in un edificio vengono rappresentate con diagrammi temperatura tale andamento influiscono:- il carico d incendio (tipo, quantit e disposizione )- il tiraggio (afflusso) d aria- le dispersioni di calore dei componenti edili interessati (prodotte dalle aperture e dalla geometria dei vani)PROTEZIONE ANTINcENDIOLa normativa internazionale e italiana considera due concetti fondamentali: la Reazione e la Resistenza al fuoco.

4 Il concetto di Reazione al fuoco esprime l esigenza di intervenire nella fase di innesco dell incendio in funzione della infiammabilit dei mate-riali. Il concetto di Resistenza al fuoco esprime invece l esigenza di intervenire nella fase dell incendio generalizzato attraverso la progettazione di strutture e componenti edilizi che abbiano una resistenza al fuoco in funzione del potere calorifico e della quantit dei materiali combustibili presenti nell Al FuOcOLa Reazione al fuoco definita come il grado di partecipazione di un materiale al fuoco cui viene sottoposto . In Italia disci-plinata dal 26-06-84 Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi e 03-09-2001 i quali classificano i materiali come nella tabella sottoriportata e ne determinano le modalit di 1dinamica dell incendio7 PRINcIPI gENERAlI DI PREVENZIONE INcENDIclASSI DI REAZIONE Al FuOcO come definite dal 26/06/1984 clASSEDEFINIZIONE0 Materiale incombustibile1 Materiale non infiammabile2 Materiale difficilmente infiammabile3 Materiale mediamente infiammabile4 Materiale facilmente infiammabile5 Materiale altamente infiammabileTale decreto stato recentemente sostituito dal DEcRETO 10 marzo 2005 Classi di reazione al fuoco per i prodotti da co-struzione

5 Da impiegarsi nelle opere per le quali prescritto il requisito della sicurezza in caso d incendio che definisce le nuove classi di reazione al fuoco recependo direttive europee 89/106/CEE del 21 dicembre 1988, distinguendo prodotti utilizzati per uso parete, soffitto e DI REAZIONE Al FuOcO PARETI E SOFFITTI SEcONDO EN 13501/1clASSENORMAA1EN ISO 1182 EN ISO 1716A2-s1-dOA2-s2-d0A2-s3-d0A2-s1-d1A2-s 2-d1A2-s3-d1A2-s1-d2A2-s2-d2A2-s3-d2EN ISO 1182 EN ISO 1716 EN 13823B-s1-d0B-s2-d0B-s3-d0B-s1-d1B-s2-d1 B-s3-d1B-s1-d2B-s2-d2B-s3-d2EN 13823 EN ISO 11925C-s1-d0C-s2-d0C-s3-d0C-s1-d1C-s2-d1 C-s3-d1C-s1-d2C-s2-d2C-s3-d2EN 13823 EN ISO 11925-2D-s1-d0D-s2-d0D-s3-d0D-s1-d1D-s2- d1D-s3-d1D-s1-d2D-s2-d2D-s3-d2EN 13823 EN ISO 11925-2 EEN ISO 11925-2E-d2EN ISO 11925-2 FReazione al fuoco non determinataclASSI DI REAZIONE Al FuOcO PAVIMENTI SEcONDO EN 13501/1clASSENORMAA1flEN ISO 1182 EN ISO 1716A2fl-S1A2fl-s2EN ISO 1182 EN ISO 1716 EN ISO 9239-1 Bfl-S1 Bfl-s2EN ISO 9239-1 EN ISO 11925-2

6 Cfl-S1 Cfl-s2EN ISO 9239-1 EN ISO 11925-2 Dfl-S1 Dfl-s2EN ISO 9239-1 EN ISO 11925-2 Efl EN ISO 11925-2 Efl EN ISO 11925-2F Reazione al fuoco non determinata8Ad Alcuni materiali riportati negli elenchi di cui all allegato C) del Decreto soprariportato attribuita la classe di reazione al fuoco ivi specificata senza che debbano essere sottoposti all esecuzione delle relative prove di reazione al DEI MATERIAlI DA cONSIDERARE cOME APPARTENENTI AllE clASSI A1 E A1-fl DI REAZIONE Al FuOcO DI cuI AllA DEcISIONE 2000/147/cE SENZA DOVER ESSERE SOTTOPOSTI A PROVEMATERIAlEOSSERVAZIONIA rgilla espansa Perlite espansa Vermiculite espansa Lana di roccia Vetro multicellulareCalcestruzzoInclude il calcestruzzo pronto per l uso e i prodotti prefabbricati in cemento armato o in calcestruzzo compresso Calcestruzzo in granuli (granulati minerali leggeri a bassa densit , ad eccezione dell isolamento termico integrale)

