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Standard Italiani per la Cura del Diabete - 2016

Standard Italiani per la Cura del Diabete - 2016 Capitolo V Cura del Diabete A. Valutazione iniziale B. Controllo glicemico 1. Valutazione del controllo glicemico a. Emoglobina glicata (HbA1c) b. Automonitoraggio della glicemia c. Monitoraggio glicemico continuo d. Flash glucose monitoring 2. Obiettivi glicemici C. Educazione terapeutica D. Attivit fisica E. Terapia medica nutrizionale e nutraceutici 1. Terapia medica nutrizionale 2. Nutraceutici F. Terapia farmacologica del Diabete 1. Diabete tipo 1 2. Diabete tipo 2 G. Chirurgia bariatrica H. Trapianto di pancreas o di isole pancreatiche I. Valutazione psicosociale nella terapia del Diabete L. Malattie intercorrenti M. Ipoglicemia N. Vaccinazioni O. Assistenza integrata del paziente diabetico Capitolo V - Cura del Diabete RACCOMANDAZIONI GENERALI Le persone affette da Diabete devono ricevere le cure da parte del medico di medicina generale e del team diabetologico, coordinato da un medico diabetologo, comprendente medici, infermieri, dietisti, podologi, professionisti della salute mentale, in grado di mettere in atto un approccio integrato di gestione della malattia, idoneo al trattamento di una patologia cronica.

Attenzione particolare deve essere posta all’età del paziente, all’attività scolastica e lavorativa, all’attività fisica praticata, alle abitudini alimentari, alle condizioni socioeconomiche, alla

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1 Standard Italiani per la Cura del Diabete - 2016 Capitolo V Cura del Diabete A. Valutazione iniziale B. Controllo glicemico 1. Valutazione del controllo glicemico a. Emoglobina glicata (HbA1c) b. Automonitoraggio della glicemia c. Monitoraggio glicemico continuo d. Flash glucose monitoring 2. Obiettivi glicemici C. Educazione terapeutica D. Attivit fisica E. Terapia medica nutrizionale e nutraceutici 1. Terapia medica nutrizionale 2. Nutraceutici F. Terapia farmacologica del Diabete 1. Diabete tipo 1 2. Diabete tipo 2 G. Chirurgia bariatrica H. Trapianto di pancreas o di isole pancreatiche I. Valutazione psicosociale nella terapia del Diabete L. Malattie intercorrenti M. Ipoglicemia N. Vaccinazioni O. Assistenza integrata del paziente diabetico Capitolo V - Cura del Diabete RACCOMANDAZIONI GENERALI Le persone affette da Diabete devono ricevere le cure da parte del medico di medicina generale e del team diabetologico, coordinato da un medico diabetologo, comprendente medici, infermieri, dietisti, podologi, professionisti della salute mentale, in grado di mettere in atto un approccio integrato di gestione della malattia, idoneo al trattamento di una patologia cronica.

2 (Livello della prova VI, Forza della raccomandazione B) I diabetici devono assumere un ruolo attivo nel piano di cura, formulato come un alleanza terapeutica personalizzata tra il paziente, la sua famiglia e i membri del team diabetologico. Attenzione particolare deve essere posta all et del paziente, all attivit scolastica e lavorativa, all attivit fisica praticata, alle abitudini alimentari, alle condizioni socioeconomiche, alla personalit , ai fattori culturali e alla presenza di altre patologie o di complicanze del Diabete . (Livello della prova VI, Forza della raccomandazione B) Il piano di cura deve comprendere un programma di educazione all autogestione del Diabete , che garantisca, tramite l utilizzo di strategie e tecniche diversificate a seconda fenotipo clinico, modalit terapeutica, et , livello socioculturale e abilit individuali del paziente, un adeguato apprendimento delle modalit di gestione delle varie problematiche proprie della malattia.

3 L attuazione del piano di cura richiede che ogni aspetto sia stato chiarito e concordato tra il paziente e il team diabetologico e che gli obiettivi identificati siano raggiungibili. (Livello della prova VI, Forza della raccomandazione B) A. VALUTAZIONE INIZIALE RACCOMANDAZIONI La prima valutazione di un paziente diabetico deve comprendere una visita medica completa volta a definire le sue condizioni cliniche generali ma focalizzata soprattutto sulla ricerca di eventuali complicanze croniche della malattia gi in atto anche mediante esami di laboratorio e strumentali e visite di consulenza. Se la diagnosi di Diabete stata posta in precedenza, opportuno anche riesaminare il trattamento instaurato e il grado di compenso glicemico ottenuto, eventualmente, riformulando secondo necessit il piano di cura e gestione della malattia, avendone individuati i punti critici. (Livello della prova VI, Forza della raccomandazione B) Le componenti della valutazione complessiva sono illustrate nella Tabella 6.

