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Il servitore di due padroni - letteraturaitaliana.net

Letteratura italiana EinaudiIl servitoredi due padronidi Carlo GoldoniEdizione di riferimento:in Opere, a cura di Gianfranco Folena,Mursia, Milano 1969 Letteratura italiana EinaudiLetteratura italiana EinaudiL autore a chi legge1 Personaggi4 Atto primo5 Atto secondo42 Atto terzo72 Sommario1 Letteratura italiana EinaudiL AUTORE A CHI LEGGET roverai, Lettor carissimo, la presente Commedia di-versa moltissimo dall altre mie, che lette avrai finora. El-la non di carattere, se non se carattere considerare sivoglia quello del Truffaldino, che un servitore sciocco edastuto nel medesimo tempo ci rappresenta: sciocco cio in quelle cose le quali impensatamente e senza studioegli opera, ma accortissimo allora quando l interesse e lamalizia l addestrano, che il vero carattere del pu chiamarsi piuttosto Commedia giocosa, per-ch di essa il g

Carlo Goldoni - Il servitore di due padroni PERSONAGGI Pantalone de’ Bisognosi Clarice, sua figliuola Il Dottore Lombardi Silvio, di lui figliuolo Beatrice, torinese, in abito da uomo sotto nome di Federi- go Rasponi Florindo Aretusi, torinese di lei amante Brighella, locandiere Smeraldina, cameriera di Clarice Truffaldino, servitore di Beatrice, poi di …

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1 Letteratura italiana EinaudiIl servitoredi due padronidi Carlo GoldoniEdizione di riferimento:in Opere, a cura di Gianfranco Folena,Mursia, Milano 1969 Letteratura italiana EinaudiLetteratura italiana EinaudiL autore a chi legge1 Personaggi4 Atto primo5 Atto secondo42 Atto terzo72 Sommario1 Letteratura italiana EinaudiL AUTORE A CHI LEGGET roverai, Lettor carissimo, la presente Commedia di-versa moltissimo dall altre mie, che lette avrai finora. El-la non di carattere, se non se carattere considerare sivoglia quello del Truffaldino, che un servitore sciocco edastuto nel medesimo tempo ci rappresenta: sciocco cio in quelle cose le quali impensatamente e senza studioegli opera, ma accortissimo allora quando l interesse e lamalizia l addestrano, che il vero carattere del pu chiamarsi piuttosto Commedia giocosa, per-ch di essa il gioco di Truffaldino forma la maggior par-te.

2 Rassomiglia moltissimo alle commedie usualidegl Istrioni, se non che scevra mi pare di tutte quelleimpropriet grossolane, che nel mio Teatro Comicohocondannate, e che dal Mondo sono oramai generalmen-te potrebbe parere agli scrupolosi, cheTruffaldinomantenga l equivoco della sua doppia ser-vit , anche in faccia dei due padroni medesimi soltantoper questo, perch niuno di essi lo chiama mai col suonome; che se una volta sola, o Florindo, o Beatrice,nell Atto terzo, dicessero Truffaldino, in luogo di dirsempre il mio servitore , l equivoco sarebbe sciolto e lacommedia sarebbe allora terminata.

3 Ma di questi equi-voci, sostenuti dall arte dell Inventore, ne sono piene leCommedie non solo, ma le Tragedie ancora; e quantun-que io m ingegni d essere osservante del verisimile inuna Commedia giocosa, credo che qualche cosa, chenon sia impossibile, si possa a taluno ancora, che troppa distanza siavidalla sciocchezza l astuzia di Truffaldino; per esempio:lacerare una cambiale per disegnare la scalcher a di unatavola, pare l eccesso della goffaggine. Servire a due pa-droni, in due camere, nello stesso tempo, con tantaCarlo Goldoni - Il servitore di due padroniprontezza e celerit , pare l eccesso della furberia.

4 Maappunto quel ch io dissi a principio del carattere diTruffaldino: sciocco allor che opera senza pensamento,come quando lacera la cambiale; astutissimo quandoopera con malizia, come nel servire a due tavole poi considerar vogliamo la catastrofe della Com-media, la peripezia, l intreccio, Truffaldinonon fa figurada protagonista, anzi, se escludere vogliamo la suppostavicendevole morte de due amanti, creduta per opera diquesto servo, la Commedia si potrebbe fare senza di lui;ma anche di ci abbiamo infiniti esempi, quali io nonadduco per non empire soverchiamente i fogli; e perch non mi credo in debito di provare ci che mi lusingonon potermi essere contraddetto; per altro il celebreMoli re istesso mi servirebbe di scorta a io composi la presente Commedia, che funell anno 1745, in Pisa, fra le cure legali, per tratteni-mento e per genio, non la scrissi io gi , come al presentesi vede.