7 Pu contenere aggiunte e additivi (come le ceneri volanti), pigmenti e altri materiali. Comprende elementi prefabbricatiElementi in cemento cellulare trattati in autoclaveElementi costituiti di leganti idraulici, come il cemento e/o la calce mescolati a ma-teriali fini (materiali silicei, ceneri volanti, loppa di altoforno) e materiali cellulari. Com-prende elemeti CementoCalce Loppa di altoforno/ceneri volanti Aggregato minerale Ferro, acciaio e acciaio inossidabile Non in forme finemente sminuzzateRame e leghe di rame Non in forme finemente sminuzzateZinco e leghe di zincoNon in forme finemente sminuzzateAlluminio e leghe di alluminioNon in forme finemente sminuzzatePiomboNon in forme finemente sminuzzateGesso e malte a base di gessoPu comprendere additivi (ritardanti, materiali di riempimento, fibre, pigmenti, calce idrata, agenti di ritenuta dell aria e dell acqua, plastificanti), aggregati compatti (per esempio sabbia naturale o fine) o aggregati leggeri (per esempio perlite o vermiculite)

8 Malta con agenti leganti inorganiciMalte per rinzaffo e intonaco, malte per massetti e malte per murature contenenti uno o piu agenti leganti inorganici, quali cemento, calce, cemento per murature e in argillaElementi in argilla o in altre materie argillose che contengono o meno sabbi, com-bustibili o altri additivi. Comprende mattoni, pavimenti in mattonelle ed elementi in argilla refrattaria (per esempio rivestimenti interni dei camini)Elementi in silicato di calcioElementi fabbricati a partire da un miscuglio di calce e di materiali naturalmente silicei (sabbia, ghiaia, rocce o miscuglio di questi materiali). Possono includere pigmenti in pietra naturale o in ardesiaElementi in ardesia o in pietre naturali lavorate o non (rocce magmatiche, sedimen-tarie o metamorfiche)

9 Elementi in gessoComprende blocchi e altri elementi a base di solfato di calcio e di acqua contenenti eventualmente fibre, materiali di riempimento, aggregati e altri additivi, puo essere colorato con alla palladianaInclude mattonelle prefabbricate e pavimentazione in Vetro temprato, vetro temprato chimicamente, vetro stratificato e vetro che comprende una fase cristallina e una i prodotti in polvere di argilla pressata, i prodotti estrusi, vetrificati o gENERAlI DI PREVENZIONE INcENDI9 MATERIAlI DA cOSTRuZIONE AI QuAlI ATTRIBuITA, SENZA DOVER ESSERE SOTTOPOSTI A PROVE, lA clASSE DI REAZIONE Al F uOcO IN RElAZIONE AllE cARATTERISTIchE TEcNI chE SPEcIFIcATEPANNEllI A BASE DI lEgNO - clASSI DI REAZIONE Al FuOcOPannelli a base di legnoRiferimento al grado del prodotto nella normaeuropea (NE)Densit minima (Kg/mc)

10 Spessore minimoclasse x paretie soffitticlasse perpavimentiPannelli agglomeratiEN 3126009D-s2-d0 DFL-s1 Pannelli di fibre di legno duroEN 622-29006D-s2-d0 DFL-s1 Pannelli di fibre di legno medioEN 622-36009D-s2-d0 DFL-s14009E, passEFLP annelli di fibre di legno dolceEN 622-42509E, passEFLP annelli di fibre MDFEN 622-56009D-s2-d0 DFL-s1 Pannelli agglomerati con cementoEN 634-2100010B-s1-d0 BFL-s1 OSBEN 3006009D-s2-d0 DFL-s1 CompensatoEN 6364009D-s2-d0 DFL-s1 Pannelli in legno massiccioEN 1335340012D-s2-d0 DFL-s1 PANNEllI DI cARTONgESSO - clASSI DI REAZIONE Al FuOcOPannelli in cartongessoSpessore nominale dei pannelli (mm)Anima di gessogrammatura della carta (g/mq)classe (esclusi materiali da pavimento)Peso specificoclasse di reazione al fuocoConforme alla EN 520 (escluso pannelli perforati)> 9,5> 600A1< 220A2-s1-d0> 12,5> 800 < 220 < 300B-s1-d0Ai fini dell impiego nelle opere in cui prescritta la classe di reazione al fuoco, i prodotti devono: essere muniti della marcatura CE e la classe di reazione al fuoco deve essere riportata nelle informazioni che accompa-gnano la marcatura CE e nella documentazione di cui all art.


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