4 Tabella 6. La valutazione iniziale del paziente diabetico ANAMNESI FAMILIARE Familiarit per Diabete , obesit , ipertensione arteriosa, dislipidemia, malattie cardiovascolari, altre malattie endocrine ANAMNESI FISIOLOGICA Attivit fisica praticata Stile di vita e fattori culturali, psicosociali, educativi ed economici che possono influenzare la gestione del Diabete Utilizzo di tabacco, alcolici, sostanze stupefacenti Valutazione delle abitudini alimentari e dello stato nutrizionale, anamnesi ponderale, crescita e sviluppo in bambini e adolescenti Contraccezione, anamnesi sessuale e della riproduzione ANAMNESI PATOLOGICA REMOTA Storia e terapia di altre patologie, incluse quelle endocrine e i disturbi del comportamento alimentare Fattori di rischio cardiovascolare: fumo, ipertensione, obesit , dislipidemia Valori precedenti di glicemia e HbA1c Frequenza, gravit e cause di complicanze acute, come chetoacidosi e ipoglicemia Valutazione in dettaglio dei precedenti programmi terapeutici, della dieta prescritta, del grado di educazione all autogestione del Diabete e dell approccio verso la malattia ANAMNESI PATOLOGICA PROSSIMA Sintomi in relazione alla diagnosi di Diabete Sintomi riferibili a patologie che possono causare Diabete secondario (per es.)

5 : emocromatosi, malattie pancreatiche) Trattamento attuale del Diabete : farmaci, piano alimentare, autocontrollo Infezioni precedenti o attuali, a carico di cute, piedi, denti o apparato genitourinario Sintomi o trattamenti in atto delle complicanze del Diabete , a carico di: occhi, reni, nervi periferici, apparato genitourinario (incluse le patologie sessuali), vescica, funzione gastrointestinale (inclusa la malattia celiaca nel Diabete tipo 1), cuore, apparato cardiovascolare, piedi Utilizzo di farmaci che possano interferire con i livelli glicemici Valutazione dei disturbi dell umore ESAME OBIETTIVO Altezza e peso (in relazione con i parametri normali per et nel bambino e nell adolescente) Circonferenza addominale Maturazione sessuale (se in peripubert ) Pressione arteriosa in clino- e ortostatismo (confronto con i parametri normali per l et nel bambino e nell adolescente) Esame oftalmoscopico del fundus Esame del cavo orale Palpazione tiroidea Semeiotica cardiaca e polmonare Palpazione addominale (per evidenziare epatomegalia)

6 Valutazione dei polsi con palpazione e auscultazione per la ricerca di eventuali soffi vascolari Esame dei piedi Esame della cute (in particolare nei siti di iniezione insulinica) Esame neurologico con valutazione dei riflessi osteotendinei e delle soglie sensitive della percezione pressoria, vibratile, termica e dolorifica ESAMI DI LABORATORIO Glicemia a digiuno e HbA1c Profilo lipidico a digiuno, comprendente colesterolo totale, colesterolo HDL, trigliceridi e colesterolo LDL Test di funzionalit epatica ed eventuali approfondimenti nel sospetto di steatosi o epatite Microalbuminuria in tutti i diabetici tipo 2 e nei diabetici tipo 1 con durata di malattia >5 anni Creatininemia (nel bambino solo in presenza di proteinuria) e stima della filtrazione glomerulare Nei diabetici tipo 1 alla diagnosi: screening di tiroidite autoimmune e malattia celiaca: TSH, FT4, anticorpi antitiroide, EMA o antitransglutaminasi*, IgA Autoanticorpi anti-insulina, e/o anti-GAD e/o anti-IA2 se necessario per la corretta classificazione del tipo di Diabete Esame delle urine per valutare chetonuria, proteinuria e sedimento * Se normali, in et pediatrica controllare annualmente TSH, anticorpi antitiroide, EMA o antitransglutaminasi.