5 A riserva di tre o quattro scene per atto, le pi interessanti per le parti serie, tutto il resto della Comme-dia era accennato soltanto, in quella maniera che i com-medianti sogliono denominare a soggetto ; cio unoscenario disteso, in cui accennando il proposito, le trac-ce, e la condotta e il fine de ragionamenti, che dagli At-tori dovevano farsi, era poi in libert de medesimi sup-plire all improvviso, con adattate parole e acconci lazzi,spiritosi concetti. In fatti fu questa mia Commediaall improvviso cos bene eseguita da primi Attori che larappresentarono, che io me ne compiacqui moltissimo,e non ho dubbio a credere che meglio essi non l abbianoall improvviso adornata, di quello possa aver io fattoscrivendola.

6 I sali del Truffaldino, le facezie, le vivezzesono cose che riescono pi saporite, quando prodottesono sul fatto dalla prontezza di spirito, dall occasione,dal brio. Quel celebre eccellente comico, noto all Italia2 Letteratura italiana Einauditutta pel nome appunto di Truffaldino, ha una prontezzatale di spirito, una tale abbondanza di sali e naturalezzadi termini, che sorprende: e volendo io provvedermi perle parti di lui. Questa Commedia l ha disegnata espres-samente per lui, anzi mi ha egli medesimo l argomentoproposto, argomento un po difficile in vero, che ha po-sto in cimento tutto il genio mio per la Comica artificio-sa, e tutto il talento suo per l ho poi veduta in altre parti da altri comici rappre-sentare, e per mancanza forse non di merito, ma di quel-le notizie che dallo scenario soltanto aver non poteano,parmi ch ella decadesse moltissimo dal primo sono per questa ragione indotto a scriverla tutta.

7 Nongi per obbligare quelli che sosterranno il carattere delTruffaldinoa dir per l appunto le parole mie, quando dimeglio ne sappian dire, ma per dichiarare la mia inten-zione, e per una strada assai dritta condurli al mi sono a distendere tutti i lazzi pi neces-sari, tutte le pi minute osservazioni, per renderla facilequanto mai ho potuto, e se non ha essa il merito dellaCritica, della Morale, della istruzione, abbia almenoquello di una ragionevole condotta e di un discreto ra-gionevole per que tali, che la parte del Truffaldinorap-presenteranno, qualunque volta aggiungere del suo vivolessero, astenersi dalle parole sconce, da lazzi spor-chi.

8 Sicuri che di tali cose ridono soltanto quelli della vilplebe, e se ne offendono le gentili Goldoni - Il servitore di due padroni3 Letteratura italiana EinaudiCarlo Goldoni - Il servitore di due padroniPERSONAGGIP antalone de Bisognosi Clarice, sua figliuolaIl Dottore Lombardi Silvio, di lui figliuoloBeatrice, torinese, in abito da uomo sotto nome di Federi-go RasponiFlorindo Aretusi, torinese di lei amanteBrighella, locandiereSmeraldina, cameriera di ClariceTruffaldino, servitore di Beatrice, poi di Florindo Un cameriere della locanda, che parlaUn servitore di Pantalone, che parlaDue facchini, che parlanoCamerieri d osteria,che non parlanoLa scena si rappresenta in Venezia4 Letteratura italiana EinaudiATTO PRIMOSCENA PRIMA Camera in casa di PantalonePantalone, il Dottore, Clarice, Silvio, Brighella, Smeraldina,un altro servitore di Eccovi la mia destra, e con questa vi dono tut-to il mio cuore (a Clarice, porgendole la mano).

9 , no ve vergogn ; d ghe la man ancavu. Cus sar promessi, e presto presto sar maridai (aClarice).CLARICE. S caro Silvio, eccovi la mia destra. Promettodi essere vostra io prometto esser vostro. (Si danno la ma-no.) , anche questa fatta. Ora non sitorna pi (Oh bella cosa! Propriamente anch iome ne struggo di voglia). sar testimoni de sta promission,seguida tra Clarice mia fia e el sior Silvio, fio degnissi-mo del nostro sior dottor Lombardi (a Brighella ed alServitore). s , sior compare, e la ringrazio de stoonor che la se degna de farme (a Pantalone).

10 Mi son st compare alle vostrenozze, e vu se testimonio alle nozze de mia fia. Nonho volesto chiamar compari, invidar parenti, perch anca sior Dottor el x del mio temperamento; ne pia-se far le cosse senza strepito, senza grandezze. Ma-Carlo Goldoni - Il servitore di due padroni5 Letteratura italiana EinaudiCarlo Goldoni - Il servitore di due padronigneremo insieme, se goderemo tra de nu, e nissun nedisturber . Cossa diseu, putti, faremio pulito? (a Cla-rice e Silvio). SILVIO. Io non desidero altro che essere vicino alla miacara sposa. SMERALDINA.(Certo che questa la migliore vivanda).


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