7 In caso di EMA o antitransglutaminasi positivi in due occasioni, opportuno eseguire biopsia intestinale per confermare la diagnosi di malattia celiaca con esame istologico. B. CONTROLLO GLICEMICO 1. VALUTAZIONE DEL CONTROLLO GLICEMICO a. EMOGLOBINA GLICATA (HbA1c) RACCOMANDAZIONI La valutazione del controllo glicemico ottenuto in un soggetto diabetico deve includere il periodico esame dell HbA1c. (Livello della prova I, Forza della raccomandazione A) La valutazione dell HbA1c deve essere effettuato non meno di 2 volte all anno in ogni paziente diabetico, 4 volte all anno nei pazienti con compenso precario o instabile o nei quali sia stata modificata la terapia. (Livello della prova I, Forza della raccomandazione B) Nei pazienti in cui stata modificata la terapia ipoglicemizzante oppure l obiettivo terapeutico non ancora stato raggiunto o non stabile nel tempo, l esame dell HbA1c deve essere effettuato ogni 3 mesi.

8 (Livello della prova I, Forza della raccomandazione B) L HbA1c deve essere misurata con metodi calibrati secondo il sistema di riferimento IFCC. Nel referto di laboratorio, a partire dal 2013, il valore di HbA1c viene espresso di regola in unit IFCC (mmol/mol). Sui website AMD e SID sono a disposizione tabelle di conversione per convertire nelle unit %. (Livello della prova VI, Forza della raccomandazione A) COMMENTO Effettuando l esame dell HbA1c possibile stimare la media della glicemia dei 2-3 mesi precedenti e, in tal modo, valutare l efficacia della terapia. Poich l HbA1c riflette la glicemia media degli ultimi 2-3 mesi, per determinare se il controllo metabolico stato raggiunto e mantenuto nell obiettivo terapeutico necessaria una misurazione all incirca ogni 3 mesi. La regolare effettuazione dell HbA1c permette, infatti, di rilevare in modo tempestivo un allontanamento dall obiettivo terapeutico.

9 Nel singolo paziente la frequenza del esame dell HbA1c dovrebbe dipendere dalla situazione clinica, dal tipo di terapia in atto e dal giudizio del curante. Il controllo glicemico meglio valutabile analizzando parallelamente sia i risultati dell automonitoraggio glicemico sia il esame dell HbA1c; questo consente di verificare anche l adeguatezza del piano di automonitoraggio, la precisione del reflettometro utilizzato, la presenza di ipoglicemie o di iperglicemia postprandiale, la variabilit glicemica. Concettualmente, poter convertire un valore di HbA1c in un equivalente di glicemia media potrebbe migliorare la comprensione e l interpretazione del risultato stesso dell HbA1c. Lo studio ADAG (A1C-Derived Average Glucose) ha valuato le correlazioni tra livelli di HbA1c e glicemia plasmatica media utilizzando frequenti misurazioni della glicemia mediante automonitoraggio o monitoraggio continuo in un gruppo di 507 soggetti adulti affetti o meno da Diabete tipo 1 o da Diabete tipo 2 che avevano contemporaneamente misurato i livelli di HbA1c (1).

10 Le stime sono basate sui dati relativi a circa 2700 misurazioni della glicemia in un periodo di 3 mesi in un gruppo di 507 soggetti adulti affetti o meno da Diabete tipo 1 o da Diabete tipo 2 che avevano contemporaneamente misurato i livelli di HbA1c. Il gruppo di lavoro multidisciplinare GLAD (Gruppo di Lavoro A1c Delegati), nelle sue raccomandazioni per l implementazione della standardizzazione internazionale dell emoglobina glicata in Italia (2), recepite da AMD e SID, ha sconsigliato la refertazione della glicemia media stimata sulla base dell HbA1c, attraverso l equazione proposta a conclusione dello studio ADAG in quanto soggetta a troppe limitazioni (mancata inclusione nello studio di adolescenti, donne in gravidanza, pazienti nefropatici e soggetti di origine asiatica; presenza di limiti fiduciari troppo ampi). Il documento propone inoltre il nuovo sistema di riferimento IFCC per misurare direttamente e specificamente la porzione dell emoglobina che glicata, in particolare gli esapeptidi terminali delle catene beta dell emoglobina.


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